Due professori agli opposti si sfidano sul mondo digitale: risate e riflessioni in una commedia italiana da riscoprire su RaiPlay.

Hai mai pensato a quanto ci definisce il modo in cui usiamo (o non usiamo) la tecnologia? Quanto i nostri rapporti, anche i più intimi o quotidiani, siano cambiati sotto l’effetto di una notifica, una story, una tastiera?

Se la risposta è sì, allora Beata Ignoranza è il film che potrebbe parlarti più di quanto immagini. E se non ci avevi mai pensato, ti farà sorridere mentre lo scopri. Ora disponibile su RaiPlay, questa commedia italiana del 2017 è una piccola perla nel panorama dei film da vedere in famiglia. Divertente, brillante, ma capace anche di toccare nervi scoperti — quelli della comunicazione tra generazioni, tra teste diverse, tra chi è cresciuto con i libri e chi con gli smartphone.

È una di quelle pellicole che fanno ridere con intelligenza e che, dietro un’apparente leggerezza, nascondono spunti tutt’altro che superficiali. E il merito va soprattutto a Massimiliano Bruno, regista, sceneggiatore e anche attore, che qui firma uno dei suoi lavori più riusciti.

Una sfida tra due mondi opposti, tra social e silenzi

Il motore narrativo è semplice, ma affilato: due professori — amici in gioventù, oggi nemici silenziosi — si ritrovano a insegnare nella stessa scuola, per le stesse classi. Ma sono agli antipodi. Filippo (interpretato da Alessandro Gassmann) è un fanatico della tecnologia: crea app, seduce su Tinder, vive sui social. Ernesto (un sontuoso Marco Giallini) è l’opposto: austero, idealista, analogico fino al midollo, ancora legato al suo vecchio Nokia.

Durante una lite accesa, i due si lanciano una sfida: “Tu non resisteresti un giorno nei miei panni”. Un alunno riprende la scena, la carica online e — boom — la scuola fiuta l’occasione. E così prende forma un curioso esperimento sociale: Filippo dovrà vivere senza tecnologia, mentre Ernesto dovrà immergersi nel mondo digitale.

Un gioco delle parti che diventa un percorso di scoperta, riconciliazione, ma anche di malinconica consapevolezza.

Una regia che sa di teatro, ma con ritmo cinematografico

Massimiliano Bruno, che in carriera ha diretto titoli come Viva l’Italia e Nessuno mi può giudicare, costruisce qui una commedia solida e ricca di trovate brillanti. La sceneggiatura — scritta dallo stesso regista con Herbert Simone Paragnani e Gianni Corsi — gioca con i cliché per smontarli, li utilizza per poi ribaltarli con finezza. Il dialogo è il cuore del film: veloce, arguto, mai banale.

La messa in scena si muove tra il realismo quotidiano della scuola e le intimità domestiche dei due protagonisti. C’è qualcosa di teatrale nella costruzione delle scene, ma mai pesante. Bruno riesce a mantenere un ritmo vivace, e quando serve rallenta, per lasciare spazio alla riflessione.

Giallini & Gassmann: una coppia da ricordare

Uno dei veri motivi per cui questo film, visibile in streaming su RaiPlay, funziona alla perfezione è la chimica tra Marco Giallini e Alessandro Gassmann. Due attori molto diversi, che si completano sullo schermo.

Giallini, con la sua recitazione ruvida e poetica, dà corpo a un personaggio che si crede indistruttibile ma che dentro è fragile. Gassmann, con il suo aplomb da eterno affascinante, riesce a rendere simpatico anche un uomo che, all’inizio, sembra solo superficiale.

I loro scontri verbali sono gustosi, ma ancora più interessanti sono i momenti in cui si osservano senza parlarsi. C’è passato, c’è rimorso, c’è l’affetto che resiste anche nella delusione.

Tre donne, tre sfumature diverse

Nel cast brilla Carolina Crescentini, già vista in serie e film dove ha saputo incarnare ogni lato della femminilità contemporanea. Qui è ironica e intensa. Con lei Valeria Bilello e Emanuela Fanelli, entrambe perfettamente calate nei ruoli, portano delicatezza e forza alla narrazione.

Le donne di Beata Ignoranza non sono solo figure di contorno, ma voci importanti nel racconto di due uomini che si credono nemici ma sono, in fondo, specchi l’uno dell’altro.

Una commedia per il presente che riguarda tutti noi

Beata Ignoranza è una commedia da vedere — o rivedere — perché, pur parlando di un mondo che cambia, parla anche di noi. Di come ci relazioniamo con gli altri. Di quanto siamo disposti a cambiare. Di cosa siamo disposti a imparare, anche da chi la pensa in modo opposto.

Nel tempo della polarizzazione, dei like, dei meme e delle notifiche, questo film su RaiPlay ci ricorda che dietro ogni punto di vista c’è una storia. E che, a volte, basta un passo di lato per capire meglio chi ci cammina accanto.

Cosa ne pensano critica e pubblico

Su IMDb il film ottiene una valutazione intorno al 5,9/10: un punteggio medio, ma che riflette anche le aspettative di chi si aspetta una commedia puramente farsesca. Su Google, il gradimento del pubblico è decisamente più alto, 62%.

Mentre molti spettatori parlano di “commedia intelligente” e di “un duetto attoriale imperdibile”, la stampa italiana ha apprezzato soprattutto la regia solida e il tema attuale, con “La Repubblica” che lo definisce “un film che riesce a divertire mentre riflette sul nostro tempo”, e “Il Fatto Quotidiano” che ha sottolineato come il film “metta in crisi con garbo il nostro rapporto con la tecnologia”.