Se sei appassionato di serie tv non puoi perdere questo lavoro made in Italy che mescola crime, thriller psicologico e mistero. Coprodotto da Rai Fiction e Publispeie trasmessa originariamente su Rai 1 nel  2020, su Raiplay sono ora disponibili gli 8 episodi di Io ti cercherò, fiction diretta da Gianluca Maria Tavarelli e interpretata da Alessandro Gassmann nel ruolo principale di Valerio Frediani, ex poliziotto che si ritrova a inseguire una verità scomoda dopo la morte del figlio. Accanto a lui: Maya Sansa (Sara, vice questore), Andrea Sartoretti (Gianni, fratello di Valerio), Luigi Fedele (Ettore), Zoe Tavarelli (Martina) e Giordano De Plano.

La serie inizia con il ritrovamento sulle sponde del Tevere del corpo del giovane Ettore Frediani. Il caso viene archiviato in fretta come suicidio, ma Valerio, suo padre, non ci crede: Ettore era “innamorato della vita”, impegnato nel sociale, e la versione ufficiale gli suona stonata.

Così Valerio torna a Roma e decide di indagare, riaprendo ferite personali e professionali: il suo passato da poliziotto è macchiato da accuse pesanti (mazzette e droga) e il rapporto col figlio era rimasto pieno di non detti. Nel percorso trova un’alleata cruciale: Sara, vice questore e sua ex, che coglie incongruenze e accetta di non liquidare tutto come una tragedia “semplice”. Più Valerio scava, più emerge una realtà dura e sporca: depistaggi, interessi criminali, violenza e una rete che rende pericoloso anche solo fare domande.

Il pregio più evidente di Io ti cercherò è l’impianto da thriller urbano: Roma viene raccontata con un taglio notturno, a tratti ostile, molto lontano dalle cartoline. La serie punta più sull’ossessione e sul dolore che sul giallo da salotto: Valerio non è l’investigatore brillante che fa collezione di intuizioni, è un uomo che cammina a testate contro il muro della propria colpa e della propria storia.

Alessandro Gassmann regge il peso del personaggio: Valerio è spigoloso, spesso irritante, e proprio per questo credibile. Il suo dolore non è televisivo, è ruvido: la serie lavora bene sulla dimensione del padre che non ha saputo esserlo fino in fondo e che ora tenta di rimediare quando è troppo tardi. Anche Maya Sansa è funzionale al racconto da seguire grazie a Raiplay: Sara non è solo la “spalla”, è la figura istituzionale che prova a tenere insieme umanità e regole, e che allo stesso tempo ha un passato emotivo con Valerio.

All’uscita, molte testate giornalistiche italiane hanno sottolineato la struttura da thriller contemporaneo, con un’attenzione particolare al cast e alla regia di Tavarelli. Il magazine Style del Corriere della Sera presentò la serie come “La disperata indagine di un padre sul misterioso suicidio del figlio”.

La valutazione del pubblico resta alta anche a distanza di anni dalla prima messa in onda: si IMDb: ad oggi  risulta un punteggio medio di 6,5/10 mentre i giudizi favorevoli su Google ragongono addirittura l’83%.

Quella che puoi iniziare a vedere su Raiplay stasera non è una serie tv thriller chiusa ad ogni episodio. C’è una densità, un racconto seriale e stratificato che richiede attenzione e che ti accompagna, nel corso di ciascuno degli otto episodi, ad attendere (e divorare) quello successivo.

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