Una poliziotta sotto copertura e un segreto che scotta: affetti, crimine e lealtà spezzata in un thriller italiano su Raiplay.
Un noir teso, radicato e implacabile, dove l’eredità del passato pesa più di qualsiasi colpo di pistola. Su Raiplay il film thriller esordio di una regista italiana, un racconto ricco di pathos in cui i protagonisti finiscono per sentirsi prigionieri delle proprie scelte, incapaci di distinguere dove finisce il dovere e dove inizia il dolore.
La prima dietro la macchina da presa di Lyda Patitucci è un noir urbano asciutto e vibrante dal titolo “Come pecore in mezzo ai lupi” (2023), scritto da Filippo Gravino, prodotto da Groenlandia e Rai Cinema. La protagonista è magistralmente interpretata da Isabella Ragonese (“Un altro mondo”, “Il giorno in più”, “Tutta la vita davanti”), affiancata da Andrea Arcangeli (Omen – L’origine del presagio, Domani è un altro giorno, Il Divin codino). Completano il cast, tra gli altri, Clara Ponsot, Tommaso Ragno, Carolina Michelangeli.
La trama si dipana tra rapine, tensioni familiari e segreti terribili: Vera si è costruita un’identità fredda che le permette di muoversi tra criminali impietosi; Bruno, al contrario, sembra animato da un affetto disperato per la figlioletta. Quando la loro doppia vita si incrocia, il confine tra giustizia e pietà si dissolve, e nel finale drammatico l’unica via di salvezza che emerge è la fuga insieme alla bambina.
Su Google, il film raccoglie un consenso alto, con il 67% degli utenti che ha dichiarato di aver apprezzato molto l’opera. Un giudizio molto simile a quello conseguito sulla piattaforma specializzata IMDb dove la media voto raggiunta si attesta su 6,3/10.
Isabella Ragonese ha ricevuto per la sua interpretazione la candidatura ai David di Donatello come migliore attrice protagonista. L’opera ha ottenuto anche quattro nomination ai Nastri d’argento (Migliore regista esordiente a Lyda Patitucci, Migliore attrice protagonista a Isabella Ragonese, Migliore fotografia a Giuseppe Maio, Miglior montaggio a Giuseppe Trepiccione).
La critica italiana ha accolto positivamente lo stile deciso dell’opera. C’è chi lo ha definito un “sorprendente esordio al femminile, noir, tesissimo ed esplosivo” e chi ha messo in evidenza come i corpi di Ragonese e Arcangeli colpisaono più delle scene d’azione. Lungo l’intera narrazione la tensione emotiva resta sempre in bilico tra desiderio di riscatto e ossessione per la sopravvivenza.
La forza della pellicola da riscoprire selezionandola tra i film thriller italiani disponibili su Raiplay sta forse proprio nell’assenza di un’azione spinta a vantaggio di una tensione crescente che si impossessa dello spettatore pur senza grossi colpi (non solo metaforici).
Come pecore in mezzo ai lupi racconta la banalità del male, l’ambiguità dei ruoli e la solitudine profonda di chi si adopera per un bene impossibile. E’ un film che coinvolge nel profondo perché parla di affetti spezzati, di un volto che ha imparato a non esistere, di un uomo che piange per sua figlia e che resta, malgrado tutto, una pecora tra i lupi.
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