Scopri la recensione di questo film su RaiPlay un’opera dolceamara che sovverte ogni cliché: una favola moderna sulla libertà, l’identità e la forza delle emozioni.

Hai mai pensato che il carcere potesse essere il luogo perfetto per sentirsi finalmente liberi? Sembra un paradosso, vero? Eppure ci sono storie capaci di ribaltare ogni convinzione, di spiazzarti e farti vedere il mondo da un’angolazione completamente diversa.

Se stai cercando un film che ti faccia riflettere senza rinunciare alla delicatezza di un sorriso, che ti accompagni in un viaggio emotivo fuori dagli schemi, allora questa pellicola potrebbe sorprenderti molto più di quanto immagini.

Ecco una commedia drammatica ai limiti, dove i confini si ribaltano e la prigione diventa la metafora della libertà, la ricerca di un io rinchiuso tra le mura di un carcere.  Su Raiplay c’è un bel film di Andrea Magnani, presentato in concorso al Torino Film Festival nel 2022 e  prodotto da Pilgrim Film in collaborazione con Rai Cinema e MiBAC.

“La lunga corsa” (Jailbird il titolo originale) è un’opera dai tratti profondi che affronta in maniera originale il tema del riconoscimento della propria identità. “Un inno alla vita e alla libertà” è la sintesi che ne fa Repubblica, “Il protagonista ha la stessa innocenza di Forrest Gump” scrive Wired parlando di Giacinto, la figura intorno alla quale si sviluppa l’intera narrazione di quella che appare come una favola moderna che prova, e alla fine ben ci riesce, a ribaltare quelli che sono i canoni con i quali siamo abituati a “leggere” le storie in cui il desiderio di libertà è il filo conduttore.

A vestire i panni di Giacinto è Adriano Tardiolo già noto per aver interpretato pellicole di successo come  Lazzaro felice“.

 Accanto a lui, Barbora Bobulova (“Il sol dell’avvenire“, “I nostri ragazzi“, “I’m – Infinita come lo spazio“) interpreta la direttrice del carcere, mentre Giovanni Calcagno (“Una boccata d’aria“, “Koza nostra”, “Diabolik“) veste i panni del capo delle guardie del penitenziario.

La trama segue la vita di Giacinto, un ragazzo nato e cresciuto in carcere a causa delle vicende familiari. Ad accudirlo è stato Jack, un uomo burbero ma buono. Dietro le sbarre Giacinto cresce sviluppando un’innata sensibilità e gentilezza. Quando, una volta maggiorenne, è costretto a lasciare il carcere, il giovane appare stravolto dal mondo esterno e così fa di tutto per tornare in quella che in fondo è sempre stata la sua casa: il carcere.

Per tornare nel suo mondo, Giacinto decide di diventare una guardia carceraria. Una volta tornato nell’istituto di pena, però, la sua vita viene messa in discussione da un’ergastolana che riesce a fargli comprendere quale sia la sua vera prigione.

“La lunga corsa” ha riscosso consensi soprattutto da parte della critica. Gli utenti di Google attribuiscono una valutazione positiva superiore al 70% mentre su IMDb , il film ha ricevuto una  media delle recensioni che si attesta su 5.3 su 10.

La critica ha elogiato questo bel lungometraggio disponibile su Raiplay per la sua profondità emotiva e una rappresentazione della vita carceraria sotto un punto di vista diverso da quello al quale siamo abituati. Alla finela storia narrata da Magnani diventa sì una ricerca della libertà, ma è una libertà interiore quella più forte che emerge.

Alla fine, “La lunga corsa” piace proprio per la sua capacità di raccontare una storia di speranza e di determinazione in un contesto così cupo.

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