Un film tra thriller distopico e genere fantasy. Su RaiPlay è disponibile un titolo del 2023 che porta il cinema italiano in territori insoliti, mixando scenari post apocalittici, legame con la natura e crescita personale in un racconto che può sembrare fiabesco ma insiste su temi forti legati alla sopravvivenza e alla trasformazione di un mondo sconvolto.

Il titolo è Nina dei lupi, diretto da Antonio Pisu e tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Bertante. La storia si apre con un evento catastrofico: una tempesta solare improvvisa manda in tilt tutte le apparecchiature elettroniche del pianeta, facendo crollare la civiltà organizzata come la conosciamo. Nello stesso giorno, nei pressi di un piccolo paese di montagna, viene trovata una neonata chiamata Nina. Man mano che la società si frantuma, la bambina cresce in un ambiente isolato dal resto del mondo, in una comunità che vive in armonia con la natura e senza alcun supporto tecnologico.

È qui che il film inserito nel palinsesto di Raiplay e presentato alle Giornate degli autori dell’80ª Mostra del cinema di Venezia trova il suo equilibrio tra fantasy distopico e racconto di formazione.

Nina, interpretata da Sara Ciocca, non solo deve fare i conti con la mancanza di tecnologia e con una cultura che la considera diversa, spesso sospettata di essere una “strega” per via dei fenomeni misteriosi che accadono in sua presenza, ma dovrà anche confrontarsi con il mondo esterno e con la brutalità imposta da chi ha abbandonato ogni etica per sopravvivere.

Il cast include anche volti noti del cinema italiano come Sergio Rubini, Sandra Ceccarelli e Cesare Bocci, che interpretano figure cruciali in questo microcosmo post-apocalittico, tra predoni spietati, compagni di viaggio e adulti segnati dal crollo dell’ordine mondiale.

Narrativamente, Nina dei lupi intreccia la dimensione della sopravvivenza con quella del legame con la natura, trasformando il personaggio di Nina in un simbolo di resilienza e potere primordiale. Le sequenze in cui la protagonista fugge nel bosco, impara a convivere con i lupi e scopre gradualmente i propri talenti emergono come i passaggi più suggestivi del film, evocando miti antichi e storie di crescita personale nella natura selvaggia.

Dal punto di vista stilistico, il regista Pisu costruisce un mondo che ricorda i classici della distopia ma lo declina attraverso un’ambientazione fortemente italiana, girata nei paesaggi montani del Trentino dove la natura stessa diventa co-protagonista del racconto.

La rivista Sentieri Selvaggi ha sottolineato come l’interpretazione di Sara Ciocca sia uno dei punti più convincenti della pellicola, capace di passare da momenti di tenerezza a esplosioni di forza interiore senza perdere credibilità. Style Magazine sottolinea sempre a proposito dell’interprete come  “ha solo 15 anni ma è una veterana”. 

Quella da vedere stasera su Raiplay è una pellicola in cui il percorso di crescita della protagonista coincide con la trasformazione del mondo attorno a lei: da un’epoca tecnologica crollata alla legge del più forte, fino alla possibilità di una nuova convivenza con la natura e con le proprie radici più autentiche. È anche una riflessione sui preconcetti, la sopravvivenza e il potere interiore, resa attraverso un linguaggio cinematografico che non rinuncia alla poesia ma non disdegna momenti di violenza e tensione.

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