Quattro fratelli, un’eredità, tensioni mai risolte: su RaiPlay un film drammatico dove la tensione familiare esplode in una casa carica di memoria.

Una dinamica familiare carica di rancori e segreti inattesi in un film thriller da vedere in esclusiva su Raiplay che esplora le tensioni tra sangue e ricordi: preparati a varcare la soglia di una storia in cui il passato non è mai davvero sepolto.

Presentato in anteprima al Torino Film Festival nel 2022, come opera seconda alla regia di Marco Bocci (“A Tor Bella Monica non piove mai”), “La caccia” affronta il tema della famiglia come microcosmo della società italiana contemporanea. La pellicola è uscita nelle sale italiane l’11 maggio 2023  ed è stata prodotta da Minerva Pictures in collaborazione con RAI Cinema.

Gli interpreti principali sono Laura Chiatti (Gli amici del bar Margherita, A casa nostra, Gli infedeli), Filippo Nigro (La finestra di fronte , Un gioco da ragazze, Suburra), Paolo Pierobon (RapitoEsterno notteQui rido io) e Pietro Sermonti (“Corro da te”, “Uno di famiglia”, “Smetto quando voglio”), affiancati da Gigi Savoia .

Sulle piattaforme che raccolgono la critica degli spettatori come IMDb e Rotten Tomatoes il film non ha ancora riscosso numeri consistenti. Ma da quando Raiplay lo ha cominciato a proporre in esclusiva sulla piattaforma streaming, l’attenzione intorno a La caccia è cresciuta notevolmente.

La trama? In una vecchia villa di famiglia si ritrovano quattro fratelli – Silvia, Luca, Giorgio e Mattia – dopo la morte del padre, un uomo autoritario che ha segnato le loro vite con ombre profonde. Ognuno ha una fragilità: c’è chi combatte una dipendenza interrotta da mesi, chi fatica nel lavoro, chi è insoddisfatto dalla famiglia, e chi vive di illusioni d’artista.

I primi contatti, fatti di formalità e silenzi, lasceranno presto il posto ad una proposta feroce: invece di vendere la casa, decidono di “cacciare” simbolicamente la preda più importante e affrontare il patriarca anche quando non c’è più. Il clima si fa incandescente, i ricordi si accavallano, e quella che sembrava un’eredità inattesa diventa terreno di scontro e di scoperte. Un crescendo emotivo che mescola tensione, rimorso e un senso di deriva familiare.

“Il film di Marco Bocci è un pugno nello stomaco. La famiglia è un’ossessione del regista sin dal primo film e qui ritorna, scavando nell’oscurità degli esseri umani. Bocci conduce negli abissi dell’uomo, e soprattutto di un padre che impone ai propri figli l’unica visione di vita, la sua, lacerando in profondità la loro psiche” è la recensione pubblicata su Io Donna.

Quella disponibile su Raiplay è un’opera che scava dentro relazioni taciute, e lo fa senza retorica, con uno stile personale e coinvolgente. L’empatia non nasce da dialoghi ma da silenzi, sguardi e dalla messa in scena che avvolge come un bozzolo carico di tensione. Guardandola si resta sorpresi dalla forza di raccontare drammi familiari con radici profonde nella memoria e nel tradimento. È come un vetro rotto che riflette quattro volti e tanti pezzi di dolore, che manifestano il conflitto che si cela dietro il silenzio. Una storia che non urla ma ferisce piano, in cui ogni parola implica una piccola rivoluzione interiore e ogni gesto viene trascinato da un peso.

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