Leggi la recensione e guarda il trailer di un film drammatico italiano disponibile su Raiplay ispirato al romanzo di Walter Siti.

Un dramma corale che dipinge un ritratto crudo e intenso della periferia romana, raccontando storie di vita quotidiana in cui la disperazione e la speranza si intrecciano in un tessuto sociale complesso e a tratti opprimente.

Su Raiplay c’è un film drammatico prodotto da Rai Cinema in collaborazione con Notorious Pictures, trattao dall’omonimo romanzo di Walter Siti. “Il contagio” è un film del 2017 diretto da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini.

La scelta di adattare il libro allo schermo è stata dettata dalla volontà di esplorare temi di attualità come la marginalità sociale, la criminalità e le dinamiche familiari in contesti urbani difficili.

A dare forza alla narrazione la scelta dei protagonisti, su tutti Vinicio Marchioni (“Romanzo criminale”, “Venuto al mondo”, “C’è ancora domani”) e Anna Foglietta (“Colpi di fulmine”, “L’oro di Scampia”, “Perfetti Sconosciuti ”) che offrono interpretazioni profonde ed evidenziano la loro capacità di calarsi in personaggi complessi e multidimensionali.

Marchioni riesce a trasmettere la vulnerabilità nascosta dietro la facciata del criminale, mentre Foglietta porta sullo schermo la forza e la dignità di una madre che lotta per garantire un futuro migliore al figlio. Intensa la prova recitativa di un Vincenzo Salemme che sveste i panni dell’attore brillante cui siamo abituati a conoscerlo. Il cast include anche attori come Maurizio Tesei e Giulia Bevilacqua.

La pellicola disponibile su Raiplay esplora temi di estrema attualità come la disuguaglianza sociale, l’alienazione e le conseguenze della criminalità sul tessuto sociale. Temi affrontati con un realismo che non offre sconti, né tenta di abbellire la dura realtà per renderla più digeribile. Il film solleva domande importanti sulle responsabilità individuali e collettive, stimolando la riflessione su come la società possa rispondere a queste sfide pervasive.

E “Il contagio” è stato accolto con favore, come indica anche il 63% di consensi maturati su Google e la sufficienza piena ottenuta sul ortale specializzato IMDb.

“Una foto di Roma oggi senza fronzoli e sovrastrutture” lo definisce il Corriere della Sera lodando la capacità del film di trattare temi difficili senza cadere nel sensazionalismo.

Gli sceneggiatori hanno lavorato a stretto contatto con l’autore del libro per mantenere la fedeltà all’opera originale, pur adattandola alle necessità narrative del cinema.

Botrugno e Coluccini adottano uno stile di regia che privilegia la realtà nuda e cruda delle ambientazioni periferiche, un approccio intenzionalmente invasivo, con l’uso di primi piani che catturano ogni emozione, e sequenze più ampie che mostrano l’ambiente desolato in cui si muovono i protagonisti.

Il film intreccia le vite di diversi personaggi che vivono in un condominio della periferia romana: un piccolo gangster interpretato da Vinicio Marchioni, una madre single incarnata da Anna Foglietta, e altri individui che si trovano a navigare la difficile realtà del quotidiano. Questi personaggi si confrontano con scelte morali complesse, relazioni familiari tese e la lotta per mantenere la dignità in un ambiente che spesso sembra lavorare contro di loro.

Il titolo “Il contagio” si riferisce non solo alle malattie fisiche ma anche a quelle sociali e morali che affliggono la comunità, diffondendosi con facilità in un contesto di vicinanza forzata e povertà.

Insomma, il film che puoi vedere su Raiplay cerca di informare e provocare, mettendo in luce aspetti spesso trascurati o volontariamente ignorati della società. Ed è per questo che merita attenzione.

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