Per anni milioni di persone hanno comprato quei bambini dagli occhi enormi credendo di conoscere il nome dell’artista. Quegli sguardi malinconici, un po’ kitsch e un po’ ipnotici, erano diventati un fenomeno popolare negli Stati Uniti degli anni Cinquanta e Sessanta. Stampe, poster, riproduzioni, gallerie piene, pubblico diviso tra entusiasmo e disprezzo critico. Il nome celebrato era quello di Walter Keane. La mano, però, era un’altra.
È da questa menzogna che nasce Big Eyes, film di Tim Burton disponibile su RaiPlay, uno dei titoli più curiosi nella filmografia del regista americano ispirato ad una storia realmente accaduta. Non il Burton più gotico, non quello dei mondi fantastici abitati da creature marginali e fiabesche. Qui il mostro è molto più ordinario: un uomo brillante nel vendersi, capace di trasformare il talento della moglie in un marchio personale, fino a cancellarla dalla sua stessa opera.
La protagonista è Margaret Keane, interpretata da Amy Adams. E’ una donna in fuga da un matrimonio fallito, con una figlia da proteggere e una vita da ricostruire. Dipinge volti di bambini con occhi enormi, sproporzionati, immediatamente riconoscibili. Non sono quadri accolti con rispetto dall’ambiente artistico più severo, ma piacciono al pubblico. Hanno qualcosa di diretto, sentimentale, quasi ingenuo.
Il marito Walter, interpretato da Christoph Waltz, capisce in fretta una cosa: quei quadri possono diventare un affare. Lui ha parlantina, presenza, faccia tosta. Margaret ha talento, ma non ha lo stesso spazio nel mondo. In un’America in cui il mercato dell’arte è ancora dominato dagli uomini, Walter si prende la scena e comincia a firmare, raccontare, vendere come proprie le opere della moglie.
La bugia diventa abitudine, poi sistema, poi prigione. Ed è qui il vero cuore del film proposto da Raiplay. “Big Eyes” racconta una forma di possesso domestico in cui Walter non ruba soltanto dei quadri ma una reputazione, la possibilità di dire “li ho dipinti io”.
Nel finale la storia arriva alla sua resa dei conti, senza bisogno di trasformarsi in melodramma urlato. La vera Margaret Keane rivendicò pubblicamente la paternità delle opere e affrontò anche una battaglia legale contro l’ex marito; in tribunale, secondo le ricostruzioni riportate anche dalla stampa americana, fu chiesto a entrambi di dipingere per dimostrare chi fosse l’autore reale dei celebri quadri.
Per la sua interptazione Amy Adams è stata premiata con il Golden Globe, per quella malinconia limpida che riesce a trasmettere al personaggio.
Big Eyes è un film biografico del 2014, diretto e co-prodotto da Tim Burton, scritto da Scott Alexander e Larry Karaszewski, gli stessi sceneggiatori di Ed Wood, altro ritratto burtoniano dedicato a un personaggio eccentrico del mondo dello spettacolo.
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