Una storia avvincente di sacrifici e colpe nella Parigi occupata dai Nazisti, su Raiplay Addio signor Haffmann un film drammatico sulle fragilità dell’animo umano

Un film drammatico che ci porta nel cuore dell’Occupazione tedesca a Parigi, dove un patto tra un gioielliere e il suo fidato assistente mette a nudo fragilità e brutalità dell’animo umano. Su Raiplay una storia di sopravvivenza che diventa un pugno allo stomaco e un ritratto d’epoca che non risparmia colpi bassi e scelte rischiose.

Addio signor Haffmann narra la vicenda di Joseph Haffmann e del suo dipendente François Mercier, diventato proprietario fittizio della bottega durante l’esilio del maestro, con un accordo che si rivelerà ben più oscuro del previsto. Tra i tanti retroscena, da sottolineare il fatto che il protagonista trascorre un anno intero nascosto nella cantina del suo stesso negozio: un gesto che mescola la solidarietà alla paranoia e, infine, alla colpa.

La pellicola, presentata in Francia nel 2021 e uscita in Italia nel 2022, è diretta da Fred Cavayé ed è tratta dalla pièce teatrale di Jean‑Philippe Daguerre, pluripremiata ai Molière. È un dramma ambientato a Parigi, estate 1941, quando le leggi razziali cominciavano a delineare il destino atroce.

Il cast è di primissimo ordine: Daniel Auteuil (Il favoloso mondo di Amélie, Le confessioni, Sogno di una notte di mezza età) è un Haffmann silenzioso, dignitoso, uno sguardo spezzato di fronte alla trappola che lui stesso ha costruito. Accanto a lui, Gilles Lellouche (Il piccolo Nicolas, Il nostro tempo, Quasi amici) interpreta un Mercier tormentato: un uomo semplice, con il desiderio di riscatto, coinvolto in un gioco che supera la realtà morale. Completa il terzetto Sara Giraudeau (Crimson Rivers 2, Un murmure dans un cri, L’imaginarium du docteur Parnassus) nel ruolo di Blanche, moglie di Mercier, pietra d’angolo di equilibrio e tensione affettiva .

Mercier accetta di “comprare” il negozio di Haffmann con un documento regolare, sicuro che il maestro lo recupererà presto. Ma quando Haffmann cerca di far espatriare prima sé stesso e poi la famiglia, viene tradito da un attestato mancante e resta intrappolato nel seminterrato. Mercy, intanto, mette su famiglia con Blanche, ma il peso del patto che ha stretto pesa sempre più. Si trovano così a convivere con un uomo-recluso, prigioniero in casa propria, e nel suo silenzio cresce la tensione, tra colpa, dolore, rifiuto. Il patto diventa un Faust moderno, in cui la salvezza di uno diventa rovina per tutti.

Per quanto riguarda gli incassi, il film ha avuto una buona distribuzione in Francia e Italia ed è stato premiato al Festival di Sarlat con la Salamandra d’oro come miglior film mentre all’attrice Sara Giraudeau è andato il premio come miglior attrice.

Sul versante dei giudizi, i dati riscontrati online sono inoppugnabili: l’opera ottiene l’83% dei consensi su Google,mentre su IMDb registra un punteggio di 7,0/10 , che diventa addirittura 98% su Rotten Tomatoes dove la performance di Daniel Auteuil fa il pieno di consensi.

Anche le recensioni della stampa internazionale non  ha dubbi sulla qualità del film che puoi vedere stasera su Raiplay: Le Figaro lo definisce “un thriller umano, profondo, senza retorica”, il Los Angeles Times sottolinea come “la recitazione trasmetta credibilità e l’orrore della guerra sia percepibile anche senza sangue”.

Ciò che colpisce di questo straordinario lavoro è il ritratto che offre della resistenza silenziosa: non fuoco e armi, ma atti morali e dilemmi quotidiani. Lo stile contenuto, asciutto, lontano dalla spettacolarizzazione emotiva fa crescere il pathos ed evidenzia il carattere di cinema storico che racconta l’esperienza umana dietro la tragedia della Shoah, privilegiando la microstoria rispetto all’epica convenzionale.

Addio signor Haffmann è una delle letture più sottili e intense del periodo bellico. La tensione non deriva da esplosioni, ma dal non detto tra i personaggi. La routine quotidiana diventa gabbia e il contratto tra uomo e amico si trasforma in trappola. Quello disponibile su Raiplay è un film che fa pensare, che ti porta a chiederti: cosa saremmo disposti a fare per salvare un altro? E dopo, quanto il salvatore resta schiacciato dal rimorso e dalle conseguenze delle scelte Insomma, un’esperienza intima e universale, capace di restare impressa nel cuore per molto tempo.

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