Una madre lascia la città e si rifugia con la figlia in un paese dell’entroterra, convinta che il silenzio possa aiutarle a respirare. Su RaiPlay, c’è un film horror italiano che trasforma questo tentativo di protezione in un incubo domestico: la bambina soffre di paralisi del sonno, vede una presenza durante la notte e costringe la madre a muoversi tra spiegazione medica, superstizione e paura.
Il film, diretto da Emanuele Scaringi, si intitola Pantafa e porta l’horror italiano dentro un territorio meno battuto del solito, quello del folklore appenninico e delle paure tramandate a bassa voce. La Pantafa è una creatura legata alla tradizione popolare, una presenza notturna che tormenta il sonno, schiaccia il petto, entra negli incubi dei bambini. Una figura antica, quasi da racconto ascoltato da piccoli, che il film usa per parlare di qualcosa di molto vicino: la fragilità di una madre davanti al dolore della figlia.
La protagonista della pellicola è Marta, interpretata da Kasia Smutniak, una donna che decide di lasciare la città e trasferirsi con la figlia Nina, a cui presta il volto Greta Santi, che per l’occasione ha ottenuto una menzione al Torino Film Festival 2022, in un paese dell’entroterra. La scelta nasce da un bisogno comprensibile: rallentare, respirare, cercare un posto più tranquillo per aiutare la bambina. Nina soffre di paralisi ipnagogiche, un disturbo del sonno che può provocare allucinazioni e rendere il confine tra veglia e incubo terribilmente sottile. Lontano dalla frenesia urbana, Marta spera di trovare una cura, o almeno una tregua.
Il paese in cui arrivano, però, non sembra davvero disposto ad accoglierle. Ha il silenzio dei luoghi piccoli, dove gli sguardi arrivano prima delle parole e ogni casa pare custodire una storia che nessuno vuole spiegare del tutto. Qui la paura non esplode subito. Si deposita nei gesti quotidiani, nei racconti degli anziani, nelle stanze in cui Nina non riesce a dormire, nelle esitazioni di Marta, sempre più divisa tra spiegazione medica e sospetto che ci sia qualcosa di più.
La bambina è malata o davvero visitata da una presenza? Marta sta proteggendo la figlia o sta perdendo il controllo? Il film non ha bisogno di sciogliere subito il dubbio, perché la tensione nasce proprio da lì: da una madre costretta a capire se il pericolo venga dalla mente, dalla leggenda o da un paese che sembra conoscere la verità prima di lei.
Accanto a Kasia Smutniak e Greta Santi, nel cast figurano tra gli altri Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi e Giuseppe Cederna. La regia di Scaringi sceglie un horror più atmosferico che spettacolare. Lavora sui rumori, sui silenzi, sul buio delle camere, su quella sensazione di immobilità che accompagna le paralisi del sonno. Il mostro, in un film così, è soprattutto l’impossibilità di difendere chi si ama, la paura di non essere creduti, il dubbio che una malattia possa diventare il varco attraverso cui entra qualcosa di antico.
La pellicola da vedere stasera su su RaiPlay è un horror italiano diverso dalle formule più prevedibili, un film con una sua identità precisa ed una paura antica che entra in una camera da letto fino a togliere il respiro.
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