Un dramma corale, una Roma soffocante e personaggi al limite: su RaiPlay il film che trasforma il caldo in tensione emotiva.

Una Roma bollente in gennaio diventa luogo di confessioni forzate; un caldo innaturale fa esplodere segreti che tutti volevano ignorare, e ti resta dentro per giorni.

Te l’avevo detto, disponibile su Raiplay, ti restituisce il calore come peso psicologico. È un film drammatico che ti stringe con le sue luci ocra, le sue ossessioni, i suoi silenzi rumorosi.

Ambientato in un fine settimana infernale, la pellicola segue storie diversissime: una pornostar caduta in disgrazia, una madre ossessionata, un prete americano, una donna alcolizzata. Tutti schiacciati dalla canicola interna ed esterna.

Te l’avevo detto, secondo lungometraggio della regista italo‑francese Ginevra Elkann, è stato presentato al Festival di Toronto 2023 e alla Festa del Cinema di Roma 2023, prima di arrivare nelle sale italiane il 1° febbraio 2024, distribuito da Fandango. Il cast include  Valeria Bruni Tedesch (La pazza gioia, Il capitale umano, I villeggianti), nel ruolo di Gianna; Valeria Golino (La vita bugiarda degli adulti, Fortuna, A casa nostra) è Pupa, una ex pornostar ossessionata dal passato; Danny Huston (The Aviator, Wonder Woman, X‑Men Origins) interpreta Padre Bill, prete italo‑americano ed ex tossicodipendente; Alba Rohrwacher (“L’ora di religione”“Tre piani”“Lazzaro felice”) veste i panni di Caterina, madre alcolista; accanto a loro Greta Scacchi (Il morso del coniglio) e  Riccardo Scamarcio (“Mine vaganti”, “Il ladro di giorni“, “L’ultimo paradiso“)

Prodotto da The Apartment Pictures, Rai Cinema, Tenderstories, co‑prodotto da Small Forward Production e distribuito da BIM Distribuzione, il film dura circa 100 minuti ed i dati relativi al gradimento su IMDb gli assegnano un 6.1/10

«Te l’avevo detto. Quante volte me lo sono sentito dire dai miei genitori e dai miei nonni. Il problema è che da quando ho deciso di intitolare così il mio film, mi sono resa conto che anch’io lo ripetevo troppo spesso» sottolinea la regista al Corriere della Sera all’uscita in sala del suo lavoro.

La trama del film da vedere su Raiplay si snoda come una serie di vignette interconnesse, ciascuna segnata da una crisi interiore esplosa al amplificarsi del caldo. Gianna (Bruni Tedeschi) cerca pace con Dio ma è divorata dall’ossessione verso Pupa; Pupa (Golino) è una diva finita, una figura tra botox e social; Caterina (Rohrwacher) lotta per riavere il figlio, cercando astinenza e sostegno morale da Padre Bill (Huston); Frances (Scacchi) incarna il ritorno traumatico da lontano, portando con sé il peso della madre morta. I dialoghi traballano, le confessioni si sovrappongono, il calore diventa metafora di una città in ebollizione interiore.

Il lungometraggio disponibile stasera su Raiplay offre un ritratto estremo ma umano della borghesia italiana contemporanea: relazioni malate, segni lasciati dalla tossicodipendenza, malinconia di una fama effimera. Golino, Bruni Tedeschi e Rohrwacher dominano lo schermo con corpi ed emozioni esposte.

Ma è la luce, il clima che va oltre lo schermo che colpisce a attira l’attenzione: per ottenere un fuori stagione visivo la regista Ginevra Elkann e il direttore della fotografia Vladan Radovic  hanno ricreato tonalità ocra e cieli malati per trasmettere quel senso di oppressione e disorientamento che attraversa l’intera durata del film.

Te l’avevo detto trasmette un sapore di aria rarefatta, di voci che si alzano contro il silenzio, di corpi che resistono a oltranza a rotture interiori. Non offre consolazioni, ma manda segnali che esplodono: la scena in cui Pupa cammina sudata tra plastiche e specchi, o Gianna che brucia carte sacre per sentirsi viva. È un cinema che fa sudare il cuore e ti interroga sul fallimento delle promesse.

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