Si muove tra mistero, tensione psicologica e derive disturbanti, costruendo un racconto che lentamente incrina l’apparente perfezione della vita familiare, questo thriller disponibile in streaming su RaiPlay.
Un titolo firmato dal Fabrice du Welz di “Message from the King”, regista belga conosciuto per i prodotti di grande profondità e complessità, pensati per rappresentare i lati più deplorevoli dell’essere umano. Con il suo cinema che vuole portare sullo schermo proprio la bruttezza interiore dei personaggi che racconta, mette in luce abilmente tutte le ombre interiori.
L’inevitabile e triste trionfo del male sul bene. Il titolo in questione invece è “Inexorable”, con protagonisti Benoît Poelvoorde e Mélanie Doutey, una coppia benestante che si trasferisce in una grande villa ereditata dalla famiglia di lei. Un luogo isolato, elegante, quasi sospeso nel tempo, che diventa presto il teatro di una progressiva discesa nell’inquietudine.
L’incipit è volutamente pacato. Marcel è uno scrittore in cerca di ispirazione. Jeanne è un’editrice affermata, abituata al controllo. La loro quotidianità sembra stabile. La casa, immersa nella quiete, rappresenta uno spazio ideale per ricominciare.
Tuttavia, questa calma iniziale ha una funzione precisa. Serve a preparare il terreno per la frattura narrativa che arriva con l’ingresso di Gloria, interpretata da Alba Gaia Bellugi. È lei il vero detonatore della trama. La sua presenza è ambigua fin dall’inizio.
Si insinua nella vita della coppia con discrezione, ma anche con una determinazione difficile da ignorare. Non è mai completamente leggibile e le sue intenzioni restano sfumate. Tutto ciò contribuisce a creare un senso costante di tensione. La minaccia non è esplicita, ma sempre latente, altamente psicologica.
La narrazione procede quindi per accumulo. Piccoli dettagli, gesti e comportamenti iniziano a incrinare l’equilibrio domestico. Il rapporto tra Marcel e Jeanne si trasforma, le certezze si dissolvono, in un crescendo lento ma efficace.
Ciò che viene maggiormente privilegiato in questo thriller su RaiPlay sono l’atmosfera e la tensione interna ai personaggi. Il risultato è un thriller che lavora più sull’inquietudine che sul colpo di scena.
Per i veri amanti del genere, ricordiamo anche che questo film si aggiunge alle tre pellicole precedenti che formavano la cosiddetta “Trilogia delle Ardenne”, ovvero “Calvaire”, “Alleluia”, “Adorazione”, in cui Du Welz analizzava diverse forme di follia.
Dal punto di vista visivo, la villa assume un ruolo centrale. Oltre la semplice ambientazione, diviene uno spazio simbolico, con le stanze, i corridoi e gli ambienti chiusi che riflettono lo stato mentale dei protagonisti. La regia insiste appunto su inquadrature statiche e composizioni precise, contribuendo a creare un senso di controllo che, progressivamente, si sgretola.
Un buon merito per la riuscita di questo film giudicato positivamente con un 73% su Rotten Tomatoes e un 6,1 su 10 su IMDb, sono le interpretazioni solide soprattutto di Poelvoorde e Doutey. Il primo, presente anche nel successo “Coco avant Chanel – L’amore prima del mito”, costruisce un personaggio fragile, attraversato da insicurezze e blocchi creativi. Il suo personaggio appare sempre più vulnerabile. La seconda, invece, incarna una figura inizialmente dominante, che perde progressivamente il controllo della situazione. Infine la Bellugi, nel ruolo di Gloria, offre una prova sottile e con un’ambiguità disturbante.
In “Inexorable” troverai due tematiche centrali al racconto: l’ossessione e la manipolazione. La famiglia borghese viene messa sotto pressione, le apparenze vengono smontate e i segreti emergono lentamente. Il film ti suggerirà qualcosa che poi tanto scontato non è, ovvero che dietro ogni equilibrio si nasconde una fragilità. E che talvolta basta un semplice elemento esterno per far crollare tutto.
Si può comunque dire che questo su RaiPlay è un thriller psicologico raffinato, un’opera che preferisce insinuarsi piuttosto che colpire direttamente. Un racconto sicuramente disturbante, che lascia spazio all’interpretazione e costruisce una tensione sottile ma persistente.
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