Un crime ambientato tra segreti del passato, antichi rancori e misteri capaci di terrorizzare un’isola intera. Su RaiPlay c’è un giallo francese che sembra fatto a posta per godersi una gradevole serata estiva davanti alla tivvù, un film che porta il mistero in un luogo da cartolina e lo attraversa con una storia di rancori, leggende e conti rimasti aperti.
Le isole dei Caraibi francesi fanno da incantevole scenario con il loro mare limpido, le scogliere da sogno, e colori accecanti. Ma cosa accade se quello che aembra un sogno si trasforma in un incubo? Una morte violenta, una leggenda locale un’indagine che si insinua nella memoria dell’isola.
“Omicidio a Les Saintes”, titolo originale “Le Fantôme des Saintes”, è un film diretto da Marc Barrat, disponibile su RaiPlay dopo il passaggio su Rai 2. La vicenda ruota attorno alla morte di Caroline Boissaux, proprietaria dell’Hotel Tourment d’Amour, trovata senza vita ai piedi di una scogliera. A guidare l’indagine è il capitano Gaëlle Boissaux, interpretata da Anne Décis, affiancata da Ludovic Augustin, a cui dà volto Denis Maréchal. Nel cast compaiono anche Audrey Postel, Olivier Chantreau, France Zobda e Julien Béramis.
Una festa mascherata in un contesto che ha il sapore dell’eleganza e della mondanità. Caroline è una donna ricca, conosciuta, proprietaria dell’albergo più importante dell’isola. La sua morte, però, rompe l’equilibrio apparente della comunità. Il corpo viene ritrovato in un punto legato a una leggenda di due secoli prima: una giovane donna si sarebbe gettata da quella stessa scogliera dopo una delusione amorosa. Il passato, da subito, entra nell’indagine come una presenza ingombrante.
Sul caso indaga Gaëlle Boissaux, figlia di quella stessa isola. La vittima porta il suo stesso cognome e ogni sospetto sembra toccare anche una zona privata della sua storia. Questo rende l’inchiesta più complicata. In un luogo piccolo, dove tutti si conoscono e molte cose vengono taciute per abitudine, indagare significa rompere equilibri, chiedere conto di vecchi silenzi, costringere le persone a raccontare ciò che avrebbero preferito lasciare sepolto.
L’arrivo di Ludovic Augustin, un poliziotto del posto che per ragioni mai del tutto chiarite aveva lasciato l’isola, si rivela dirompente. Tornare significa rientrare in un territorio che lo riconosce e, forse, non lo ha perdonato. Con Gaëlle ha condiviso in passato una storia d’amore, dettaglio che sposta il rapporto professionale su un terreno più instabile. Accanto ad un assassino da trovare ci sono anche ricordi, incomprensioni, ferite personali che riemergono mentre il caso si allarga.
“Omicidio a Les Saintes” segue il ritmo classico del giallo francese televisivo: un delitto iniziale, una comunità chiusa, una leggenda che sembra suggerire una pista quasi soprannaturale, e due investigatori costretti a distinguere ciò che appartiene alla superstizione da ciò che nasconde un movente molto concreto.
La regia di Marc Barrat lavora molto sull’ambientazione. La scogliera, l’hotel, le strade dell’isola, il mare e le leggende locali diventano parte del meccanismo narrativo ed alimentano il mistero del luogo. Ogni personaggio sembra sapere qualcosa, ogni versione dei fatti aggiunge un dettaglio e ne nasconde un altro.
La pellicola da selezionare sulla piattaforma Raiplay, della durata di circa 93 minuti, appartiene al filone poliziesco-thriller legato alla collana dei gialli territoriali, dove l’indagine si intreccia sempre con identità locale, paesaggi e memoria collettiva.
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