Una storia intima e profonda, tratta da una pièce teatrale. Tutto questo è racchiuso nel film made in Italy del 2021 con l’interpretazione magistrale di Ennio Fantastichini che puoi vedere su Raiplay.
Non è la prima volta che la novella pirandelliana “L’uomo dal fiore in bocca” diventa una trasposizione cinematografica. Dopo Gassman nel 1970 e Bellocchio nel 1993, è la volta di Gabriele Lavia.
Si tratta di un atto unico e molto breve di Luigi Pirandello che mette in scena il dialogo tra la vita e la morte. Le parole sono proferite da un uomo condannato. Proprio a causa della sua condanna, egli si interroga circa la vita e la morte e sulla sua esistenza che, nonostante tutto, trascorre pacifica senza tante pene.
Proprio come se fosse un’opera teatrale, il film è ambientato nella sala d’attesa di una stazione ferroviaria sperduta non si sa dove. Del resto, il treno, soprattutto se è a vapore, è molto cinegenico. Non a caso, i fratelli Lumière iniziarono proprio da questo mezzo di locomozione. Lavia è un grande conoscitore del cinema e dell’importanza dei treni in esso.
Per questo motivo, è come se fosse proprio il treno a reggere la storia. Stavolta, però, oltre al mezzo di locomozione vero e proprio, c’è un altro treno: quello mentale, nella testa del protagonista, che attende con pazienza l’avvento della sua fine.
La narrazione porterà lo spettatore in un non luogo, una stazione fredda che potrebbe essere in qualsiasi luogo. Degli uomini soli compiono sullo schermo un viaggio interiore più che un viaggio vero e proprio. La trasposizione cinematografica di Lavia altro non è che un teatro filmato, fatto da sue soli interpreti.
La fotografia e la scenografia, però, lo rendono più appetibile anche al grande schermo.
Una trasposizione in cui tradizione ed innovazione si fondono grazie alla bravura del regista. Tuttavia, il linguaggio un po’ troppo aulico dei protagonisti, impedisce agli spettatori di provare troppa empatia.
Con una durata di 73 minuti, in streaming on demand, L’uomo dal fiore in boccaè visibile sin da ora sulla piattaforma RaiPlay, dopo essersi preventivamente registrati, da qualsiasi dispositivo.
L’uomo dal fiore in bocca
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La pellicola è ambientata in una stazione di non si sa bene dove. È notte e nella sala d’attesa, sporca e deserta, ci sono due uomini. I due, per ingannare l’attesa, iniziano a chiacchierare. Uno dei due, ha perso il suo treno a causa di alcuni pacchetti che contengono i regali per le donne della sua famiglia; l’altro è affetto da un male senza cura e attende la sua condanna inesorabile. È lui l’uomo dal fiore in bocca.
Anche se la morte lo attende, egli cerca di aggrapparsi ad ogni istante di vita, cogliendone la realtà. Probabilmente, però, anche se cerca di comprendere gli uomini e la loro natura, egli ne è già distaccato. I due iniziano a dialogare e se l’uno parla delle frustrazioni della vita di tutti i giorni, l’altro sembra avere un unico pensiero fisso: la morte. Il primo uomo è pieno di vita, l’altro l’ha già lasciata.
I pacchetti (gli impicci inutili) della vita dell’uno suscitano, invece, grande interesse nella vita del secondo.
Mentre fuori scende la pioggia, una donna misteriosa aspetta il treno sui binari e questo finalmente arriva. Un’immagine molto metaforica che poi lo spettatore attento sarà in grado di comprendere.
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