Un’estate che scuote nel profondo, dove i desideri nascosti si fanno voce: è questa l’emozione che accompagna la visione su Raiplay di un film drammatico italiano, una storia che parla di crescita, coraggio e bellezza fragile.

La bella estate, lavoro tratto dall’omonimo romanzo di Cesare Pavese pubblicato la prima volta per Einaudi nel 1949, narra  l’intensa scoperta di sé di una giovane sarta nella Torino del 1938, mentre l’incontro con una modella sensuale e libera la conduce in un viaggio emotivo capace di cambiare tutto.

La pellicola è approdata nelle sale italiane il 24 agosto 2023, dopo la sua anteprima al Festival di Locarno. È scritto e diretto da Laura Luchetti e prodotto da Kino Produzioni, Rai Cinema e 9.99 Films, con il supporto di Lucky Red e Ministero della Cultura.

Il cast vede la presenza intensa di Yile Yara Vianello (che veste i panni Ginia) – un volto nuovo, premiato con il Nastro d’Argento Guglielmo Biraghi nel 2024 a Taormina –  affiancata da Deva Cassel nel ruolo di Amelia, al suo esordio cinematografico, Nicolas Maupas (Mare Fuori, Un professore, Sopravvissuti), Alessandro Piavani (Guido) e Adrien Dewitte (Rodrigues).

Per quanto riguarda il gradimento del pubblico, IMDb registra una media di 5,5/10 che sale al 62% su Google. Su Rotten Tomatoes, invece, il Tomatometer è al 69% segno che si tratta di una di quelle opere che lascia il segno già alla prima visione.

La trama, sorretta da una delicatezza visiva e una narrazione tenue, racconta le vicende della giovane Ginia, che lascia la provincia per Torino nel 1938 e lavora come sarta in un atelier. Qui incontra Amelia, modella bohemien e seducente, che la introduce a un mondo di pittori e desiderio, in cui Ginia si apre al proprio corpo, alla propria sensualità e alla maturità emotiva.

Critici e quotidiani si sono espressi con toni rispettosi e spesso entusiasti. Valerio Caprara del Il Mattino ha evidenziato come il film superi il rischio di risultare “demodé”, conservando invece una modernità che emerge dal passato senza edulcorare, restituendo valori autentici e universali. Alessandra De Luca di Avvenire ha invece parlato della “gioventù inquieta di Ginia”, capace di mostrare la spinta verso l’amore e la scoperta di sé in un’epoca difficile.

Quella che la piattaforma streaming Raiplay mette a disposizione è una pellicola di formazione, poetica e piena di contrasti, dove la Torino del 1938 diventa teatro di una trasformazione interiore palpabile. La regia di Laura Luchetti mette in scena la giovinezza al femminile con sguardo delicato ma deciso, tra la sensualità nascente di Ginia, i costumi soffici e gli sguardi silenziosi che parlano più di mille parole.

C’è un’intensità che emerge nei silenzi, nella luce dorata dell’estate nella città della Mole, nel tremore degli sguardi, nel coraggio di essere se stessi in un tempo che ancora imponeva silenzi e ruoli rigidi.

La bella estate è un film che ti prende per sensibilità e lentezza apparente, ma che pulsa di vita dietro ogni inquadratura. Ti muove nel profondo perché racconta la bellezza fragile e terribile del primo desiderio, l’innocenza che sboccia nella confusione, l’adolescenza che diventa stagione di rivoluzione interiore.

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