Quanto tempo deve passare perché un amore possa dirsi davvero finito? Vent’anni sembrerebbero più che sufficienti. Non per tutti, evidentemente. Se stasera hai voglia di un thriller psicologico su RaiPlay costruito su gelosia, manipolazione e vecchie relazioni mai archiviate, questo film parte da una situazione che inquieta proprio perché invade uno spazio familiare: una donna ritrova l’uomo che frequentava al liceo, scopre che ha ormai una moglie e una figlia e decide di acquistare la casa accanto alla sua.
Disponibile su RaiPlay, Ossessione dal passato è un thriller televisivo statunitense del 2024, diretto da Doug Campbell e scritto da David Chester. Il titolo originale è She’s Obsessed with My Husband, decisamente meno prudente di quello scelto per l’Italia. Prodotto dalla Concord Films per Lifetime Television, dura circa 88 minuti e appartiene a quel filone di suspense domestica che non ha bisogno di serial killer o grandi complotti: basta una nuova vicina con intenzioni molto meno innocenti di quanto sembri.
Sono trascorsi oltre vent’anni da quando Violet e Garrett stavano insieme al liceo. Lui è andato avanti, ha sposato Daisy, ha costruito una famiglia. Lei, invece, continua a considerare quella relazione qualcosa che il tempo non avrebbe dovuto cancellare. A quarant’anni decide così di cercare l’uomo che non ha mai dimenticato e, una volta scoperta la sua nuova vita, compie una scelta che dice già molto sul personaggio: si trasferisce nella casa accanto.
Alissa Filoramo interpreta Violet, mentre Matthew Pohlkamp è Garrett. Aryè Campos veste i panni della moglie Daisy e Taylor Castro quelli della figlia Allison. Completano il cast Andrew Ghai, Sharlize True e CJ Hammond. La fotografia è firmata da Christopher James Jordan, il montaggio da David Wen, mentre Marc Jovani e Scott Reed lavorano alle musiche.
La cosa più efficace nel film è la scelta di evitare una minaccia lontana. Violet non telefona nel cuore della notte da un luogo sconosciuto, non compare soltanto quando la sceneggiatura ha bisogno di alzare la tensione: vive lì accanto. Può osservare, incontrare casualmente Garrett, entrare gradualmente nella quotidianità familiare. È una trovata semplice, persino classica, eppure continua a funzionare perché trasforma qualcosa di rassicurante come il vicinato in uno spazio dove la distanza di sicurezza praticamente scompare.
Se ami i film thriller su RaiPlay, probabilmente riconoscerai presto molti dei meccanismi utilizzati da Doug Campbell. La sceneggiatura non punta sulla grande ambiguità: lo spettatore conosce le intenzioni di Violet e la suspense deriva soprattutto dal capire quanto lontano sarà disposta a spingersi e quando gli altri cominceranno a vedere ciò che noi abbiamo già intuito.
È anche il limite principale del film. Ossessione dal passato non ha la complessità psicologica dei thriller nei quali vittima e persecutore finiscono per confondersi e non cerca davvero di disorientarti. Preferisce procedere attraverso un’escalation di interferenze, menzogne e manipolazioni. Ma, accettata questa natura da film televisivo Lifetime, i suoi 88 minuti scorrono senza inutili deviazioni. È il classico titolo da scegliere quando vuoi suspense immediata e una trama facile da seguire senza impegnarti in una produzione di due ore e mezza.
Alissa Filoramo deve reggere buona parte di questo meccanismo e interpreta Violet insistendo volutamente sulla componente ossessiva. Il personaggio non vuole semplicemente riconquistare un vecchio fidanzato: nella sua testa sta recuperando qualcosa che considera ancora suo. Ed è qui che il film diventa leggermente più interessante della premessa melodrammatica. Il passato viene deformato fino a diventare una specie di diritto acquisito, mentre il presente di Garrett viene percepito come un ostacolo da rimuovere.
Non aspettarti però un consenso critico importante. Su IMDb il film registra attualmente 4,9/10, mentre Rotten Tomatoes mostra un Popcornmeter dell’80%, ma basato su meno di 50 valutazioni, quindi un campione troppo ridotto per considerarlo indicativo del pubblico generale. Ancora più limitato il dato della critica: sulla piattaforma compare una sola recensione conteggiata nel Tomatometer.
Il critico Joe Lipsett di Bloody Disgusting gli assegna comunque 4,5 stelle su 5, apprezzandone apertamente il tono camp, i dialoghi sopra le righe e la dimensione da stalker thriller suburbano.
Alla fine è proprio questa la misura con cui guarderei il film. Non aspettarti una perla nascosta del thriller psicologico, ma un prodotto che conosce bene il pubblico al quale si rivolge. Se ti piacciono le storie di stalking sentimentale, matrimoni messi sotto pressione e persone del passato che ricompaiono con intenzioni tutt’altro che pacifiche, tra i film e le serie da vedere in streaming può essere una scelta curiosa per una serata.
E forse il dettaglio più inquietante resta il più banale: puoi cambiare numero di telefono, evitare un incontro, chiudere una porta. Ma cosa fai quando la persona che vorresti tenere fuori dalla tua vita abita ormai dall’altra parte della siepe? È su questa paura molto concreta che RaiPlay propone un thriller senza grandi sofisticazioni, ma capace di sfruttare fino in fondo l’idea che a volte il passato non bussi alla porta: compra direttamente la casa accanto.
