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Su RaiPlay un dramma intenso e commovente, un film di Daniele Luchetti con un cast straordinario.

18 Settembre 2025di Lino Sorrentini
Luigi Lo Cascio
Luigi Lo Cascio

Alcuni film non hanno bisogno di effetti speciali né di colpi di scena spettacolari: basta la vita stessa, con le sue incrinature, per trasformarsi in racconto universale. Un matrimonio che si sgretola, figli cresciuti tra ferite mai rimarginate, ricordi che bruciano anche a distanza di decenni. Non è solo una trama, ma lo specchio di tante vite reali, in cui il tempo non sana, ma acuisce le incomprensioni. Il cinema italiano che trovi spesso nell’enorme archivio in streaming di RaiPlay è sempre lì a ricordarci che i legami non si spezzano mai del tutto, anche quando diventano dolorosi.

Ci sono storie intime che rispecchiano le nostre fragilità quotidiane, silenzi che diventano più forti delle parole, legami che si tendono fino a spezzarsi. Quando arrivano sullo schermo, acquistano una potenza inaspettata, quasi a ricordarci quanto sia sottile il confine tra amore e dolore. È in questa dimensione che prende corpo un dramma sentimentale italiano intenso, capace di scavare a fondo nei rapporti senza indulgere in facili moralismi.

Daniele Luchetti, regista che ha già firmato opere come Mio fratello è figlio unico e Io sono tempesta, ci consegna qui una delle sue pellicole più mature. La sua regia non è mai invadente, ma accompagna i personaggi con uno sguardo discreto e insieme implacabile, lasciando che siano gli sguardi, i silenzi, le fratture interiori a raccontare più delle parole. Il film è stato presentato nel 2020 come apertura della 77ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, un riconoscimento importante, che non accadeva dal 2009 con Baaria.

E poi c’è il cast: un vero mosaico di talenti italiani. Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini. Attori che hanno segnato il nostro cinema con interpretazioni intense, qui riuniti a dare corpo a personaggi divisi tra rabbia e rassegnazione, tra vendetta e bisogno di essere amati. Colpisce la scelta di far interpretare lo stesso ruolo, in età diverse, da attori fisicamente lontani tra loro: una decisione che va oltre il realismo per sottolineare come il tempo, le scelte e le ferite trasformino non solo l’anima, ma persino i tratti esteriori.

Dopo questo lungo testo inziale, non si può più tacere il titolo: stiamo parlando di “Lacci”, finalmente disponibile oggi anche su RaiPlay. Tratto dal romanzo di Domenico Starnone, che ha partecipato anche alla sceneggiatura, il film attraversa decenni di una famiglia spezzata, tra Napoli e Roma, restituendo allo spettatore il lento logorio dei rapporti, la forza distruttrice dell’orgoglio, l’impossibilità di recidere davvero quei fili invisibili che uniscono, anche quando tutto sembra perduto.

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La trama prende avvio nei primi anni Ottanta, quando Aldo (Lo Cascio) tradisce la moglie Vanda (Rohrwacher/Morante) e i loro due figli con una giovane collega. Fugge a Roma per ricominciare, lasciandosi dietro rancori e macerie affettive. Ma i figli crescono coltivando rabbia, la moglie cerca disperatamente di riannodare ciò che appare irrimediabilmente strappato, e il tempo rende le ferite solo più profonde. Il titolo stesso è una metafora: i lacci che si vorrebbero spezzare finiscono per stringere ancora di più.

Il film affronta temi universali: la dissoluzione della famiglia borghese, la maschera delle apparenze, la fragilità delle relazioni. Non a caso, gran parte della critica ha sottolineato la capacità di Luchetti di trattare il dolore con uno sguardo asciutto, senza compiacimenti. Tullio Kezich parlava di un’opera “sussurrata”, e questa cifra stilistica resta una delle sue qualità maggiori.

Sul fronte delle valutazioni, IMDb assegna al film un voto medio di 6.2/10, mentre su Rotten Tomatoes il gradimento del pubblico si attesta su una fascia discreta, a testimonianza di una ricezione non unanime ma comunque significativa. Sui social, molti spettatori lo definiscono un film “autentico, doloroso ma necessario”, capace di far riflettere sul concetto stesso di legame affettivo. La stampa internazionale ne ha apprezzato soprattutto la coralità del cast e l’eleganza della messa in scena, pur sottolineando come la sua natura intimista lo renda meno immediato per il grande pubblico.

Personalmente, credo che sia uno di quei titoli che meritano una seconda chance: nonostante la sua apparente lentezza, Lacci resta una perla del cinema italiano contemporaneo. È un film che non cerca di piacere a tutti i costi, ma che lascia dentro un segno, soprattutto se ci si lascia catturare dalla sua verità emotiva.

Ed è proprio questa la forza di RaiPlay: riportare sotto i riflettori opere che rischiano di restare nell’ombra, permettendo di riscoprirle con lo sguardo di oggi. Se non l’hai mai visto, questa è l’occasione giusta per lasciarti avvolgere da un racconto che non offre risposte facili, ma che ti costringe a fare i conti con le tue emozioni.

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