Un serial killer, una donna cieca, Roma di notte: su Raiplay il ritorno del thriller visionario firmato da Dario Argento un maestro del brivido.

Su RaiPlay è disponibile un film thriller italiano che riporta lo spettatore dentro un’idea di paura fisica, urbana e concreta.
Un racconto di inseguimento e sopravvivenza ambientato in una Roma notturna e ostile, dove il pericolo non è mai del tutto visibile e il terrore nasce soprattutto dall’attesa.

“Occhiali neri” segna il ritorno alla regia di Dario Argento, che torna a confrontarsi con i temi più riconoscibili del suo cinema: il serial killer, il corpo vulnerabile, l’atto di vedere e quello, ancora più angosciante, di non poterlo fare.

Roma di notte non è mai stata così ostile. Le luci dei semafori diventano macchie indistinte, i rumori si trasformano in minacce, il traffico è un labirinto senza uscita. Su Raiplay questo thriller riporta lo spettatore dentro questa dimensione di pericolo costante, affidandosi a un linguaggio che appartiene alla storia del cinema italiano ma che prova a dialogare con il presente.

Uscito nel 2022, il film racconta la storia di Diana, una giovane escort che sopravvive a un violento incidente stradale provocato da un serial killer. L’impatto le salva la vita, ma le fa perdere la vista. Da quel momento, la sua esistenza cambia radicalmente: Diana deve imparare a muoversi in un mondo che non può più vedere, mentre l’assassino continua a muoversi nell’ombra, deciso a portare a termine ciò che ha iniziato. Accanto a lei c’è Chin, un bambino di origine cinese rimasto orfano, che diventa il suo unico punto di riferimento in una fuga disperata.

La protagonista è interpretata da Ilenia Pastorelli che qui costruisce un personaggio vulnerabile ma combattivo, affidandosi molto al corpo e alla voce per compensare l’assenza dello sguardo. Il suo percorso non è solo una corsa contro il tempo, ma anche un viaggio di adattamento e sopravvivenza. Al suo fianco, il giovane Andrea Zhang aggiunge una dimensione emotiva ulteriore, trasformando la narrazione in un racconto di alleanza forzata tra due solitudini.

Del cast fa parte anche la figlia del regista, Asia Argento.

Occhiali neri, ora su Raiplay, è un film che dialoga apertamente con il passato del suo autore. Dario Argento torna a muoversi tra serial killer, lame affilate e soggettive inquietanti, ma introduce un elemento nuovo: il punto di vista di una protagonista cieca. È una scelta narrativa che gli permette di lavorare sul suono, sul fuori campo, sull’attesa, più che sull’effetto visivo puro. Non tutto funziona con la stessa efficacia, ma l’intento è chiaro: spostare il terrore dal vedere al percepire.

La Roma del film è una città spersonalizzata, quasi astratta, attraversata da strade anonime e periferie senza identità. È un ambiente che amplifica la sensazione di isolamento della protagonista e che richiama, per certi versi, le ambientazioni urbane di alcuni classici argentiani. Anche la colonna sonora gioca un ruolo fondamentale nel costruire la tensione, alternando silenzi improvvisi a momenti sonori più invasivi.

Alla sua uscita, Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera evidenziò come nella pellicola “si ritrovano alcuni dei suoi (il riferimento è a Dario Argento, ndr) temi classici, dall’handicap fisico che si può trasformare in una inedita potenzialità alla riflessione sull’atto di vedere (il film si apre con la scena di una eclissi), dall’ambientazione notturna (la fotografia è di Matteo Cocco) all’ambivalenza del mondo animale”.

Il Messaggero invece sentenziò: “Era dai tempi di Trauma (1993) che Argento non realizzava un film degno del suo genio”.

Dal punto di vista commerciale, non ha avuto un grande successo al botteghino, ma ha trovato una seconda vita sulle piattaforme streaming come Raiplay. Su IMDb il punteggio si attesta intorno alla sufficienza, mentre su Rotten Tomatoes la percentuale di gradimento riflette la natura polarizzante del film. Gli utenti Google mostrano invece una maggiore attenzione, segno che il pubblico affezionato al genere continua a seguire Argento con interesse.

Occhiali neri non è un film nostalgico in senso stretto, né un tentativo di modernizzazione forzata. È piuttosto il lavoro di un autore che torna sui propri passi per interrogarsi ancora una volta sul buio, sulla paura e sulla fragilità umana.

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