Scopri questa una serie tv crime disponibile su Raiplay dove un singolare commissario risolve i casi grazie ad un aiuto sovrannaturale.

Non c’è due senza tre. Manca poco: la terza stagione di una delle serie tv più amate dal pubblico italiano degli ultimi anni sta per arrivare.

Su Raiuno sono pronte a scorrere le immagini della Napoli degli anni ’30, del commissario che risolve intricati casi di omicidio, tormentato da quel dono che lo costringe a vedere e ascoltare le ultime parole delle vittime di morte violenta.

Sarà sempre Lino Guanciale a dare il volto al protagonista de Il commissario Ricciardi, la serie noir con inserti fantastici basata sui romanzi di Maurizio De Giovanni editi da Einaudi.

Se ti sei perso le precedenti stagioni, su Raiplay puoi rivederle per intero.

Questa è la premessa de “Il Commissario Ricciardi” , una serie televisiva italiana che fonde magistralmente il genere poliziesco con elementi sovrannaturali.

La fiction fu trasmessa per la prima volta su Rai 1 il 25 gennaio 2021. Protagonista degli episodi è Lino Guanciale (“La scoperta dell’alba“, “Non dirlo al mio capo”, “L’allieva”), che interpreta il commissario Ricciardi, un uomo enigmatico e solitario. Al suo fianco, Antonio Milo (“Imma Tataranni – Sostituto procuratore“, “La squadra”, “Il clan dei camorristi”) nel ruolo del brigadiere Raffaele Maione, ed Enrico Ianniello (“Un passo dal cielo”, “La vita promessa”, “Il commissario Nardone”) nei panni del medico legale Bruno Modo. Tra gli attori che animano la fiction spiccano anche Nunzia Schiano e Peppe Servillo.

La serie è prodotta da Rai Fiction e Clemart , con la regia di Alessandro D’Alatri .

La trama si sviluppa attraverso le indagini di Ricciardi, un commissario dotato di una capacità unica: percepire gli ultimi istanti delle vittime di morte violenta. Questo “dono” lo isola dal resto del mondo, rendendo difficile per lui instaurare relazioni personali.

Nonostante ciò, due donne entrano nella sua vita: Enrica Colombo, una timida maestra interpretata da Maria Vera Ratti (“La compagnia del cigno”, “Nero a metà”, “Il cacciatore”), e Livia Lucani, una cantante lirica vedova interpretata da Serena Iansiti (“Squadra antimafia”, “I bastardi di Pizzofalcone”, “Un passo dal cielo”).

La produzione ha portato sullo schermo una Napoli d’altri tempi con i suoi luoghi simbolo, come il Teatro di San Carlo, il Teatro Sannazaro, il Museo nazionale di Capodimonte, Villa Pignatelli, la Reggia di Portici, la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, il Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito e lo storico Caffè Gambrinus che compare in tantissime scene.

La serie è stata girata anche nel centro storico di Taranto (la residenza del commissario è in Palazzo Lo Jucco) creando non poche polemiche, visto che questa location non è stata particolarmente o per nulla citata dai media e nei titoli di coda.

Tra i riconoscimenti ottenuti, il Nastro d’argento per la serie dell’anno e il Premio Biagio Agnes per la miglior fiction.

L’accoglienza del pubblico è stata straordinaria sin dalle prime puntate e lo confermano i numeri  he ancora oggi fotografano il successo della serie che puoi rivedere su Raiplay: su Google la percentuale di utenti che ha espresso un giudizio positivo sul Il commissario Ricciardi arriva addirittura al 92%, mentre la valutazione delle recensioni si IMDb è di 7,8/10.

La critica ha elogiato la serie per la sua ambientazione accurata e l’atmosfera evocativa.

Silvia Fumarola su Repubblica scrive che “Il commissario Ricciardi ha dimostrato come la letteratura – da Andrea Camilleri a Elena Ferrante – ispiri la fiction e conquisti il pubblico”.

L’ideatore del personaggio, Maurizio De Giovanni, all’esordio della serie scrisse sul Corriere della Sera: “Il rapporto tra un autore e un personaggio è simile a quello che si ha con se stessi. Ci si guarda allo specchio la mattina, ci si vede di sfuggita per sistemarsi, e se poi capita di imbattersi in una foto in cui si compare e nemmeno ci si riconosce”.

Il successo de “Il Commissario Ricciardi” è legato, oltre che alla straordinaria sceneggiatura e alla capacità di De Giovanni di dare forma al pathos intingendo la penna nell’animo umano, al perfetto connubio che il protagonista Lini Guanciale crea con una Napoli d’antan, nella quale il suo personaggio sembra calarsi alla perfezione. Un mix che crea una prospettiva unica sulle indagini condotte.

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