Un racconto autentico, delicato, che sa di ricordi e di luoghi mai dimenticati. Su Raiplay è disponibile un film italiano ambientato nel Veneto di fine anni ’70 che ti trasporterà in un’Italia che cambia, un’Italia dall’anima vera, che si apre al futuro pur tra mille dubbi, perplessità e paure.
Le mie ragazze di carta (2023) è un lungometraggio diretto da Luca Lucini, scritto insieme a Mauro Spinelli e Ilaria e Marta Storti, e racconta il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza nel Trevigiano alla fine degli anni Settanta.
Innocenza, cambiamento e memoria sono le tre parole che rimbombano nella mente guardando quest’opera che è una coproduzione italiana, un progetto profondamente personale del regista, nato dalla storia di un cinema di quartiere che Lucini non poté più frequentare. Premio Solinas per la sceneggiatura nel 2007, è stato trasformato in film con una cura nostalgica e poetica.
Il cast è composto da bravi attori italiani, tra cui l’emergente Alvise Marascalchi che interpreta il protagonista Tiberio, il ragazzino che va alla scoperta del suo mondo. Ci sono poi Maya Sansa (“La meglio gioventù”, “L’amore ritrovato”, “Buongiorno notte”) è la madre Anna; Andrea Pennacchi (Tutto chiede salvezza, Il mondo sulle spalle) che veste i panni di Primo, il padre-postino; Cristiano Caccamo (“La donna per me”, “Puoi baciare lo sposo”, “Io e mio fratello”), che è Claudio; Neri Marcorè “Smetto quando voglio”, “Gli amici del bar Margherita” e “Il cuore altrove”), è Don Marcello, il parroco allenatore e Giuseppe Zeno (Tutto può succedere, Mina Settembre, Imma Tataranni).
La trama della pellicola da vedere su Raiplay è ambientata negli anni Settanta. A Treviso, il giovane Tiberio scopre l’amore, l’amicizia e la fragilità della crescita. Tra una famiglia in trasformazione, un prete allenatore, un amico speciale e le tentazioni delle riviste proibite, la sua adolescenza diventa un viaggio di scoperta dentro un’Italia che cambia volto
«In un paese cattolico come il nostro – racconta il regista al settimanale Amica -, nei primi Anni 80, nella laboriosa provincia del nord italiano, la storia della perdita di innocenza e ingenuità dei nostri due protagonisti si mescola quasi in simbiosi con i tratti di un Paese intero che allo stesso modo non sarà più lo stesso, una perdita di innocenza diversa, ma forse anch’essa inevitabile».
«Accade di rado che un film riesca a ricreare la magia di un’epoca raccontando in forma di commedia una storia in cui specchiarci tutti» osserva il magazine specializzato Ciak.
Distribuito da Adler Entertainment, il film, girato tra Treviso e provincia, è uscito il 13 luglio 2023. L’accoglienza favorevole del pubblico si misura soprattutto con le percentuali di gradimento fatte registrare sulle piattaforme online e sui motori di ricerca. A cominciare da Google, che certifica un 80% di commenti positivi mentre su IMDb la media voto delle recensioni è di 6,3/10.
Quello che ti suggerisco di vedere stasera su Raiplay è un affresco intimo e nostalgico di una provincia italiana viva, non idealizzata, che racconta il passaggio all’adolescenza senza moralismi: il primo amore, lo sguardo che cambia, la curiosità innocente per una pornostar. Offre personaggi sfaccettati: un padre affettuoso, una madre che vuole modernità, un ragazzo fragile che si innamora dell’irraggiungibile, un prete insolito con il rugby nel cuore, un giovane trans che insegna scacchi e moltiplica le domande. E così, il contesto storico diventa simbolo: la fine dell’innocenza personale e collettiva, in Italia, raccontata attraverso l’emblema del cinema che muore nel quartiere e riprende vita nelle riviste proibite.
