In un mondo che sembra avere sempre una musica di sottofondo, c’è una ragazza che quella musica non riesce ad abitarla. Non la capisce, non la sente come gli altri, non la vive come consolazione. Per Livia ogni brano diventa rumore, distorsione, fastidio. Una presenza ostile. Ed è proprio da questa frattura invisibile che parte il film disponibile su RaiPlay, un’opera prima italiana che sceglie una strada insolita per parlare di solitudine, amore e diversità.

“Amusia” è un film del 2022 diretto da Marescotti Ruspoli, con Carlotta Gamba e Giampiero De Concilio nei ruoli principali. Nel cast compaiono anche Fanny Ardant, Maurizio Lombardi e Adriano Chiaramida. La storia ruota attorno a Livia, una giovane donna affetta da amusia, un disturbo neurologico che le impedisce di comprendere e apprezzare la musica. Non è una stranezza, né un capriccio ma una condizione reale, difficile da spiegare proprio perché riguarda qualcosa che per quasi tutti è naturale, quotidiano, immediato.

Livia è cresciuta con questa mancanza addosso. O forse sarebbe meglio dire con questa distanza. Perché il problema non è solo non poter godere della musica: è vivere in un mondo che non capisce il suo disagio. Gli altri ascoltano, ballano, cantano, si commuovono. Lei resta fuori. E quando prova a dire che quei suoni la feriscono, che non riesce a sopportarli, spesso trova incredulità, sospetto, perfino giudizio.

Una notte Livia arriva da sola in un motel e chiede una stanza. È agitata, chiusa, quasi in fuga. Alla reception incontra Lucio, un ragazzo che sembra il suo opposto. Lui lavora lì, ma vive immerso nella musica. Dove Livia prova dolore, Lucio trova respiro. Dove lei sente caos, lui riconosce una forma di salvezza.

Livia e Lucio cominciano a conoscersi dentro uno spazio sospeso, fatto di stanze illuminate al neon, corridoi strani, silenzi lunghi e parole dette con cautela. Lui non può davvero capire cosa significhi vivere senza musica. Lei non riesce a comprendere come una persona possa aggrapparsi proprio a ciò che per lei è insopportabile. Eppure, da questa distanza, nasce una curiosità reciproca.

La trama ha una natura sentimentale, ma è lontana dal romanticismo sdolcinato della più classica storia d’amore. E’ una pellicola diversa dal solito dramma sentimentale che racconta come possano trovare un punto di equilibrio una ragazza che non trova armonia nel mondo e un ragazzo che prova ad avvicinarla. Livia porta con sé una sensazione di estraneità che la accompagna da sempre. Lucio, a sua volta, ha un suo modo di stare al mondo, una sua fragilità. Il loro legame non cancella le differenze ma le attraversa.

La regia di Marescotti Ruspoli punta molto sull’atmosfera. Il film ora su Raiplay è stato girato in prevalenza a Tresigallo, in provincia di Ferrara, e usa quei luoghi geometrici, quasi metafisici, per costruire un mondo leggermente fuori asse. Non sembra mai del tutto realistico, e questa scelta aiuta a entrare nella percezione di Livia. Tutto appare familiare e insieme straniante: le luci, i colori, gli spazi vuoti, le sale da ballo, le camere del motel.

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