Un’odissea generazionale: su Raiplay una commedia dolce amara che racconta contrasti e riscatti personali
Disponibile su Raiplay c’è un road movie generazionale che racconta, tra ironia e malinconia, l’incontro tra due mondi lontani: quello dell’eremita del successo e quello di un neolaureato disilluso. Il film scava nei legami tra generazioni, mostrando che a volte serve uno sguardo diverso per ritrovarsi.
La mia ombra è tua presenta la storia di Vittorio Vezzosi, un celebre scrittore ritiratosi in solitudine dopo un unico successo letterario, e Emiliano, giovane laureato in Lettere antiche incaricato di convincerlo a scrivere un sequel. In appena due righe si svelano le radici del viaggio: un road trip tra paesaggi italiani in una vecchia jeep, che diventa la trama emotiva di un confronto inaspettato e così familiare.
Il film, uscito il 29 giugno 2022, è diretto da Eugenio Cappucci ed è tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi (co-sceneggiatore con Laura Paolucci), e prodotto da Fandango con Rai Cinema. Il cast vede come protagonista Marco Giallini (“Se Dio vuole“,“Beata Ignoranza” e “Perfetti sconosciuti”) nel ruolo di Vittorio, mentre Giuseppe Maggio (La compagnia del cigno, Baby, Sul più bello) interpreta Emiliano.
Completano la squadra Anna Manuelli, Sidy Diop, Claudio Bigagli, Isabella Ferrari (La grande bellezza, Euforia, Saturno Contro).
Un aneddoto: il nome del film cita Sotto il vulcano di Malcolm Lowry, tema caro a Nesi e Cappuccio. E il veicolo scelto, una jeep senza sportelli né parabrezza è simbolo dell’apertura al passato – o forse della fragilità nel presente – in un itinerario che parte dagli appunti per riprendere colore e respiro.
Sul fronte incassi, la pellicola non ha raccolto cifre considerevoli tuttavia la critica online mostra grande attenzione per il lavoro di Cappucci che ottiene una media di 6/10 su IMDb ed un 50% di consensi su Google.
I giudizi della stampa di settore evidenziano la forza delle dinamiche tra le due generazioni in viaggio insieme. La pellicola viene definita una commedia dolce-amara che diverte e fa riflettere, che enfatizza la fotografia del confronto tra sessantenni nostalgici e ventenni infuriati rispetto alle loro responsabilità intergenerazionali. Qualcuno ha accostato il film disponibile stasera su Raiplay ad una delle pietre miliari del cinema internazionale, Il Sorpasso di Dino Risi con Vittorio Gassman, anche se il confronto appare calzante solo per il tema del viaggio.
La trama racconta le vicende di Emiliano De Vito, un neolaureato brillante e introverso, ossessionato dal valore della sua laurea in un mondo che sembra ignorarlo. Vittorio Vezzosi è uno scrittore ritiratosi a vita privata da decenni, con un unico romanzo alle spalle e rifiuto totale dei social. La casa editrice, spinta dalla spinta social degli influencer, ingaggia Emiliano per convincerlo a tornare a scrivere. Nasce così un viaggio in jeep – senza tetto né parabrezza – verso una fiera vintage a Milano, evento in cui Vittorio dovrebbe tornare a parlare in pubblico e rivelare i motivi della sua assenza. Durante il tragitto, emergono le insicurezze, le nostalgie, i rimpianti e le accuse reciproche: a volte cacofonia generazionale, altre volte silenzio rivelatore. Un rapporto padre/figlio nasce nell’asfalto come un fiore resistente.
Con La mia ombra è tua Railay offre un ritratto autentico della frattura generazionale, ma lo fa con leggerezza e riflessione, senza banalizzare. Marco Giallini è perfetto nei panni del “vecchio giovane”, un simbolo vivente della nostalgia in crisi, mentre Giuseppe Maggio regala un ritratto credibile del ragazzo con la laurea nell’armadio e nessun futuro chiaro. Il contrasto funziona: battute seguite da silenzi, sarcasmo seguito da empatia, quotidianità che diventa rito.
Inoltre, il film parla d’identità, memoria e responsabilità. Il road trip diventa metafora dell’esistenza: si parte da dove non si vuole restare e si arriva dove non si era pronti ad andare. Il confronto è serrato, le rivelazioni pungono e le risate non mancano, ma al di là dell’apparenza, c’è un invito serio: non serve essere giovani o famosi per iniziare di nuovo, serve il coraggio di guidare con lo sguardo rivolto alla strada e al cuore.
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