Il silenzio delle montagne non è mai davvero silenzio. Tra le rocce e i sentieri di confine si nascondono storie che parlano di colpa, di memoria, di uomini che cercano una redenzione impossibile. È da questo paesaggio aspro e quasi primordiale che prende forma un dramma noir essenziale e trattenuto, capace di trasformare la natura in specchio dell’anima.
Nel panorama del cinema italiano contemporaneo, Raiplay riporta sotto i riflettori Il mangiatore di pietre, un film italo-svizzero del 2018, ambientato in una valle alpina piemontese ai confini con la Francia, diretto da Nicola Bellucci e tratto dall’omonimo romanzo di Davide Longo, pubblicato nel 2004. Il
Protagonista della storia è Cesare, interpretato da Luigi Lo Cascio, intenso come ne I cento passi o La meglio gioventù, che veste i panni di un ex contrabbandiere segnato dalla perdita della moglie e dal rimorso per il passato. Nel cast figurano anche Vincenzo Crea, Bruno Todeschini, Ursina Lardi e Leonardo Nigro, con apparizioni di Elena Radonicich, Paolo Graziosi e Peppe Servillo tra gli altri interpreti.
Il film è stato presentato al pubblico al Festival di Zurigo e al Torino Film Festival prima della distribuzione italiana nelle sale nel luglio del 2019, e ora è disponibile in streaming su Raiplay .
La vicenda si apre nelle montagne piemontesi dove Cesare, un tempo contrabbandiere e traghettatore di persone e merci oltre il confine, si ritrova a fare i conti con un dramma personale: il ritrovamento del cadavere di Fausto, suo figlioccio e discepolo nell’arte del contrabbando.
Fausto, lontano da Cesare e coinvolto in traffici di droga, è stato ucciso in circostanze misteriose, e questo evento scatena in Cesare un desiderio di verità e giustizia che s’intreccia con la sua stessa storia di dolore e colpa. Mentre le forze dell’ordine, tra cui il maresciallo Boerio (interpretato da Leonardo Nigro), sospettano di lui, Cesare tenta di dimostrare la propria innocenza e di seguire le tracce di chi ha realmente ucciso Fausto.
In parallelo, Cesare instaura un rapporto con la commissaria Sonia Di Meo (Ursina Lardi), una donna dalla forte personalità che crede nella possibilità di redenzione, e con il giovane Sergio (Vincenzo Crea), alla ricerca di una via d’uscita da una vita stagnante nella valle. L’interazione con un gruppo di profughi clandestini che Cesare aiuta a passare oltre il confine aggiunge uno spessore morale alla narrazione, mettendo in luce i dilemmi umani e politici legati all’esistenza ai margini delle regole.
Il film drammatico ha attirato l’attenzione del pubblico soprattutto grazie all’atmosfera rarefatta e contemplativa che fa da controno alla storia e riesce a tenere lo spettatore fermo enllo scorrere della trama.
Su piattaforme come IMDb l’opera raggiunge consensi pari al 5,4/10 confermati dalle recensioni su Google, positive al 54%.
Le prestazioni del cast sono uno dei punti di forza del film: Luigi Lo Cascio offre una prova intensa e misurata, incarnando un uomo spezzato dal passato ma fermamente determinato nel suo percorso di espiazione; allo stesso tempo, Ursina Lardi emerge per il suo ritratto di commissaria capace di equilibrio tra rigore professionale e profondità emotiva.
La stampa specializzata italiana ha recensito Il mangiatore di pietre soprattutto come opera di ambiente e carattere più che come thriller convenzionale. Testate come Ciak Magazine l’hanno definita un lavoro “dignitoso”, con una fotografia di pregio e una capacità suggestiva nel rappresentare la vita e le contraddizioni delle comunità alpine.
Quello che puoi selezionare stasera su Raiplay è più un dramma esistenziale che un thriller convenzionale, che colpisce per la capacità di creare tensione emotiva attraverso un esercizio introspettivo davvero interessante.
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