Un casolare in campagna, due ragazze, un esame da preparare. Su Raiplay, c’è un film del 1989 diretto da Giuseppe Bertolucci, una “rivoluzione sentimentale dagli esiti inattesi”.
“Amori in corso”, il titolo della pellicola, dà già il senso di un rapporto in divenire. Bianca, interpretata da Stella Vordemann, e Anna, nei cui panni si muove Francesca Prandi, si ritrovano in un casolare di campagna per studiare, ma la serenità iniziale si incrina quando Bianca confessa di aver invitato Cesare, il ragazzo di cui è innamorata e che piace anche all’amica. Cesare, però, non arriva. Al suo posto si presenta Daniela, che ha le fattezze di Amanda Sandrelli, che dice di essere la sua fidanzata.
La trama si costruisce quasi tutta sull’attesa. Cesare è il personaggio che dovrebbe far partire davvero il conflitto, e invece resta fuori campo, evocato, desiderato, rimandato. La sua assenza diventa più importante della sua possibile presenza. Bianca e Anna lo aspettano, litigano per lui, si misurano con la gelosia, si osservano attraverso l’idea di piacere allo stesso uomo. Ma proprio quel vuoto apre lo spazio a qualcosa di più interessante: il rapporto tra loro due.
Bianca è più distratta, elegante, mobile, apparentemente più sicura. Anna è più concreta, riflessiva, forse meno disposta a perdersi nelle fantasie dell’amica. La differenza tra le due non è solo caratteriale. È un modo diverso di abitare il desiderio, di stare nella giovinezza, di immaginare se stesse dentro una storia d’amore. Nel casolare, lontane dal rumore esterno, queste differenze diventano materia viva. L’arrivo di Daniela cambia ancora una volta il gioco.
La presunta rivale diventa una presenza concreta, fastidiosa, capace di mettere Bianca e Anna davanti all’evidenza: forse il problema non è davvero Cesare. Forse la gelosia che le divide nasconde un legame più profondo, più intimo, più difficile da nominare. Le due finiscono per coalizzarsi contro Daniela, ma quel gesto non è solo una piccola alleanza femminile nata dall’orgoglio ferito. È il momento in cui il film comincia a liberarsi dalla commedia sentimentale più prevedibile.
Il film che puoi riscoprire stasera su Raiplay, appartiene a un genere, o meglio a un linguaggio, che una parte del cinema italiano ha cavalcato negli anni ’90, con una narrazione più appartata, fatta di interni, parole, corpi giovani e relazioni in movimento. Un film, però, piccolo solo in apparenza, perché dentro una storia essenziale lascia passare qualcosa di molto preciso: il momento in cui si smette di aspettare qualcuno e si comincia, finalmente, a guardare chi è già lì.
“Amori in corso” è stato girato in Val Pessola, nella provincia di Parma, e questo spazio isolato conta molto nel tono del film. La campagna non è un semplice sfondo bucolico. Funziona come una camera emotiva: trattiene i personaggi, li espone, li costringe a non scappare subito dalle proprie contraddizioni. Anche per questo il racconto ha un andamento lieve, quasi da film sussurrato, ma sotto quella leggerezza lavora una trasformazione netta.
Giuseppe Bertolucci sceglie una regia che non forza troppo la mano, accompagna quasi le due protagoniste dentro una consapevolezza graduale, in un’aria quasi sospesa come era usuale nel cinema italiano di quegli anni.
Se cerchi altri film da vedere su Raiplay, leggi anche:
