La memoria dello spettacolo italiano passa spesso attraverso volti che sembrano appartenere a tutti. Alcune vite, quando tornano sullo schermo, raccontano un Paese, un’epoca, un modo di stare davanti al pubblico e dentro la memoria collettiva. È anche per questo che RaiPlay continua a proporre film biografici e fiction dedicate a figure centrali dello spettacolo, della musica, della cultura e della storia italiana.
Da Fabrizio De André a Mia Martini, da Domenico Modugno a Renato Carosone, fino ai ritratti civili di Adriano Olivetti, Giovanni Falcone e Pino Puglisi, queste produzioni cercano il momento in cui il mito era ancora fragile, incompiuto, esposto al dubbio.
Dentro questa linea si inserisce anche “Permette? Alberto Sordi”, che guarda ad Alberto Sordi prima della consacrazione: non ancora monumento del cinema italiano, ma giovane attore ostinato, affamato di scena e destinato a trasformare tic, paure e contraddizioni degli italiani in una maschera indimenticabile.
Una produzione di Rai Fiction del 2020 diretta da Luca Manfredi, realizzato nel centenario della nascita dell’attore, che guarda agli anni del debutto, quando il talento non bastava ancora a garantire un posto, le porte si aprivano e si chiudevano in fretta, e quel ragazzo romano dalla voce inconfondibile doveva ancora convincere tutti di poter diventare una star.
A interpretare Sordi è Edoardo Pesce, chiamato a un compito tutt’altro che semplice: restituire un volto popolarissimo senza ridurlo a imitazione. Accanto a lui ci sono Pia Lanciotti, nel ruolo di Andreina Pagnani, Alberto Paradossi, che interpreta Federico Fellini, Paola Tiziana Cruciani, nei panni della madre Maria Righetti Sordi, e Michela Giraud, che dà volto alla sorella Aurelia.
Quello che ne vien fuori è uno spaccato di mezzo secolo di cinema italiano raccontando vizi, paure e tic del Paese.
Il racconto parte da un Alberto ancora lontano dal successo pieno. È giovane, ostinato, ambizioso, con una fame di palcoscenico che lo porta a tentare strade diverse. Il doppiaggio, la radio, il teatro di rivista, le prime esperienze nel cinema. Sordi non arriva subito come protagonista destinato alla consacrazione. Al contrario, attraversa rifiuti, incomprensioni, occasioni mancate, piccoli colpi di fortuna e molta testardaggine.
La trama segue proprio questa fase meno celebrata e forse per questo più interessante. C’è il ragazzo che cerca spazio, che osserva gli altri, che assorbe voci, gesti, manie, inflessioni. C’è la Roma dello spettacolo, fatta di provini, incontri, sale, compagnie teatrali, rapporti professionali che possono cambiare tutto. C’è soprattutto la costruzione lenta di una maschera destinata a diventare riconoscibile, ma ancora instabile, ancora in cerca della propria forma.
Edoardo Pesce affronta Sordi senza inseguire soltanto il timbro vocale o la smorfia più famosa. Il suo lavoro prova a restituire il movimento interno di un attore in formazione: l’ironia, l’insicurezza, la capacità di stare sulla scena anche quando il mondo non sembra ancora disposto a prenderlo sul serio.
Nel film ha un ruolo importante anche Andreina Pagnani, interpretata da Pia Lanciotti. Il rapporto con l’attrice, più grande di lui e già affermata, viene raccontato come una relazione sentimentale e formativa. Andreina è una presenza che lo educa, lo osserva, lo mette davanti ai propri limiti. Con lei Sordi si confronta con un mondo più adulto, più colto, più esigente. E capisce che il talento, da solo, non basta: va disciplinato, difeso, trasformato in mestiere.
Accanto a questa linea privata, “Permette? Alberto Sordi”su Raiplay ricostruisce anche il rapporto con Federico Fellini, interpretato da Alberto Paradossi. È un passaggio decisivo perché richiama una stagione cruciale del cinema italiano. Nel film appaiono anche altri nomi destinati a entrare nella storia dello spettacolo, da Vittorio De Sica ad Aldo Fabrizi, interpretato da Lillo Petrolo.
La famiglia resta un altro punto fermo. È da lì che il personaggio trae una radice popolare, quella romanità che Sordi avrebbe poi portato al cinema in mille variazioni: il giovane presuntuoso, il codardo, il fanfarone, il piccolo borghese, l’uomo qualunque capace di far ridere e insieme mettere a disagio.
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