Leggi la recensione e guarda il trailer del film disponibile su Raiplay che offre uno spaccato su un momento cruciale dell vita dei giudici Falcone e Borsellino.
Su Raiplay c’è un film del 2015 che racconta una delle pagine più oscure della storia repubblicana italiana attraverso la determinazione, la dedizione ed il forte senso del dovere di due dei più grandi uomini di Stato che hanno pagato a caro prezzo la loro continua ricerca di giustizia e verità.
“Era d’estate”, il film diretto da Fiorella Infascelli, riesce a catturare un momento cruciale della vita italiana. Lo fa attraverso una narrazione intensa e a tratti cruda, cui la regista aveva già abituato il suo pubblico in opere precedenti quali “Zuppa di pesce” e “Il vestito della sposa”.
Il film, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema, si avvale di un cast eccezionale, con Massimo Popolizio (“Romanzo criminale”, “Il divo”, “La grande bellezza”), Beppe Fiorello (“L’oro di Scampia”, “I fantasmi di Portopalo”, “Il mondo sulle spalle”) e Valeria Solarino (“Italians”, “Smetto quando voglio”, “A casa tutti bene”) nei ruoli dei tre protagonisti.
Popolizio e Fiorello interpretano rispettivamente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, offrono una rappresentazione intensa e sfaccettata di due figure chiave nella lotta contro la mafia. Valeria Solarino, nel ruolo di Francesca Morvillo, la moglie del giudice Falcone, aggiunge profondità emotiva alla narrazione.
Ambientato nell’estate del 1985, “Era d’estate” racconta il periodo trascorso dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, insieme alle loro famiglie, nella piccola isola dell’Asinara, convertita in un fortino di massima sicurezza per proteggerli dalle minacce di morte della mafia. Sono i giorni in cui i due magistrati stanno istruendo il maxi processo alla mafia.
Le minacce giunte in quel frangente suggeriscono la massima cautela. Si giunge così alla decisione del trasferimento dei due colleghi-amici (e delle rispettive famiglie) in Sardegna, all’Asinara.
Un contesto insolito e isolato che offre uno spaccato intimo della loro vita, lontano dai luoghi in cui abitualmente viene esercitata la giustizia, ma che finisce con il mettere in evidenza la forte tensione, la consapevolezza crescente del pericolo, i tanti sgambetti che già sette anni prima della loro tragica morte i due magistrati subiscono anche a causa di una classe politica che fa ben poco per far capire da che parte è schierata.
Il film esplora la profondità del loro impegno, la solidarietà, le paure e i sacrifici personali.
La forza del film disponibile su Raiplay non si manifesta soltanto nella ricostruzione storica dei fatti effettuata dalla regista. Ciò che emerge prepotentemente dalla rilettura di quella estate del 1985 che ne fa Infascelli è soprattutto la solidità delle relazioni umane che dà coraggio in un contesto di estrema tensione.
Popolizio e Fiorello incarnano con autenticità e intensità i loro personaggi. La loro alchimia sullo schermo riflette la storica amicizia tra Falcone e Borsellino, aggiungendo uno strato emotivo che va oltre la pura recitazione. Solarino, con una presenza più discreta ma non meno potente, completa questo trio, offrendo una prospettiva più intima e personale sulla storia.
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