Se hai voglia di un thriller d’azione che non corra subito verso sparatorie e inseguimenti, ma si prenda il tempo di costruire personaggi, paesaggi e tensione, su RaiPlay c’è un film che merita attenzione. Ha il volto di Liam Neeson, ma stavolta il consueto uomo tormentato dal passato viene inserito in un racconto più malinconico, quasi crepuscolare, dove la violenza pesa prima ancora di esplodere.
È L’ultima vendetta, titolo italiano di In the Land of Saints and Sinners, film del 2023 diretto da Robert Lorenz, trasmesso in prima serata su Rai 2 il 1° settembre 2026 e disponibile anche su RaiPlay. Un titolo rimasto abbastanza nell’ombra rispetto ad altri film interpretati dall’attore nordirlandese e che vale la pena recuperare proprio perché prova ad allontanarsi, almeno in parte, dalla formula che ha caratterizzato molta della sua produzione più recente.
Liam Neeson è un sicario che vorrebbe smettere
Siamo nell’Irlanda del 1974, durante gli anni dei Troubles. Finbar Murphy vive nella piccola comunità costiera di Glencolmcille e cerca di condurre un’esistenza tranquilla. Dietro quell’apparente normalità, però, c’è un uomo che per anni ha lavorato come assassino su commissione.
Finbar vorrebbe chiudere con quel mondo. Il passato, naturalmente, non collabora.
Quando nel villaggio arriva un gruppo di terroristi in fuga, guidato dalla spietata Doireann McCann, interpretata da Kerry Condon, l’equilibrio viene spezzato. Un episodio particolarmente grave coinvolge una ragazza del posto e costringe Finbar a decidere se continuare a nascondersi oppure tornare a usare quella violenza dalla quale stava tentando di prendere le distanze.
Da questo momento il film potrebbe trasformarsi facilmente nel classico revenge movie. Robert Lorenz, invece, rallenta. E proprio questa scelta può dividere il pubblico.
Un western irlandese più che un semplice action
La parte più interessante di L’ultima vendetta sta nella sua evidente anima western. Il villaggio isolato, l’uomo con un passato oscuro, la comunità minacciata da stranieri violenti, il vecchio pistolero che vorrebbe deporre le armi: basterebbe sostituire le coste irlandesi con una cittadina polverosa del West americano e la struttura funzionerebbe quasi nello stesso modo.
Non è casuale. Robert Lorenz ha collaborato a lungo con Clint Eastwood, producendo film come Mystic River, Million Dollar Baby e American Sniper. Quel cinema fatto di uomini anziani, colpa, redenzione e violenza inevitabile sembra riaffiorare continuamente.
RogerEbert.com ha definito il film sostanzialmente un “western esistenziale”, sottolineando come questa interpretazione permetta a Neeson di ritrovare sfumature più controllate rispetto ad alcuni suoi action recenti. The Guardian, pur assegnandogli soltanto due stelle su cinque, ha utilizzato un’espressione molto simile parlando di un vero e proprio “Donegal western”.
È probabilmente questa la chiave migliore per guardarlo.
Se cerchi soltanto ritmo frenetico, potresti trovare lenta soprattutto la parte centrale. Se invece ami i thriller nei quali l’attesa conta quanto l’azione, la prospettiva cambia.
Il Donegal diventa quasi un personaggio
Una parte importante del fascino arriva dai luoghi in quanto il film è stato girato realmente nel Donegal, utilizzando località come Killybegs, Kilcar, Glencolmcille, Ardara e la spettacolare Silver Strand di Malin Beg. Le scogliere, il mare grigio, le strade deserte e i piccoli paesi irlandesi costruiscono un’atmosfera che difficilmente avrebbe funzionato allo stesso modo in studio.
La fotografia sfrutta continuamente questa dimensione: spazi aperti che sembrano offrire libertà e che invece finiscono per rendere i personaggi ancora più soli.
Un cast irlandese che alza il livello
Accanto a Liam Neeson troviamo soprattutto Kerry Condon, candidata all’Oscar per Gli spiriti dell’isola, qui molto efficace nel ruolo della leader terrorista Doireann McCann.
Ci sono poi Ciarán Hinds, Jack Gleeson, Colm Meaney, Sarah Greene e Niamh Cusack. Un cast che permette al film di funzionare anche quando la sceneggiatura procede in maniera piuttosto prevedibile. Gleeson, che molti ricordano soprattutto come Joffrey Baratheon ne Il Trono di Spade, interpreta Kevin Lynch, giovane sicario che introduce nel racconto una nota quasi eccentrica rispetto alla cupezza di Finbar.
Neeson, invece, lavora per sottrazione. Non gli viene chiesto continuamente di dimostrare quanto sia pericoloso. Basta spesso il modo in cui osserva gli altri, o la stanchezza con cui sembra affrontare ciò che sta succedendo.
Cosa ne pensa il pubblico
Le valutazioni raccontano un film accolto abbastanza bene, pur senza entusiasmi assoluti.
Su IMDb L’ultima vendetta ha un punteggio di 6,4 su 10 con circa 33 mila voti. Su Rotten Tomatoes il gradimento della critica arriva invece all’83%, sulla base di 80 recensioni, mentre il pubblico verificato si attesta intorno al 74%. Il consenso dei critici lo considera uno dei thriller d’azione più riusciti interpretati da Liam Neeson negli ultimi anni.
Su RaiPlay, soprattutto se stai cercando un thriller con Liam Neeson meno automatico del previsto, può essere una buona sorpresa: non reinventa il genere, ma lo porta sulle coste irlandesi, gli toglie un po’ di adrenalina e gli aggiunge quella malinconia che spesso rende interessanti gli uomini del cinema quando capiscono che il passato non può essere cancellato.
