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Su RaiPlay il film italiano scelto per gli Oscar: una storia di famiglia tra le montagne del Trentino

Tra le montagne del Trentino, una famiglia affronta gli ultimi mesi della guerra. Su RaiPlay il film premiato a Venezia e ai David di Donatello.
17 Settembre 2026di Riccardo Cannavale

L’ultimo film italiano a vincere l’Oscar come miglior film internazionale è stato La grande bellezza di Paolo Sorrentino, nel 2014. Da allora, il nostro cinema ha cercato più volte di riportare la statuetta in Italia. Nel 2022 ci è riuscito quasi È stata la mano di Dio, ancora di Sorrentino, arrivato tra i cinque candidati. Due anni dopo è toccato a Io capitano di Matteo Garrone, anche questo entrato nella cinquina finale. Nel 2025 l’Italia ha scelto di affidarsi a una storia ambientata in un piccolo paese del Trentino, lontana dalle grandi città e dai personaggi celebri.

Un racconto di guerra senza battaglie, dove a cambiare il destino delle persone sono soprattutto le vicende familiari. Il film, oggi disponibile su RaiPlay, è arrivato nella shortlist dei quindici titoli selezionati dall’Academy, fermandosi però prima delle nomination definitive.

Il titolo è Vermiglio, scritto e diretto da Maura Delpero, dramma del 2024 che ha rappresentato l’Italia nella corsa agli Oscar 2025. A vincere quell’edizione è stato Io sono ancora qui del brasiliano Walter Salles. Il percorso del film italiano resta comunque significativo: Leone d’argento – Gran premio della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 e, l’anno successivo, sette David di Donatello, compresi quelli per il miglior film e la regia. Delpero è diventata la prima donna a vincere il David come migliore regista.

Le valutazioni online confermano l’accoglienza positiva. IMDb registra 6,9/10, mentre su Rotten Tomatoesil film raccoglie il 93% di recensioni positive della critica e il 92% del pubblico. Numeri che accompagnano un’opera capace di ottenere riconoscimenti internazionali senza rinunciare al dialetto e a una storia profondamente legata al territorio.

Il cast del film ora disponibile su RaiPlay mescola attori professionisti e interpreti del territorio. Tommaso Ragno è Cesare Graziadei, maestro elementare e padre di una famiglia numerosa. Roberta Rovelli interpreta la moglie Adele, mentre Martina Scrinzi presta il volto alla figlia maggiore Lucia. Accanto a loro ci sono Giuseppe De Domenico, nei panni del soldato siciliano Pietro, Rachele Potrich nel ruolo di Ada e Anna Thaler in quello di Flavia.

La trama è ambientata nel 1944, a Vermiglio, in Val di Sole, a pochi chilometri dal Passo del Tonale. La Seconda guerra mondiale è ancora in corso, ma tra le montagne arriva soprattutto attraverso le notizie, gli uomini richiamati al fronte e quelli che cercano di tornare a casa.

La famiglia Graziadei vive secondo ritmi scanditi dal lavoro, dalla scuola e dalle stagioni. Cesare è una figura autorevole, rispettata in paese, ma anche un padre severo che decide molto del futuro dei propri figli. Adele tiene insieme la casa e si occupa dei bambini, mentre le tre figlie maggiori cominciano a misurarsi con desideri e aspirazioni che faticano a trovare spazio in una comunità governata da regole antiche.

L’arrivo di Pietro, soldato siciliano che ha disertato ed è in fuga dalla guerra, modifica quell’equilibrio. Lucia se ne innamora e il rapporto tra i due introduce nella famiglia una possibilità di vita diversa, ma anche conseguenze che nessuno riesce a prevedere. La pace, che sembra avvicinarsi per il resto del mondo, non coincide necessariamente con la fine delle difficoltà per gli abitanti del paese.

Maura Delpero ha raccontato che l’idea di fare questo film è nata anche da un sogno nel quale aveva visto suo padre, scomparso da poco, quando era bambino. Vermiglio è proprio il paese natale del padre della regista. La storia familiare si è così intrecciata con la ricostruzione di un mondo contadino ormai scomparso. Delpero ha inoltre spiegato di aver affrontato le riprese mentre allattava sua figlia.

Il film restituisce quel mondo attraverso il dialetto solandro, i letti condivisi, il latte appena munto, le lezioni del maestro e le montagne che cambiano aspetto con il passare delle stagioni. La fotografia di Michail Kričman, premiata ai David di Donatello, accompagna il racconto senza trasformare il paesaggio in una semplice cartolina.

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Sul Corriere della Sera, Paolo Baldini accosta il lungometraggio per alcuni aspetti a L’albero degli zoccolidi Ermanno Olmi. La sua recensione sottolinea la capacità di Delpero di raccontare una comunità contadina attraverso un intreccio familiare nel quale i sentimenti trattenuti finiscono per produrre conseguenze profonde. Sul Manifesto, Cristina Piccino ha concentrato invece l’attenzione sul punto di vista femminile e sul modo in cui la guerra attraversa una comunità apparentemente lontana dal fronte.

Questo film italiano richiede allo spettatore di adattarsi a un ritmo distante da quello di molti drammi contemporanei. Maura Delpero concede tempo ai gesti domestici, ai silenzi e alle relazioni tra i membri della famiglia. Talvolta questa scelta rallenta lo sviluppo della vicenda, ma permette di percepire quanto sia difficile sottrarsi alle regole di una comunità nella quale tutti conoscono tutti.

Con Vermiglio RaiPlay offre l’occasione di recuperare uno dei film italiani più premiati degli ultimi anni.

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