Scopri su RaiPlay un intenso film del 2015 che racconta un’estate cruciale nella vita dei giudici Falcone e Borsellino. Una storia vera da non perdere.
Ci sono film che non servono solo a raccontare, ma a ricordare. A riportare a galla il peso di certe scelte, il valore di certe rinunce. E “Era d’estate”, oggi disponibile su RaiPlay, è uno di quei titoli che non solo merita di essere visto, ma andrebbe custodito. Un film passato in sordina alla sua uscita nel 2015, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema, che oggi più che mai ha bisogno di essere riscoperto.
Non aspettarti inseguimenti, sparatorie o colpi di scena. Qui il cuore del racconto è fatto di silenzi, di attese, di sguardi. E di un’estate che sa già di fine.
Diretto con mano ferma da Fiorella Infascelli, regista già nota per titoli duri e profondi come “Il vestito della sposa”, questo film ci porta su una piccola isola del Mediterraneo, l’Asinara, nel cuore dell’estate del 1985.
Due uomini, due giudici, due amici: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due famiglie. Un esilio forzato per proteggerli da una minaccia che aleggia come un fantasma silenzioso. La mafia non uccide ancora, ma osserva, si avvicina, avvolge.
Ed è proprio in questo tempo sospeso che il film trova la sua forza narrativa. Perché “Era d’estate” è prima di tutto un ritratto umano e privato di due eroi civili, lontano dalle aule di giustizia, lontano dalle cronache. Il confine tra pubblico e privato si sfuma, e noi spettatori ci troviamo testimoni di un’intimità che raramente viene mostrata.
Massimo Popolizio è un Falcone riservato, riflessivo, in cui l’intelligenza si mescola all’inquietudine. Beppe Fiorello, nei panni di Borsellino, è fuoco e passione, ironia e rabbia contenuta. Insieme creano un’alchimia rara, che restituisce alla perfezione il legame profondo tra i due magistrati.
Una coppia di interpreti magistrale, che evita la retorica e scava nelle crepe, nelle paure, nella tensione quotidiana. Accanto a loro, Valeria Solarino nel ruolo di Francesca Morvillo, la moglie di Falcone, porta in scena la dimensione più vulnerabile e sofferta del vivere accanto a chi ha scelto di non voltarsi mai dall’altra parte.
Quella dell’Asinara è un’estate apparentemente tranquilla, ma nella realtà è una prigione dorata: spiagge incantevoli, cieli limpidi, ma nessuna libertà. Il tempo scorre lento, carico di tensione. I bambini giocano, gli adulti fingono serenità, ma ogni passo è controllato, ogni parola pesa. E mentre il Paese fuori sembra ignorare il pericolo, Falcone e Borsellino preparano le fondamenta del maxi processo, consapevoli che potrebbero non viverne la conclusione.
È un film fatto di dettagli: una camminata sotto il sole, un pranzo condiviso, una battuta per rompere il silenzio. Ma anche di sottotesti politici, di allusioni precise. Infascelli non risparmia critiche implicite a una classe dirigente ambigua, a uno Stato che troppo spesso ha lasciato soli i suoi servitori più coraggiosi.
Lo spettatore non può restare indifferente. Il senso d’ingiustizia è tangibile, ma lo è anche la forza che nasce da una profonda fratellanza. Un legame che non si spezza neanche davanti all’inevitabile.
E se oggi siamo qui a raccontarli, è anche grazie a momenti come quelli che il film ci restituisce con sobrietà e verità.
Sui siti di valutazione, “Era d’estate” ha ottenuto buone recensioni da parte del pubblico, anche se meno clamore rispetto a quanto avrebbe meritato: su Google il gradimento si attesta attorno al 51%, mentre su IMDb il punteggio è di 6,6/10, segno di una discreta accoglienza internazionale.
La stampa italiana ha apprezzato l’equilibrio tra documento storico e narrazione intima, mentre alcune testate estere hanno sottolineato la rarità di un film politico che sceglie la strada del racconto emotivo.
Su RaiPlay, dove il film è disponibile gratuitamente, puoi recuperare questa perla nascosta che ha ancora tanto da raccontare. Perché ci sono estati che non finiscono mai davvero. E uomini che non vanno dimenticati.
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