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Home » Stasera in TV » Raiplay

Su RaiPlay un film profondo e ambizioso che racconta come la Storia segna per sempre la vita

Su Raiplay un film monumentale su arte, memoria e colpa: una storia d’amore e creazione che attraversa la Germania del Novecento.
17 Dicembre 2025di Riccardo Cannavale
Tom Schilling
Tom Schilling

Un’opera ambiziosa, intensa, che intreccia l’arte con la storia europea e chiede allo spettatore di guardare a lungo, senza fretta, dentro le ferite del Novecento. Su Raiplay c’è un film che non concede scorciatoie emotive, ma ripaga con una profondità rara.

Diretto da Florian Henckel von Donnersmarck, già premio Oscar per Le vite degli altri, Opera senza autore è il titolo di un film del 2018 che conferma l’interesse del regista tedesco per i grandi temi della memoria, della responsabilità individuale e del peso del passato. Qui, però, lo sguardo si fa più ampio e romanzesco, costruendo un affresco che attraversa il nazismo, la Germania dell’Est socialista e l’Occidente del dopoguerra.

La vicenda prende avvio negli anni Trenta, quando il giovane Kurt Barnert scopre l’arte grazie alla zia Elisabeth, figura luminosa e tragica, destinata a essere schiacciata dall’orrore dell’eugenetica nazista. Questo trauma iniziale segna per sempre il protagonista, interpretato da Tom Schilling, volto già noto per Inspira, espira, uccidi, qui chiamato a un ruolo complesso e stratificato, fatto di silenzi, ossessioni e ricerca interiore.

Kurt cresce, diventa pittore, attraversa la Germania divisa, sperimenta il realismo socialista imposto dal regime e poi fugge a Ovest, dove entra in contatto con un’arte finalmente libera, ma anche disorientante. Parallelamente si sviluppa la storia d’amore con Ellie, interpretata da Paula Beer, attrice che negli anni successivi si imporrà come uno dei volti più interessanti del cinema tedesco. Il loro legame è però contaminato da un segreto terribile, incarnato dalla figura del suocero di Kurt, un medico rispettabile e spietato, interpretato da Sebastian Koch.

Il cuore del film sta proprio qui: nell’impossibilità di separare arte e vita, creazione e colpa, bellezza e orrore. Kurt dipinge senza sapere di stare inconsciamente elaborando il trauma che lo lega al suo passato e al male assoluto del nazismo. L’arte diventa così un atto di verità involontaria, una confessione che precede la consapevolezza.

Dal punto di vista formale, Opera senza autore è un film sontuoso. Donnersmarck costruisce una narrazione ampia, talvolta melodrammatica, ma sempre coerente con l’ambizione di raccontare come la Storia penetri nelle vite individuali.

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The Guardian evidenzia come“questa è una storia sul vedere e sul non vedere; sul guardare e distogliere lo sguardo spesso contemporaneamente”. Sul Corriere della Sera, Paolo Mereghetti sintetizzò così il messaggio sotteso nella pellicola: “L’arte è capace di vedere di là del reale, sa intuire una verità che potrebbe sfuggire”.

Il riconoscimento più importante arriva con le candidature agli Oscar 2019, dove il film viene nominato come miglior film straniero e per la miglior fotografia, confermando la sua statura internazionale. Anche il pubblico ha risposto con interesse: su IMDb il punteggio si attesta intorno al 7.7/10, mentre su Rotten Tomatoes il gradimento del pubblico supera il 75%. Gli utenti Google lo promuovono con percentuali molto alte, segno di un coinvolgimento emotivo duraturo.

Selezionare questo film su Raiplay significa aprirsi a un cinema che non ha paura della complessità e dell’ambiguità morale, un cinema che chiede allo spettatore di accettare che alcune ferite piuttosto che rimarginarsi si trasformino, nel tempo, in un linguaggio nuovo.

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