Su RaiPlay arriva un film che usa l’autunno non come semplice sfondo, ma come stato d’animo. I colori della Borgogna, una casa di campagna, una pensionata che aspetta il nipote, un pranzo preparato con cura, funghi raccolti nel bosco: tutto sembra appartenere a un racconto quieto, quasi domestico. Ma François Ozon sa come far filtrare il sospetto senza alzare la voce, trasformando la provincia francese in un luogo dove ogni gesto può avere un secondo significato.
Sotto le foglie, titolo originale Quand vient l’automne, è il film del 2024 diretto da François Ozon, proposto in prima visione su Rai 3 il 4 settembre 2026 e disponibile su RaiPlay. La protagonista è Michelle, interpretata da Hélène Vincent, una donna in pensione che vive in un villaggio della Borgogna accanto all’amica Marie-Claude, a cui dà volto Josiane Balasko. La sua vita sembra ordinata, scandita da abitudini semplici, fino all’arrivo della figlia Valérie, interpretata da Ludivine Sagnier, già protagonista di 8 donne e un mistero, e del nipote Lucas.
Il pranzo che dovrebbe riunire la famiglia diventa il punto di rottura. Michelle serve dei funghi raccolti da lei, Valérie si sente male e da quel momento il rapporto tra madre e figlia precipita. Incidente, distrazione, colpa? Ozon non forza subito la risposta. Preferisce osservare i personaggi mentre provano a tenere insieme versioni diverse della stessa storia. La figlia sospetta, la madre si difende, il nipote rischia di sparire dalla vita della nonna. E intanto il film si sposta verso una zona più ambigua, dove il giallo conta quanto il rancore familiare.
Una delle curiosità più interessanti riguarda proprio l’origine della trama. Ozon ha raccontato al Corriere della Sera che l’idea nasce da un episodio reale legato alla sua infanzia: un pranzo con i funghi, una paura domestica, il sospetto che dietro un incidente possa nascondersi qualcosa di più. Nella stessa intervista il regista ha definito il film una storia “crudele con radici nella mia infanzia”, confermando quanto il racconto nasca da una memoria personale più che da un puro esercizio di genere.
Sotto le foglie è un lavoro che arriva dopo Mon crime – La colpevole sono io, commedia brillante e teatrale. Anche questo cambio di passo è molto ozoniano. Lo stesso regista, sempre al Corriere, ha citato François Truffaut: “Devi fare il tuo nuovo film contro quello che hai appena finito”. E infatti qui non ci sono il ritmo boulevardier e i colori dichiaratamente artificiali del film precedente: ci sono mezze tinte, silenzi, allusioni, una provincia che sembra tranquilla proprio perché nasconde bene le sue crepe.
Accanto a Hélène Vincent, Josiane Balasko e Ludivine Sagnier, il cast comprende Pierre Lottin, nei panni del figlio di Marie-Claude appena uscito di prigione. Per la sua interpretazione, Lottin ha vinto al Festival di San Sebastián il premio come miglior attore non protagonista; il film ha ottenuto anche il premio della giuria per la miglior sceneggiatura, firmata da Ozon con Philippe Piazzo.
La critica italiana ha letto il film come qualcosa di più sottile di un semplice giallo, accostandolo, per certe atmosfere, al cinema di Claude Chabrol.
Sul fronte delle valutazioni, l’accoglienza è molto positiva: Rotten Tomatoes è al 97%, IMDb registra un voto intorno al 6,9/10. Sono numeri che confermano il buon riscontro internazionale per un film apparentemente piccolo, ma costruito con grande controllo.
Disponibile su RaiPlay, Sotto le foglie è uno di quei lavori cinematografici che restano vicino ai personaggi, ai loro silenzi, alle colpe dette a metà. Il mistero non riguarda soltanto la ricerca di un colpevole, ma ciò che ciascuno è disposto a vedere, perdonare o dimenticare pur di continuare a vivere.
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