L’inquietudine silenziosa di un uomo che avverte di ritornare a quel che era, ma capisce che niente è più lo stesso. Un vuoto che si fa nostalgia: ecco la sensazione che pervade lo spettatore che decide di vedere su Raiplay un film drammatico che ha raccolto consensi dall’Europa agli Stati Uniti.

La Chimera”  è uno di quei titoli che non ti fa abbandonare lo schermo, perché ti parla dritto, sottovoce, di chi cerca qualcosa di perduto che ritrova in un volto, in un campo arato, in una mano che afferra una statua antica.

Scritto e diretto da Alice Rohrwacher (è parte della sua trilogia sul rapporto con il passato iniziata con Le Meraviglie e Lazzaro felice), il film vede la produzione di Tempesta, Rai Cinema, Ad Vitam Production e altri partner internazionali. Girato tra Toscana e Lazio nel 2022 con un budget di circa 9,6 milioni di euro, è stato presentato in concorso alla 76ª edizione del Festival di Cannes, dove ha ricevuto il Premio FCAE e una standing ovation di 9 minuti. Subito dopo, ha vinto premi alla Mostra di Chicago, Valladolid e Telluride, e si è aggiudicato il premio per la miglior scenografia agli European Film Awards. Ai David di Donatello 2024 ha ottenuto 13 candidature, e ha vinto un Nastro d’Argento per Isabella Rossellini.

Del cast fanno parte Josh O’Connor (The Crown, La terra di Dio, Le cose che non ti ho detto) che interpreta Arthur, l’archeologo- tombarolo ospitato nel cuore dell’Italia; Isabella Rossellini  (Blue Velvet, Spaceman, Joy) è Flora, madre di Beniamina, icona di fascino e memoria  Alba Rohrwacher (“L’ora di religione”“Tre piani”“Lazzaro felice”) veste i panni di Spartaco, enigmatica figura che guida e minaccia. Accanto a loro Carol Duarte (Nardò, Invisible Life, The Invisible Life of Eurídice Gusmão) e Vincenzo Nemolato completano il pool di attori.

La trama si sviluppa nei primi anni Ottanta in Toscana. Arthur, un ex archeologo inglese appena uscito di prigione, possiede un dono oscuro e magico: localizza tombe etrusche. Uniti nella nostalgia e nel profitto, lui e una piccola banda di tombaroli dissacrano la memoria per scavare l’antico. Legato al ricordo della sua amata morta, Beniamina, Arthur intreccia un legame crescente con Italia, giovane brasiliana e voce di coscienza. Tra visioni, riti sotterranei e contrasti tra erosione e resistenza, il film affonda radici nell’incanto e nel rimorso.

La stampa, sia italiana che internazionale, ha mostrato apprezzamento per la pellicola. The Guardian l’ha definita “esilarante e celebrativa nel suo stile distintivo”, una rivelazione narrativa del cinema italiano contemporaneo. Il Corriere della Sera sintetizza il lungometraggio così: “Poetico, comico, tragico, commovente, unico, straordinario” mentre Il Sole 24 Ore lo considera l’“operazione più ambiziosa e profonda” di Rohrwacher.

Anche on line il successo del lavoro della regista toscana è confermato dai numeri: su Rotten Tomatoes raggiunge il 94% di recensioni positive, su IMDb, grande apprezzamento da parte del pubblico che attribuisce una media di 7.3/10; anche Google testimonia il consenso che il film disponibile su Raiplay ha ottenuto, con l’83% delle valutazioni positive.

Ma perché l’opera della Rohrwacher piace così tanto? Innanzitutto perché è un poema visivo: le inquadrature non sono immagini, sono stati d’animo che scavano dentro il senso del sacro e del profano, dell’amore e della memoria. È cinema che non consola, ma incendia e interroga grazie a performance eccellenti degli attori protagonisti.

Insomma, se stasera decidi di avviare Raiplay sulla tua smart tv preparati a vivere con  La Chimera un’esperienza magnetica che profuma di terra umida, di leggende spezzate, di desideri sospesi.

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