Selene Caramazza e Stefania Sandrelli sono i volti principali di un film italiano disponibile su RaiPlay che parte da una domanda semplice e dolorosa: quanto può pesare, nella vita di una ragazza, l’assenza di un padre mai conosciuto?

Da questa ferita prende forma la storia di Silvia, ventiduenne decisa a ricostruire il proprio passato, anche a costo di scoprire verità che la sua famiglia ha provato a tenere nascoste.

Il film è Uomo di fumo”, diretto da Giovanni Soldati, un dramma italiano del 2023 che mescola romanzo di formazione, giallo familiare e indagine sentimentale. Accanto alle due protagoniste ci sono Marco Valerio Montesano, Giorgio Borghetti, Stefano Santospago e Viktorie Ignoto.

Silvia (interpretata da Selene Caramazza) ha ventidue anni e vive con una domanda che non riesce più a mettere da parte. Non ha mai conosciuto suo padre, non sa davvero chi sia, non ha un’immagine stabile a cui aggrapparsi. Crescere senza una parte della propria storia può diventare una forma di inquietudine continua. A un certo punto, però, non basta più accettare versioni comode. Silvia vuole sapere.

La trama parte da questa ricerca e la fa diventare qualcosa di più ambiguo. Perché cercare il padre, in “Uomo di fumo”, significa anche aprire porte che qualcuno aveva chiuso con ostinazione. La nonna Rossella, nei cui panni c’è Stefania Sandrelli, l’ha cresciuta da sola, cercando di tenerla lontana da verità scomode. Forse lo ha fatto per proteggerla. Forse anche per proteggere se stessa. Il film non riduce subito il loro rapporto a una bugia contro una vittima: dentro quel legame ci sono affetto, paura, controllo, colpa. Tutte cose difficili da separare.

A cambiare il percorso di Silvia è l’incontro con Luca, interpretato da Marco Valerio Montesano. È un coetaneo appassionato di casi giudiziari irrisolti, uno che guarda il passato come fosse un fascicolo da riaprire. Con lui, Silvia comincia a seguire le tracce del misterioso “Uomo di fumo”. L’indagine prende così una piega quasi investigativa, ma il punto è capire quale storia le sia stata negata e quanto quella storia abbia già condizionato la sua vita.

Il titolo rimanda a una presenza sfuggente, a un uomo che c’è e non c’è, che sembra dissolversi ogni volta che Silvia prova ad avvicinarsi. Padre, fantasma, segreto, minaccia: l’“uomo di fumo” diventa tutto questo insieme. Più la ragazza cerca risposte, più il passato perde la forma rassicurante del racconto familiare e assume quella più inquieta di un mistero.

Girato tra Roma, Latina, San Felice Circeo, Pontinia e Sabaudia, il film disponibile su RaiPlay usa luoghi riconoscibili senza trasformarli in cartolina per accentuare il momento in cui una ragazza smette di abitare la versione della propria vita raccontata dagli altri e prova, finalmente, a scriverne una sua.

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