Un dramma familiare da scoprire su Raiplay: lotta, forza di volontà e rinascita in un esordio alla regia potente ed emozionante.

Su Raiplay c’è un debutto alla regia che sa essere potente senza gridare, capace di mettere a nudo le dinamiche tossiche di una famiglia con una forza emotiva sorprendente. Da subito si percepisce che non è solo un ritratto familiare ma una battaglia, un grido, un bisogno di riconquistare una serenità svanita tra ricatti silenziosi e pressioni invisibili.

Felicità è il titolo della pellicola drammatica in streaming su Raiplay che racconta le vicende di Desirée, truccatrice sui set cinematografici a Roma, che vive schiacciata dalle pretese di un padre manipolatore e di un compagno narcisista. Quando suo fratello Claudio cade in una spirale depressiva, lei decide che non basta sopravvivere: vuole salvare entrambi e, nel farlo, trovare la sua personale felicità.

Presentato alla 80ª Mostra di Venezia (Orizzonti Extra) il 1° settembre 2023, ha vinto il Premio degli Spettatori, un riconoscimento che premia la capacità di emozionare oltre la critica. Opera prima per Micaela Ramazzotti (“Il nome del figlio”, “La pazza gioia“, “Gli anni più belli“) che firma regia, sceneggiatura (insieme a Isabella Cecchi e Alessandra Guidi) e veste i panni di Desirée. Il cast include Max Tortora (Sulla mia pelle, Tutta colpa di Freud, Crazy for football), Anna Galiena (Il marito della parrucchieraLa scuolaSenza pelle) e  Sergio Rubini (“Questi giorni”“Il talento di Mr. Ripley”).

Nel film, è Matteo Olivetti a prestare volto e sensibilità a Claudio, il fratello di Desirée. Il suo personaggio, fragile e sopraffatto dalle aspettative familiari, scivola lentamente in una spirale depressiva che diventa il vero detonatore della storia. La sua crisi, fatta di silenzi, farmaci e un peso emotivo insostenibile, spinge Desirée a rompere l’equilibrio malato in cui entrambi sono intrappolati. Attraverso Claudio, il film mette a nudo il dolore invisibile delle malattie mentali e il bisogno urgente di guardarlo in faccia per poterlo affrontare.

Prodotto da Lotus Production insieme a Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, il film si regge sulle performance – soprattutto quella di Ramazzotti – e su una fotografia asciutta firmata da Luca Bigazzi, che alterna Roma e Fiumicino con sguardo intimo.

Il 71% degli utenti di Google dichiara di aver molto apprezzato l’opera che su IMDb raccoglie recensioni positive da parte del pubblico ed una media di gradimento di 6.3/10.

Su Repubblica è la stessa Ramazzotti a definire il suo primo lavoro da regista come “Un invito a liberarsi dai nostri carnefici, che siano gli uomini o la famiglia. Serena Nannelli su Il Giornale parla di “Un’opera prima  che colpisce per la traboccante sincerità e in cui si racconta come l’essere fragili non escluda la forza di prendere in mano la propria vita”.

La trama si dipana così: Desirée – ingenua, generosa e fin troppo remissiva – riesce a tenere tutto sotto controllo fino a quando Claudio precipita in una grave crisi psichica. La famiglia, anziché cercare cure, lo sommergerà di responsabilità e colpe pesanti. Desirée, messa alle strette, decide di lottare: taglia i ponti, prende le redini, affronta i genitori e mette in discussione ogni relazione tossica. Il film accompagna con delicatezza e tensione emotiva la sua trasformazione, fino allo scontro finale con genitori e compagno, e alla liberazione dal peso di una famiglia che premeva sulla sua vita.

La regia di Ramazzotti, nel film che puoi vedere stasera su Raiplay, appare fresca, autentica, coraggiosa e mai compiaciuta. La stessa protagonista trasmette fragilità e forza senza mai cadere nel grottesco. Il risultato? Una straordinaria capacità di mescolare  commedia italiana, dramma familiare, emancipazione femminile, disturbi psicologici, in un intreccio narrativo che parla a chi cerca storie reali, intensamente umane e non filtri artificiosi.

Dopo aver visto questa pellicola, ti resta qualcosa dentro: la consapevolezza che la felicità può essere faticosa, che spesso va cercata dentro una lotta e che la scelta di spezzare catene familiari può essere l’inizio di una vita autentica.

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