Scopri su Raiplay questo film basato su una storia intensa e drammatica che esplora i temi della genitorialità, dell’amore e del conflitto tra scienza e convinzioni personali.

Può l’amore più puro diventare la fonte di sofferenza più grande? Cosa succede quando il desiderio di proteggere ci trascina oltre il limite della ragione?

Su Raiplay  c’è un film drammatico che esplora il lato oscuro dei sentimenti e il confine sottile tra amore e ossessione.

“Hungry Hearts” è un viaggio nelle profondità di una relazione che si trasforma lentamente in un incubo. Uscito nelle sale nel 2020, il lungometraggio diretto da Saverio Costanzo scava nelle paure più intime, quelle legate alla famiglia, alla genitorialità e alla salute dei nostri cari.

Prodotto da Wildside e Rai Cinema, la pellicola si avvale di un cast che ha come protagonisti Adam Driver (BlacKkKlansman”, “Storia di un matrimonio”, “The House of Gucci) e  Alba Rohrwacher (“L’ora di religione”“Tre piani”“Lazzaro felice”), due attori che offrono performance straordinarie e coinvolgenti.

Driver interpreta Jude, un uomo che vede la sua vita cambiare radicalmente dopo aver incontrato Mina, (Rohrwacher) una donna affascinante e misteriosa con cui condivide un destino intenso e complicato. La chimica tra i due è palpabile e rende la storia ancora più coinvolgente, portando lo spettatore a vivere intensamente le loro emozioni e conflitti.

La storia di “Hungry Hearts” inizia con un incontro fortuito in una piccola toilette di un ristorante a New York. Da quel momento, Jude e Mina si innamorano rapidamente, dando vita a una storia d’amore che sembra perfetta. La loro vita insieme viene presto arricchita dalla nascita di un bambino, ma la gioia della genitorialità inizia a trasformarsi in un’angoscia profonda quando Mina sviluppa un atteggiamento ossessivo verso l’alimentazione e la salute del bambino.

Il film che puoi vedere stasera su Raiplay ha ricevuto un’accoglienza calorosa dalla critica ed è stato particolarmente apprezzato nei festival cinematografici, a partire dal Festival del Cinema di Venezia, dove sia Alba Rohrwacher che Adam Driver hanno ricevuto il premio come migliori attori per le loro intense interpretazioni.

Al botteghino, “Hungry Hearts” ha incassato circa 1,2 milioni di dollari. Tuttavia, il film è diventato un cult per gli amanti del cinema psicologico e dei drammi familiari.

Su IMDb, il lavoro di Costanzo ha ottenuto un punteggio di 6,5 su 10, mentre su Rotten Tomatoes, la percentuale di gradimento è del 65% da parte della critica e del 56% dal pubblico. Anche su Google, l’apprezzamento è alto: 67%.

Centrale, nella sceneggiatura, è la figura di Mina: guidata da una convinzione sempre più forte riguardo al bisogno di proteggere il figlio dalle influenze negative del mondo esterno, inizia a isolare la sua famiglia e a sottoporre il bambino a una dieta estrema. Jude, inizialmente complice e comprensivo, inizia a rendersi conto che il comportamento della moglie sta mettendo a rischio la vita del figlio. Questa consapevolezza porta a un conflitto crescente, una battaglia di volontà e convinzioni che si fa sempre più disperata.

La tensione si accumula in una serie di eventi che culminano in un finale drammatico, in cui il confine tra amore e ossessione si dissolve, lasciando lo spettatore senza fiato.

Il regista Saverio Costanzo costruisce un’atmosfera di crescente tensione. La narrazione è coinvolgente e, sebbene il ritmo sia volutamente lento in alcune parti, questo aiuta a costruire un senso di inevitabilità che culmina in un finale potente.

Il film invita a riflettere su quanto sia fragile il confine tra il desiderio di proteggere chi amiamo e il rischio di diventare noi stessi una minaccia. Insomma, se siete alla ricerca di un dramma intenso e psicologicamente complesso, “Hungry Hearts” è sicuramente una visione consigliata, capace di lasciare un segno profondo nello spettatore.

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