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Su RaiPlay un film italiano intenso e poetico, dove una giovane madre attraversa l’Italia per sfidare il destino

Su RaiPlay un film italiano intenso e ruvido, dove una giovane madre attraversa mare, neve e credenze popolari per inseguire un miracolo.
13 Settembre 2026di Riccardo Cannavale
Celeste Cescutti
Celeste Cescutti

Su RaiPlay c’è un film italiano che ti conduce in uno scenario di mare, neve, dialetti, credenze popolari e strade percorse a piedi, un racconto che sembra arrivare da un tempo remoto. Parla del lutto con le parole grandi del dolore, ma attraverso il cammino ostinato di una giovane madre che non accetta di consegnare la propria figlia al silenzio. In un’Italia di inizio Novecento, tra fede, superstizione e bisogno disperato di salvezza, il viaggio diventa l’unico modo possibile per continuare ad amare.

Piccolo corpo, esordio alla regia di Laura Samani, è un film del 2021 presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes e poi premiato con il David di Donatello per la miglior regista esordiente.

La pellicola affronta una storia essenziale e durissima: una donna perde la figlia appena nata e decide di attraversare un territorio ostile per raggiungere un santuario dove, secondo una leggenda, i bambini nati morti possono tornare in vita per il tempo di un solo respiro, quello necessario a ricevere il battesimo.

La protagonista è Agata, interpretata da Celeste Cescutti, giovane donna di un villaggio di pescatori del Nord Est italiano. Dopo il parto, la bambina nasce senza vita. Per la comunità che la circonda, quel piccolo corpo sembra già destinato a un luogo di esclusione, perché senza battesimo non può avere pieno accesso alla salvezza promessa dalla religione. Agata, però, non accetta quella condanna. Non le basta il verdetto del medico, non le basta il silenzio degli altri, non le basta l’idea che tutto sia finito prima ancora di cominciare.

Da qui nasce il viaggio. Agata prende con sé la figlia e parte, lasciandosi alle spalle il mare e dirigendosi verso le montagne. Il film si muove come una fiaba antica e insieme come un racconto fisico, concreto, quasi ruvido. Il corpo della madre avanza nella fatica, nel freddo, nella fame, tra sentieri, boschi, neve e incontri che cambiano poco alla volta il senso della sua ostinazione. Non c’è eroismo dichiarato, non c’è retorica del sacrificio. C’è una donna che cammina perché fermarsi significherebbe accettare l’irreparabile.

Nel suo percorso Agata incontra Lince, interpretato da Ondina Quadri, figura ambigua, libera, difficile da definire. È un ragazzo? Una ragazza? Una presenza di confine, come spesso accade nei racconti iniziatici. Lince conosce le strade, le scorciatoie, i pericoli. All’inizio sembra un aiuto pratico, poi diventa qualcosa di più: una guida, un ostacolo, uno specchio. Il rapporto tra Agata e Lince è una delle parti più vive del film, perché sposta il racconto dalla solitudine assoluta a una forma inattesa di alleanza.

A dare forza a Piccolo corpo è anche la lingua utilizzata. Laura Samani lavora molto sui dialetti, sui suoni, sulla materia delle parole. Questo contribuisce a renderlo meno illustrativo e più immersivo. Lo spettatore viene accompagnato in un mondo povero, duro, lontano fagli stereotipi da cartolina, attraversato da credenze che oggi possono sembrare lontane e che invece, per chi le abita, determinano il destino dei vivi e dei morti.

Il paesaggio ha un ruolo decisivo. Prima il mare, poi la terra, infine la montagna. Ogni passaggio sembra togliere qualcosa ad Agata e insieme avvicinarla alla meta. La natura non consola. Non è uno sfondo bello da guardare, ma una presenza che resiste, ostacola, mette alla prova. Anche per questo la Commissione Nazionale Valutazione Film CEI ha parlato di una “favola cruda”, sottolineando la forza dei suoni naturali, dalle onde al silenzio della neve.

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Il film è scritto da Laura Samani insieme a Marco Borromei ed Elisa Dondi. La regista costruisce il racconto con grande controllo. Quello che interessa davvero è il bisogno umano di credere che l’amore possa ancora fare qualcosa contro la morte. Anche l’accoglienza critica è stata molto forte. Rotten Tomatoes registra per il film il 100% di recensioni positive, mentre IMDb si attesta intorno al 7 su 10.

Disponibile su RaiPlay, Piccolo corpo è un film da vedere senza aspettarsi un racconto facile. Ha il passo lento e necessario del viaggio, la durezza delle fiabe antiche, la concretezza dei corpi che attraversano il freddo e la fame ed un solo respiro, sufficiente a cambiare il destino simbolico di una vita mai cominciata.

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