Una commedia italiana che racconta la collisione ironica tra due mondi opposti, quello della sinistra idealista e quello della destra concreta, che finiscono per scoprirsi irresistibilmente attratti.
Su Raiplay c’è la storia di una passione che nasce dove non dovrebbe, tra pregiudizi e scintille, in un film che gioca con la politica per parlare d’amore e con l’amore per raccontare la politica.

Passione sinistra, diretto da Marco Ponti, è una commedia sentimentale tratta dal romanzo Una passione sinistra di Chiara Gamberale. Uscito nel 2013 e prodotto da Bianca Film e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution, il film ha un’anima brillante ma anche un sottotesto che parla di identità, appartenenza e libertà.

La trama ruota attorno a Nina (interpretata da Valentina Lodovini, già vista in Benvenuti al Sud, Perfetti sconosciuti, 10 giorni senza mamma), una giovane donna di sinistra, ambientalista, impegnata nel sociale, convinta che la politica sia una forma di etica quotidiana. Convive con Bernardo (Vinicio Marchioni, protagonista de Romanzo criminale – La serie, Tutta colpa di Freud, Il contagio), scrittore idealista e un po’ snob, che passa più tempo a criticare la società che a vivere davvero.

Un giorno, nella casa al mare, Nina incontra Giulio (Alessandro Preziosi, noto per la sua partecipazione a Mine vaganti, Maschi contro femmine, I vicerè), un giovane uomo di destra, ricco, superficiale, arrogante e apparentemente incapace di pensare con la propria testa. Due mondi agli antipodi, destinati a scontrarsi. Ma lo scontro si trasforma presto in qualcosa di più profondo: un’attrazione magnetica, irresistibile, che mette in crisi ogni certezza.

Il film gioca con gli stereotipi di classe e di pensiero, portandoli fino al punto in cui si sgretolano davanti alla verità dei sentimenti. Ponti costruisce una commedia dei contrasti, dove le battute e i dialoghi vivaci lasciano spazio a momenti di reale intimità. Nina e Giulio scoprono di essere, in fondo, due persone alla ricerca di autenticità: lei troppo ancorata ai principi per lasciarsi andare, lui troppo vuoto per accorgersi di avere un’anima. L’incontro tra i due è uno specchio che costringe entrambi a guardarsi davvero.

Dal punto di vista registico, Ponti — già autore di Santa Maradona e A/R Andata + Ritorno — mantiene uno stile leggero, dinamico, con un ritmo che non concede pause ma lascia spazio alla riflessione. La fotografia calda e solare accompagna il tono del racconto, spostandosi dai colori saturi della vita urbana a quelli più morbidi e sensuali della casa al mare, dove i protagonisti vivono la loro contraddizione.

Sul fronte della critica, La Stampa definì il film “una commedia intesa a mettere alla berlina entrambe le parti” mentre il Corriere della Sera parlò di una commedia  “prigioniera degli stereotipi”.

Dal punto di vista del pubblico, Passione sinistra ottenne incassi dignitosi, con un buon riscontro televisivo nelle successive repliche. Su IMDb il film ha una valutazione di 5.9/10, mentre gli utenti Google lo premiano con un 61% di gradimento, segno che la pellicola, pur divisiva, sa parlare con onestà a chi la guarda senza pregiudizi.

Soprattutto in un periodo in cui le differenze ideologiche sono tornate a occupare la scena pubblica guardare oggi questo film su Raiplay significa non tanto riflettere sulla politica, ma sul bisogno di riconciliazione e dialogo, anche quando sembrano impossibili. Che è forse il messaggio che Ponti prova a lanciare attraverso un tono leggero ma non superficiale, ironico ma non cinico. Insomma, Passione sinistra è una commedia che sa usare il linguaggio del disincanto senza rinunciare alla tenerezza.

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