Un dramma storico su Raiplay: ingiustizia, coraggio e passione per la verità nel celebre caso Dreyfus
Se sei alla ricerca di un’esperienza cinematografica forte, stasera su Raiplay non perdere uno di quei film che ti scuote con sguardo freddo ma pieno di verità. È una ricostruzione poderosa dell’ingiustizia, un atto d’amore per la verità, raccontata senza retorica, solo con la potenza dei fatti e delle emozioni.
L’ufficiale e la spia si concentra sulle indagini che hanno portato all’innocenza del capitano Dreyfus, seguendo il percorso morale e legale del colonnello Picquart.
Il film è uscito nel 2019, presentato in anteprima alla 76ª Mostra di Venezia il 30 agosto, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio FIPRESCI.
Diretto da Roman Polanski, con sceneggiatura tratta dal romanzo di Robert Harris, è una coproduzione franco-italiana.
Nel raccontare con rigore l’Affare Dreyfus, Roman Polanski si affida a un cast d’eccellenza del cinema francese. Al centro della scena c’è Jean Dujardin, nei panni del colonnello Picquart, che regge sulle spalle l’intero arco narrativo con un’interpretazione misurata e intensa. Accanto a lui, Louis Garrel dà volto a un Alfred Dreyfus dignitoso e tormentato, mentre Emmanuelle Seigner, nel ruolo dell’amante di Picquart, aggiunge profondità al lato più intimo del protagonista. A completare il quadro, attori di grande levatura come Grégory Gadebois, Mathieu Amalric e Denis Podalydès, che incarnano le sfumature di un potere ottuso, tra omertà e manipolazione. Un cast compatto e credibile, perfetto per restituire la complessità morale e politica della vicenda.
La trama è una conferma della grandezza del cinema: siamo nella Parigi del 1894, quando il capitano Alfred Dreyfus, ebreo, viene condannato per spionaggio e spedito all’Isola del Diavolo. A un anno di distanza, Georges Picquart è promosso a capo del controspionaggio e scopre che il bordereau incriminante era stato falsificato. Nonostante l’antisemitismo imperante, Picquart decide di combattere il sistema e ricostruire una verità che gli costerà carriera, rispetto. Segue il celebre intervento di Émile Zola con “J’accuse” e una battaglia legale e politica che cambierà la Francia.
La produzione ha richiesto un budget stimato di circa 22 milioni di euro. Polanski decise di girare in Parigi, invece che in Polonia come inizialmente previsto, sfruttando i nuovi crediti fiscali francesi – una scelta che ha aggiunto autenticità visiva agli ambienti d’epoca. Al botteghino in Italia il lungometraggio che puoi vedere stasera su Raiplay ha sbancato all’esordio, il 21 novembre, incassando oltre 1,2 milioni di euro nel primo weekend e raggiungendo poi circa 3,2 milioni totali nel paese .
Per quanto riguarda il gradimento, su Google i numeri rivelano un 78% di pareri positivi mentre su IMDb il voto si attesta attorno al 7,2/10 e su RottenTomatoes la percentuale di critica favorevole è del 67%, segno di un’accoglienza significativa.
I commenti della stampa confermano il valore del film. “Un modello di ricostruzione, con molta fascinazione visiva, che esplora i sentimenti e mette in chiaro che c’era la volontà di rovinare il capitano con degradazione e l’esilio” scrive il Corriere della Sera evidenziando come Polanski ricostruisca il «caso Dreyfus» con assoluta precisione.
La pellicola che puoi vedere stasera su Raiplay è una lezione di storia viva: un affresco dettagliato dove costume, ambientazione, tensione drammatica, dialoghi e silenzi dialogano costantemente. La regia di Polanski è fredda e misurata, tagliente come una lama, senza clamore ma potente.
La lunga sequenza nella limousine immersa nel freddo autunnale di Parigi, i dialoghi trattenuti, la progressiva solitudine di Picquart di fronte alla verità: tutto fa pensare che il coraggio può venire da dove meno te lo aspetti, che spesso l’amore per la verità è una passione da coltivare, anche quando il mondo ti volta le spalle.
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