Il successo del Codice da Vinci aveva trasformato Robert Langdon in uno degli investigatori più riconoscibili del cinema contemporaneo. Un professore di simbologia capace di leggere indizi nascosti nei capolavori dell’arte, decifrare enigmi religiosi e attraversare secoli di storia nel giro di poche ore. Dopo il Louvre e il mistero del Santo Graal, su RaiPlay torna Tom Hanks nei panni del personaggio creato da Dan Brown, alle prese con un’indagine che questa volta conduce nel cuore di Roma, tra chiese, monumenti e segreti del Vaticano.
Tre anni dopo l’uscita cinematografica del primo capolavoro, Ron Howard ritrova l’attore americano e cambia il ritmo del racconto. La nuova avventura si svolge nell’arco di poche ore, durante un conclave, mentre un’organizzazione che si presenta come l’antica confraternita degli Illuminati minaccia di colpire la Chiesa cattolica. Al posto della ricerca del Graal ci sono quattro cardinali rapiti, un ordigno da trovare e una serie di simboli disseminati nella capitale.
Angeli e demoni, film del 2009 disponibile su RaiPlay, è il secondo capitolo cinematografico dedicato a Robert Langdon. Accanto a Tom Hanks, il cast comprende Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino e Armin Mueller-Stahl. La sceneggiatura, firmata da David Koepp e Akiva Goldsman, adatta l’omonimo romanzo di Dan Brown, pubblicato nel 2000. Una curiosità riguarda proprio l’ordine della saga: Angeli e demoni è il primo libro con protagonista Langdon, uscito tre anni prima del Codice da Vinci. Al cinema, però, è arrivato dopo, quando il successo del bestseller del 2003 aveva già aperto la strada al personaggio di Tom Hanks.
Su IMDb il film registra un voto di 6,7/10, mentre su Rotten Tomatoes raccoglie il 36% di recensioni positive della critica e il 57% di giudizi favorevoli del pubblico. Un’accoglienza contrastante, che riflette soprattutto le riserve sulla sceneggiatura e sulle numerose forzature narrative.
La vicenda comincia con la morte del Papa e l’imminente apertura del conclave. Quattro cardinali considerati tra i principali candidati alla successione vengono rapiti. Poco dopo arriva una minaccia: gli ostaggi saranno uccisi uno dopo l’altro, mentre un contenitore di antimateria sottratto al CERN di Ginevra potrebbe provocare un’esplosione devastante nella Città del Vaticano. Per scongiurare la catastrofe viene convocato Robert Langdon, docente dell’Università di Harvard ed esperto di simbologia religiosa. Ad affiancarlo è Vittoria Vetra, la scienziata interpretata da Ayelet Zurer, che conosce la tecnologia utilizzata per sottrarre l’antimateria.
I due devono ricostruire un percorso segreto attraverso Roma, seguendo gli indizi collegati ai quattro elementi della tradizione: terra, aria, fuoco e acqua. Ogni tappa potrebbe condurli a un cardinale e avvicinarli al responsabile del complotto. Il tempo, però, è scandito da una minaccia precisa: un’esecuzione ogni ora. È qui che Roma diventa la vera protagonista del film. Dal Pantheon a piazza Navona, da Santa Maria del Popolo a Castel Sant’Angelo, Ron Howard utilizza il patrimonio monumentale della città come una gigantesca mappa investigativa. Opere d’arte, sculture di Gian Lorenzo Bernini, chiese e antichi passaggi vengono riletti secondo la logica del thriller, dove ogni dettaglio può nascondere un messaggio.
Naturalmente, i collegamenti tra simboli, monumenti e società segrete appartengono alla finzione narrativa di Dan Brown: il film si diverte a mescolare luoghi realmente esistenti e ricostruzioni immaginarie, senza pretendere di offrire un’interpretazione storica attendibile. Anche la lavorazione riserva qualche curiosità. La produzione non ottenne il permesso di girare in Vaticano e in alcune chiese romane. Per ricreare gli ambienti furono utilizzati set e ricostruzioni digitali, mentre la Reggia di Caserta ospitò parte delle riprese destinate a rappresentare gli interni vaticani.
Secondo quanto raccontato all’epoca dal Guardian, la troupe raccolse inoltre un’enorme quantità di fotografie e filmati degli edifici e dei monumenti per ricostruire digitalmente gli spazi ai quali non poteva accedere. Il risultato è una Roma cinematografica che alterna luoghi autentici e scenografie, spesso senza che lo spettatore riesca a distinguerli.
Nel cast, Ewan McGregor interpreta il camerlengo Patrick McKenna, figura chiamata a gestire una situazione sempre più drammatica durante la sede vacante. Pierfrancesco Favino veste invece i panni dell’ispettore Ernesto Olivetti, mentre Stellan Skarsgård interpreta il comandante Richter, responsabile della sicurezza del Vaticano. Un altro contributo decisivo arriva dalla colonna sonora di Hans Zimmer, che accompagna gli inseguimenti e i passaggi più concitati con una musica imponente, capace di accentuare il senso di urgenza.
In Angeli e demoni Ron Howard rinuncia a una parte delle lunghe spiegazioni che appesantivano Il Codice da Vinci e sceglie una corsa continua tra un luogo e l’altro. Il regista sa costruire la tensione delle scadenze e sfrutta bene l’alternanza tra gli spazi solenni del Vaticano e le strade affollate della capitale. Il meccanismo, però, mostra presto i suoi limiti. Langdon risolve enigmi complessi con una rapidità spesso poco credibile, le coincidenze si accumulano e i personaggi secondari hanno raramente il tempo di acquistare spessore. Anche il conflitto tra scienza e fede, che dovrebbe dare sostanza alla vicenda, finisce per essere sacrificato alle esigenze dello spettacolo.
Su RaiPlay, Angeli e demoni resta un thriller costruito soprattutto sul ritmo, sostenuto dalla presenza di Tom Hanks, dalle atmosfere romane e da una successione di enigmi che invita a seguire la storia senza soffermarsi troppo sulla sua plausibilità.
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