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Cantine Aperte in Campania, ecco il programma 2021.

Ritornano gli appuntamenti con Cantine Aperte in Campania con un programma per il 2021 che prevede percorsi enoturistici nelle province di Avellino, Benevento, Napoli e Salerno,

Nell’ultimo sabato e nell’ultima domenica di maggio torna, dunque, Cantine Aperte, che è diventato, negli anni, un appuntamento cult per gli appassionati del settore ma anche per chi, alla classica gita fuori porta abbia voglia di abbinare i tesori delle cantine più suggestive.

L’appuntamento, griffato Movimento Turismo del Vino, è fissato per il 29 e 30 maggio 2021 con replica il 19 e 20 giugno 2021, e coinvolgerà molti produttori della regione Campania.

Anche in Campania, Cantine Aperte si svolgerà nel segno dell’accoglienza e della condivisione di interessanti momenti conviviali.

Attenzione: il presente elenco potrebbe variare per cambi di programma, nuove adesioni o errori in fase di trascrizione. Si prega sempre di contattare le aziende coinvolte o di controllare eventuali modifiche dell’ultimo minuto sul sito ufficiale della manifestazione.

Cantine Aperte Avellino

In provincia di Avellino hanno aderito all’iniziativa cantine aperte in Campania

  • Antico Castello C.da Poppano, 11 bis San Mango Sul Calore (AV) Telefono 3408062830
  • Azienda Agricola Tenute Casoli, Via Roma 28, Candida (AV) Telefono 0825 22433
  • Cantine Sanpaolo Via Aufieri 25 Torrioni (AV) Telefono 0825 998977
  • Feudi Di San Gregorio Località Sorbo Serpico (AV) Telefono 0825986683
  • Mastroberardino Via Manfredi 75/81Atripalda (AV) Telefono 0825614111
  • Tenuta Cavalier Pepe Via Francesco De Sanctis Sant’angelo All’esca (AV) Telefono 082773766

Cantine Aperte Benevento

Nel Sannio, Cantine Aperte toccherà le seguenti aziende:

  • Fattoria La Rivolta Contrada Rivolta Torrecuso (BN) Telefono 0824872921
  • Societa’ Agricola Mustilli Via Caudina, 10 Sant’agata De’ Goti (BN) Telefono 0823718142

Cantine Aperte Napoli

In provincia di Napoli hanno aderito a cantine aperte

  • Bosco de’ Medici – Via Antonio Segni, 41 Pompei (NA) Telefono 0818564040
  • Cantina Del Vesuvio Winery Via Tirone della Guardia, 18 Trecase (NA) Telefono 0815369041
  • Sorrentino Vini Via Fruscio Boscotrecase (NA) Telefono 0818584963

Cantine Aperte Salerno

In provincia di Salerno hanno aderito:

  • Tenuta Mainardi, località Acquara Telefono 08281897465

Nota Bene.

L’elenco potrebbe prevedere nuove cantine che si aggiungono all’ultimo momento. Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale del Movimento Turismo del Vino.

Al via Cantine Aperte in Campania, leggi il programma 2021.

Ritornano gli appuntamenti con Cantine Aperte in Campania con un programma per il 2021 che prevede percorsi enoturistici nelle province di Avellino, Benevento, Napoli e Salerno,

Nell’ultimo sabato e nell’ultima domenica di maggio torna, dunque, Cantine Aperte, che è diventato, negli anni, un appuntamento cult per gli appassionati del settore ma anche per chi, alla classica gita fuori porta abbia voglia di abbinare i tesori delle cantine più suggestive.

L’appuntamento, griffato Movimento Turismo del Vino, è fissato per il 29 e 30 maggio 2021con replica il 19 e 20 giugno 2021, e coinvolgerà molti produttori della regione Campania.

Il format è ormai consolidato e vede le cantine che aderiscono al Movimento aprire le proprie porte ai visitatori che avranno modo di trascorrere un’intera giornata attraverso i vigneti e le zone di produzione, i silos per la conservazione e le linee di imbottigliamento.

Una formula che, negli anni, ha visto aumentare la curiosità di chi ha sposato quella che è una vera e propria filosofia, che parte dalla produzione per arrivare al consumo del vino.

Nelle aziende che aderiscono all’iniziativa ci sarà la possibilità non solo di conoscere i segreti e le curiosità delle più celebri docg ma anche di scoprire i metodi di lavorazione e di affinamento.

Per l’edizione 2021, ovviamente, ci sarà qualche regola in più da rispettare, per garantire che le giornate di promozione si svolgano nella massima sicurezza per tutti. Prenotazione è la parola d’obbligo, per evitare che nelle cantone aderenti si creino assembramenti.

Non mancheranno, come è ovvio, gli assaggi, le degustazioni e gli abbinamenti con i prodotti locali suggeriti dagli stessi vignaioli.

Anche in Campania, Cantine Aperte si svolgerà nel segno dell’accoglienza e della condivisione di interessanti momenti conviviali.

Attenzione: il presente elenco potrebbe variare per cambi di programma, nuove adesioni o errori in fase di trascrizione. Si prega sempre di contattare le aziende coinvolte o di controllare eventuali modifiche dell’ultimo minuto sul sito ufficiale della manifestazione.

Cantine Aperte Avellino

In provincia di Avellino hanno aderito all’iniziativa le cantine:

  • Antico Castello C.da Poppano, 11 bis San Mango Sul Calore (AV) Telefono 3408062830
  • Azienda Agricola Tenute Casoli, Via Roma 28, Candida (AV) Telefono 0825 22433
  • Cantine Sanpaolo Via Aufieri 25 Torrioni (AV) Telefono 0825 998977
  • Feudi Di San Gregorio Località Sorbo Serpico (AV) Telefono 0825986683
  • Mastroberardino Via Manfredi 75/81Atripalda (AV) Telefono 0825614111
  • Tenuta Cavalier Pepe Via Francesco De Sanctis Sant’angelo All’esca (AV) Telefono 082773766

Cantine Aperte Benevento

Nel Sannio, Cantine Aperte toccherà le seguenti aziende:

  • Fattoria La Rivolta Contrada Rivolta Torrecuso (BN) Telefono 0824872921
  • Societa’ Agricola Mustilli Via Caudina, 10 Sant’agata De’ Goti (BN) Telefono 0823718142

Cantine Aperte Napoli

In provincia di Napoli hanno Aderito

  • Bosco de’ Medici – Via Antonio Segni, 41 Pompei (NA) Telefono 0818564040
  • Cantina Del Vesuvio Winery Via Tirone della Guardia, 18 Trecase (NA) Telefono 0815369041
  • Sorrentino Vini Via Fruscio Boscotrecase (NA) Telefono 0818584963

Cantine Aperte Salerno

In provincia di Salerno hanno aderito:

  • Tenuta Mainardi, località Acquara Telefono 08281897465

Nota Bene.

L’elenco potrebbe prevedere nuove cantine che si aggiungono all’ultimo momento. Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale del Movimento Turismo del Vino.

Leggi anche: le strade del Vino in Campania

Aglianico, il vino dei contadini irpini che nobilita la cucina dai toni forti

L’aglianico, per quanto nobilitato e raffinato, rimane il vino dei contadini irpini.

La sua duttilità non deve trarre in inganno per gli abbinamenti gastronomici.

Se volete apprezzarne il suo gusto principale dovete farlo “morire” sui mugliatielli, meglio se arrostiti o su una maccaronara al sugo di maiale.

Ha un potere pulente importante che è in grado di equilibrare i grassi delle pietanze e i condimenti più pesanti.

I formaggi e l’Aglianico,

In quanto rosso corposo, ovviamente, si sposa bene anche con formaggi mediamente stagionati, caciocavalli podolici, carmasciano con tre e sei mesi di stagionatura.

Gli insaccati e l’Aglianico.

Gli insaccati artigianali tipici della terra d’Irpinia soppressate, capicolli e pancetta sono delle alternative valide. Se si sceglie un aglianico giovane, anche la pizza risulta essere un abbinamento particolarmente apprezzabile.

Rimarcando il suo spirito contadino va senza dire che è il vino d’elezione delle gite fuori porta e per tanto si esalta con pizze chiene e pizze con l’erba.

 

Pacchero con straccetto di scottona e ridotta di aglianico

Altra pietanza da preparare utilizzando l’aglianico per sfumare sono i paccheri con guanciale, alloro e ginepro.

In tal caso, il vino nobilita il soffritto che viene poi unito alla pasta che andrà condita con pecorino e finocchietto selvatico fresco, e ne diventa un accompagnamento alla pietanza.

L’Aglianico ed i secondi piatti

Per chi è alla ricerca di gusti più raffinati, diventa non solo accompagnamento, ma anche ingrediente principe di straccetti di manzo o bovino all’aglianico.

Impanati e fritti ed irrorati con una buona dose di aglianico, insaporiti con bacche di ginepro e salvia.

Anche le carni rosse alla brace possono essere “rinfrescate” da un buon bicchiere d’aglianico, soprattutto se grasse, come l’asado, per chi vuole farne un piatto d’elitèe ma che altro non è che la coperta di costata, economica e grassosa e per questo in giusto connubio con l’aglianico.

Per carni più pregiate sarebbe preferibile optare per un vino più morbido e corposo.

L’Aglianico ed il baccalà

baccalà alla pertecaregna

Per rimanere in tema di gastronomia locale, da non sottovalutare l’abbinamento con il baccalà, almeno per tutte le ricette dove non si usa il limone e dunque col baccalà con i peperoni, fritto ed alla pertecaregna.

Sostandosi dalla cucina locale, l’aglianico risulta un complemento ideale per il fegato alla veneziana, con le cipolle, e con polenta se accompagnata da sughi imponenti.  Sempre grazie ai suoi toni ruvidi, si accompagna anche a piatti con acciughe ed alici, della cucina siciliana e costiera in genere.

Ovviamente va evitato su formaggi freschi, sughi con panna e besciamella e con tutto ciò che contiene limone.

Per il post pasto, anche se stagionale, accompagna bene frutta secca come noci e mandorle ed è imprescindibile con le caldarroste.

Il Touring Club esalta i Vini Irpini sulla guida “Vinibuoni d’Italia” 2019.

Irpinia del vino protagonista anche per il Touring Club Italiano.

In Campania, le cantine avellinesi fanno ancora una volta il pieno di riconoscimenti in Vinibuoni d’Italia 2019, la guida del Tci che mette in evidenza le eccellenze della vitivinicoltura autoctona italiana.

La guida Vinibuoni d’Italia promuove i vini ottenuti da vitigni autoctoni, vale a dire quelli che maggiormente esprimono il legame con il territorio in cui vengono prodotti e che rappresentano un testimone prezioso dell’identità e della cultura più radicata in quel luogo.

E per una terra, l’Irpinia, che ha nei suoi vitigni uno dei fiori all’occhiello non solo del settore enologico ma in generale della sua stessa economia, ecco che vedere ben 16 aziende citate è sicuramente motivo di orgoglio e di conferma dell’ottimo lavoro che, anno dopo anno, viene svolto nei vigneti ed in cantina.

I premi di Vinibuoni d’Italia

I vini che i coordinatori di Vinibuoni d’Italia hanno hanno premiato con la Corona e con la Golden star rappresentano il meglio di quanto la storia enologica italiana ha trasmesso in termini di unicità e di diversità degli ambienti e dei paesaggi, offrendo l’opportunità a chi ama il vino di esplorare caratteristiche di territori e di vitigni mai uguali e mai emuli gli uni rispetto agli altri.

Ecco i vini irpini che hanno ottenuto, da parte dei coordinatori regionali di Vinibuoni d’Italia, il riconoscimento della Corona:

Benito Ferrara – Irpinia Doc Aglianico Vigna Quattro Confini 2016

Cantine Antonio Caggiano – Greco di Tufo Docg Devon 2017

Cantine Cennerazzo – Greco di Tufo Docg Sphera 2016

Colli di Lapio – Greco di Tufo Docg Alèxandros 2017

Fiorentino – Taurasi Docg 2013

Guido Marsella – Fiano di Avellino Docg 2015

Luigi Tecce – Taurasi Docg Riserva Puro Sangue 2013

Mastroberardino – Campania Igt Bianco Nero a Metà 2017

Mastroberardino – Fiano di Avellino Docg Radici 2017

Mier Vini – Fiano di Avellino Docg Bianco Fiore 2017

Orneta – Fiano di Avellino Docg 2017

Tenuta Cavalier Pepe – Greco di Tufo Docg Grancare 2016

Tenuta Sarno 1860 – Fiano di Avellino Docg Sarno 1860 2017

Tenute Casoli – Taurasi Docg Armonia 2012

Le Golden Star sono state invece assegnate a:

Feudi di San Gregorio – Irpinia Doc Aglianico Serpico 2014

Quintodecimo – Irpinia Doc Falanghina Via del Campo 2017

Torricino – Fiano di Avellino Docg Serrapiano 2016

Antica Hirpinia e Taurasi,la storia di un amore che dura da oltre 50 anni

Quello che unisce una delle più prestigiose aziende vitivinicole irpine al suo territorio di appartenenza è un amore lungo, profondo, immortale.

E’ cosa ben nota l’attaccamento della cantina Antica Hirpinia al comune di Taurasi, nascendo proprio come Enopolio di Taurasi Società Cooperativa nei primi anni Sessanta e producendo vini da sempre espressione del territorio e delle sue peculiarità.

Il famigerato Taurasi DOCG, primo fra tutti, inebriante eccellenza dell’enologia campana universalmente riconosciuto come tale, della quale Antica Hirpinia vanta la prima bottiglia che si è potuta fregiare della denominazione di origine controllata e garantita.

Era il 1993 e la fascetta numero AAA 000 0001 fu posta sul collo della bottiglia che, divenuta storica, tuttora è custodita nel caveau aziendale ed è oggetto di visite da parte di appassionati ed esperti di settore.

Le visite in cantina

E proprio le visite in cantina, con annesse degustazioni, sono uno dei punti di attrazione principali di Antica Hirpinia.

Un modo questo per apprezzare da vicino tutto l’affascinante lavoro che c’è dietro un vino di gran spessore e per respirare dal vivo tutto l’incanto che si cela dietro le attività di cantina.

Ma anche un’occasione importante per scoprire, o riscoprire, le bellezze del territorio irpino e dei suoi bei borghi.

Il Comune di Taurasi

Taurasi, nello specifico, lungo la cui strada la cantina è ubicata. Con il suo castello, le caratteristiche stradine, gli antichi mestieri, il comune dà il nome al vino rosso, principe del Sud Italia e tra i più pregiati al mondo.

L’origine del paese è riconducibile all’epoca altomedioevale durante la dominazione longobarda e le prime notizie sul borgo risalgono solo al X secolo.

Visitare l’azienda, infatti, rappresenta anche l’occasione perfetta per girare tra i vicoli del bel comune irpino, che affascina i tanti visitatori provenienti dalle più disparate provenienze.

Il complesso, di circa 6000 mq, consta in un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini, con sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

Tra le bottiglie di punta del comparto produttivo c’è proprio il Taurasi, l’elegante e complesso rosso d’Irpinia che la cantina produce come Cru di Aglianico proveniente dai vigneti di Fontanarosa.

Un vino ottenuto attraverso una vendemmia manuale e selezione dei grappoli in vigna. Macerazione a freddo, pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata per almeno 14 giorni del mosto in fiore rappresentano i primi step della sua vinificazione.

A seguire, affinamento di 6 mesi a temperatura controllata in vasche di cemento, prima dell’affinamento in barrique e tonneau di rovere francese per almeno 18 mesi e affinamento in bottiglia per 12 mesi.

Ciò che ne risulta è un vino corposo e dai sentori molto netti e persistenti, che si sposa ottimamente con formaggi stagionati, carni arrosto oppure con una saporita anatra all’arancia.

Un vino che rappresenta da sempre uno dei maggiori motivi di orgoglio della produzione vinicola campana, irpino nel suo nome e nella sua più profonda essenza.

  • Per guardare da vicino la prima bottiglia di Taurasi DOCG e potersi immergere nell’atmosfera di una delle più importanti cantine del territorio irpino, l’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av). Per informazioni e contatti: 0827 74730. Sito web

I vini di Antica Hirpinia: storia e innovazione, esperienza e passione.

Immersa nel più tipico paesaggio irpino, in una natura ancora incontaminata e da sempre rigogliosa, l’azienda vitivinicola Antica Hirpinia rappresenta una delle eccellenze della provincia di Avellino nella produzione di vini di elevata qualità.

Esperienza, passione, storia e innovazione sono i capisaldi di una realtà di successo che vanta, tra le altre cose, anche il primato di aver prodotto la prima bottiglia di Taurasi con la prestigiosa denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

Tale fascetta numero AAA 000 0001, assegnata nel 1993 e posta sul collo di questa storica bottiglia, è ancora gelosamente custodita nella cantina, attrazione per winelovers e curiosi da tutto il mondo.

La storia di Antica Hirpinia

Ricostruire la storia dell’azienda Antica Hirpinia significa fare un passo indietro fino ai primi anni Sessanta quando, fondata dalla Regione Campania come “Enopolio di Taurasi Società Cooperativa a.r.l”, produce i suoi vini in uno dei luoghi maggiormente vocati alla vinificazione.

Da fine anni Ottanta cambia il nome in Antica Hirpinia e con il tempo, da ex cooperativa, diviene s.r.l. a inizio 2016 con l’ingresso di nuovi soci.

La produzione

Attualmente la nota cantina irpina ha attestato la sua produzione su circa 400.000 bottiglie annue, in un processo di continua crescita e di sviluppo costante sotto tutti i punti di vista. A livello produttivo, infatti, può vantare l’autorevole consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella, uno dei punti di riferimento nel settore a livello mondiale.

Una figura di elevato spessore umano e professionale che ha investito tempo e impegno nel territorio irpino, credendo in tutte le sue infinite potenzialità espressive.

Non a caso Wine Enthusiast ha già premiato sia il Fiano di Avellino DOCG sia il Greco di Tufo DOCG Antica Hirpinia con la brillante votazione di 86 centesimi.

Oltre ai due bianchi eleganti e minerali, il comparto produttivo include l’Irpinia Falanghina DOC, l’Irpinia Coda di Volpe DOC, l’Irpinia Rosato DOC, l’Irpinia Aglianico DOC, il Taurasi DOCG e il Roserpina spumante, sempre da vitigno 100% aglianico.

Si tratta in tutti i casi di vini CRU, quindi monovitigno e per questo ancora più preziosi a livello di naso e di palato.

I Vigneti

I vigneti di proprietà, circa 40 ettari, sono dislocati negli areali DOCG irpini e vengono trattati con un approccio sostenibile, mirato alla minimizzazione di ogni tipo di impatto ambientale.

Essi sono impiantati sulle soleggiate colline dell’Irpinia, a un’altitudine tra i 300 e 600 metri sul livello del mare, e sono caratterizzati da strutture di tipo argilloso-calcareo, poveri di sostanze organiche e ricchi invece di elementi potassici e fosfati.

I vini che ne risultano seguono la filosofia aziendale che unisce il rispetto del territorio di origine, da secoli vocato alla produzione di vini eccellenti, alla volontà di sperimentare e innovare per offrire un prodotto unico e caratteristico del nome che porta.

Le visite in cantina

Quotidianamente la cantina, situata proprio alle porte di Taurasi, accoglie al suo interno tecnici del settore, esperti, amanti o semplici curiosi della cultura enologica, per visite guidate e degustazioni alla scoperta delle meraviglie di un settore affascinante e denso di sfaccettature.

Il complesso, di circa 6000 mq, consta in un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini, con sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

Un ulteriore aspetto degno di nota, infine, è l’impegno di Antica Hirpinia nel lavorare in un regime sostenibile, dalle attività della vigna alla scelta di un packaging composto di carta riciclabile e vetro leggero.

Nell’ottica, dunque, della “natura che rispetta la natura”.

  • Prossimo Evento: Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre 2017  –
  • Cantine aperte in Vendemmia con Aperitivo e visita guidata in  cantina, pranzo in sala degustazione, visita pomeridiana al borgo di Taurasi e allo splendido Castello Marchionale.  Possibilità di pernottamento – Altre info sull’evento facebook

L’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av). Per informazioni e contatti: 0827 74730. Sito web www.anticahirpinia.it

Vitignoitalia 2017, da Napoli la risposta made in sud al Vinitaly.

Alla scoperta del mondo del vino nell’incantevole scenario di Castel dell’Ovo a Napoli.

Vitignoitalia si è ormai consolidato come la risposta napoletana al Vinitaly di Verona e per l’edizione 2017 promette, come sempre, di non deludere le attese.

Saranno circa 100 gli espositori provenienti da tutta Italia che prenderanno parte alla XIII edizione del Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani in programma a Napoli dal 21 al 23 maggio 2017.

Vitignoitalia punta a mettere in primo piano la produzione autoctona e la scelta di una capitale del sud per promuovere la migliore produzione italiana non è casuale.

Le regioni meridionali sono, infatti, tra quelle emergenti in tema di produzione di vini di qualità in Italia e l’Irpinia, con le sue tre Docg, ricopre in tale contesto un ruolo di primo piano.

L’elenco completo delle cantine che parteciperanno alla kermesse ancora non è stato diffuso ma dai primi nomi che trapelano, arriva la conferma che anche per il 2017  il salone partenopeo è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano.

Durante la tre giorni di Vitignoitalia le aziende presenti avranno modo di incontrare buyers e distributori stranieri, per una vetrina rafforzata dal contesto ambientale in cui si svolge: non un freddo padiglione di un polo fieristico ma uno dei più suggestivi borghi italiani, nel cuore del Golfo di Napoli, con il suo trecentesco Castel dell’Ovo.

In programma eventi, degustazioni, incontri, dibattiti con al centro il meglio della produzione italiana e meridionale in particolare.

Come sempre folta la rappresentativa di cantine campane che prenderà parte all’evento. Tra i primi ad aver confermato la propria partecipazione:

Cantina Sertura, Fonzone, Feudo di Castel Mozzo, Iovine, la Guardiense, Alambicco Rosso, Alabastra, Mario Portolano, Alois, Cantina di Lisandro, Alma de Lux, Castelle, Cobellis, Collefasani Cantine, La Molara, La Vinicola del Titerno, Mastroberardino, Podere 1825, Salvatore Martusciello, Azienda Agricola San Salvatore, Cantona del Taburno, Cantina Riccio, De Santis, Cantine Federiciane Monteleone, Azienda Agricola Vestini Campagnano, Poderi Foglia.

Vinitaly 2017, l’Irpinia nella top 10 degli espositori. Ecco l’elenco

L’Irpinia del vino si prepara a sbarcare da protagonista alla cinquantunesima edizione del Vinitaly, il più importante salone mondiale dedicato al mondo del vino, che aprirà i battenti a Verona il prossimo 9  aprile 2017 per chiuderli il 12.

A curare la regia della vetrina delle grandi Docg irpine sarà, ancora una volta, la Camera di Commercio di Avellino, che ha coordinato la spedizione delle aziende sotto quel brand “Irpinia” che, però, da quest’anno, torna a campeggiare nel padiglione della Regione Campania, dopo che per tre anni aveva tentato una corsa in solitario, distinguendosi dalle altre province campane.

L’Irpinia del vino, dunque, dopo l’avvicendamento ai vertici dell’ente camerale tra Costantino Capone (che era stato il promotore della “scissione”) e Oreste La Stella, rientra per così dire all’ovile, e si presenterà a Verona Fiere a braccetto con le altre realtà produttrici regionali.

All’edizione 2017 del Vinitaly, l’Irpinia sarà presente con un proprio spazio espositivo all’interno dell’area B, quella destinata alla Campania, con 74 stand assegnati alle cantine irpine tramite la Camera di Commercio, alcuni dei quali condivisi da associazioni temporanee sorte ad hoc.

Ciò che salta all’occhio, anche quest’anno, come già accaduto lo scorso anno, è il numero delle aziende che hanno risposto all’invito della Camera di Commercio di Avellino e che presenteranno i propri prodotti a Verona Fiere, numeri che confermano una forte parcellizzazione ma che certamente non corrispondono all’equazione più cantine uguale più produzione e più profitto:

delle 256 etichette campane presenti, ben 113, quasi il 50%, sono irpine.

A rappresentare il resto della Campania ci saranno:

  • 46 aziende della provincia di Benevento,
  • 31 della provincia di Napoli,
  • 31 della provincia di Caserta
  • 35 della provincia di Salerno

L’Irpinia sarà la settima provincia, in termini numerici, con più cantine al Vinitaly, la prima in tutto il centro-sud.

Numeri maggiori, infatti, tra gli espositori, si registrano solo per le province di

  1. Cuneo (con ben 355 cantine in mostra),
  2. Siena (316),
  3. Verona (238),
  4. Treviso (179),
  5. Firenze (160)
  6. Asti (127),
  7. Avellino (113), Brescia (113).

Ecco l’elenco delle Aziende vinicole Irpine presenti al Vinitaly 2017

  1. AGRICOLA BELLARIA S.r.l.
  2. AGRICOLA IRPINA S.r.l.
  3. AMARANO
  4. ANTICA HIRPINIA
  5. ANTICO BORGO S.a.s.
  6. ANTICO CASTELLO SOCIETA’ AGRICOLA S.a.s. di ROMANO FRANCESCO & C.
  7. AZIENDA AGRICOLA “DELL’ANGELO” di FRANCA TROISI
  8. AZIENDA AGRICOLA ANTONIO CAGGIANO S.S.
  9. AZIENDA AGRICOLA COLLINE DEL SOLE
  10. AZIENDA AGRICOLA DE BEAUMONT
  11. AZIENDA AGRICOLA FIORENTINO – PATERNOPOLI
  12. AZIENDA AGRICOLA FOLLO GIOVANNI
  13. AZIENDA AGRICOLA GUASTAFERRO RAFFAELE
  14. AZIENDA AGRICOLA LA MOLARA S.r.l.
  15. AZIENDA AGRICOLA MOLETTIERI GIOVANNI
  16. AZIENDA AGRICOLA PERILLO
  17. AZIENDA VINICOLA CONTEA DE ALTAVILLA
  18. AZIENDA VITIVINICOLA DI PRISCO
  19. AZIENDA VITIVINICOLA GUIDO MARSELLA
  20. AZIENDA VITIVINICOLA PATERNO S.a.s.
  21. BARRASSO LUCIANO
  22. BENITO FERRARA AZIENDA AGRICOLA di FERRARA GABRIELLA
  23. BOCCELLA SERGIO AZIENDA AGRICOLA
  24. BORGODANGELO SOC. AGRICOLA S.r.l.
  25. CALAFE’ DI BENITO PETRILLO
  26. CAMERA COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DI AVELLINO
  27. CANTINA BAMBINUTO SOCIETA’ AGRICOLA S.a.s.
  28. CANTINA COLLI DI CASTELFRANCI S.r.l.
  29. CANTINA DEI MONACI di COPPOLA MARIA
  30. CANTINA DEL BARONE DI SARNO LUIGI
  31. CANTINA RICCIO – AZIENDA AGRICOLA GIUSEPPE DE MARCO
  32. CANTINE BUONANNO
  33. CANTINE CATENA AZIENDA AGRICOLA di D’AGOSTINO ANGELO ANTONIO
  34. CANTINE DE SANTIS FELICE
  35. CANTINE DI MARZO S.S.
  36. CANTINE DI TUFO S.n.c. di LA MARCA GIOVANNI & C.
  37. CANTINE MACCHIE SANTA MARIA
  38. CANTINE RUSSO di MARCELLA RUSSO
  39. CANTINE TERRANERA S.r.l
  40. CASE D’ALTO AZIENDA AGRICOLA
  41. CENNERAZZO S.r.l. SOC. AGRICOLA
  42. CIRO PICARIELLO
  43. COLLE DI SAN DOMENICO
  44. COLLI DI LAPIO di ROMANO CLELIA
  45. CONSORZIO DEI PRODUTTORI VITIVINICOLI
  46. CONSORZIO HISTORIA ANTIQUA SOCIETA’ AGRICOLA A R.L.
  47. CONSORZIO TUTELA VINI D’IRPINIA
  48. CONTRADA MICHELE
  49. CONTRADE DI TAURASI S.S.
  50. CONTRADE DI TAURASI S.S.
  51. D’AIONE S.r.l. SOCIETA’ AGRICOLA
  52. D’ANTICHE TERRE S.a.s.
  53. DE’ GAETA
  54. DE LISIO CANTINE
  55. DI MEO AZIENDA AGRICOLA
  56. DISTILLERIA CARPENITO di CARPENITO DISTRIBUZIONE SPIRITS Srls
  57. DIVERSI VIGNAIOLI IRPINI
  58. DONNACHIARA S.r.l. SOCIETA’ AGRICOLA
  59. FATTORIA DE LILLO – AZIENDA AGRICOLA DE GUGLIELMO
  60. FEUDI DI SAN GREGORIO AZIENDA AGRICOLA – SIRCH
  61. FEUDI DI SAN GREGORIO AZIENDE AGRICOLE S.p.A.
  62. FEUDO APIANO – Az. Agr. Biologica Angelo Silano
  63. FILADORO GIUSEPPA
  64. FONZONE CACCESE S.a.s.
  65. GIULIA E ANTONIO S.a.s. di GIULIO CASPARRIELLO
  66. I CAPITANI SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l.
  67. I FAVATI di PETROZZIELLO ROSANNA
  68. I GAUDI AZIENDA AGRICOLA di GIUSEPPE SARNO
  69. IL CANCELLIERE DI PIZZA RITA
  70. LA CASA DELL’ORCO AZIENDA AGRICOLA di MUSTO PELLEGRINO
  71. LE MASCIARE SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l.
  72. LE ORMERE S.a.s.
  73. LE OTTOTERRE COOPERATIVA AGRICOLA
  74. LUNANERA S.r.l.
  75. MACCHIALUPA S.r.l.
  76. MACCHIONI S.r.l.
  77. MASTROBERARDINO S.p.A.
  78. MIERVINI TAURASI di TRANFAGLIA FLORA
  79. MOLETTIERI ADELINA AZIENDA AGRICOLA
  80. MOLETTIERI SALVATORE
  81. MONTESOLE AZIENDA AGRICOLA COLLI IRPINI S.R.L.
  82. NARDONE NARDONE DOMENICO
  83. PETILIA AZIENDA AGRICOLA
  84. PIETRACUPA AZIENDA AGRICOLA
  85. QUINTODECIMO
  86. ROCCA DEL PRINCIPE di FABRIZIO AURELIA
  87. SANPAOLO AZIENDA AGRARIA S.r.l.
  88. SERTURA SOCIETA’ AGRICOLA SRL
  89. SOCIETA’ AGRICOLA NATIV S.r.l.
  90. SOCIETA’ AGRICOLA NATIV S.r.l.
  91. STEFANIA BARBOT AZIENDA AGRICOLA S.r.l.
  92. STRUZZIERO GIOVANNI AZIENDA VINICOLA
  93. TENUTA CAVALIER PEPE SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l.
  94. TENUTA DEL MERIGGIO DI PIZZA BRUNO
  95. TENUTA PONTE S.r.l. AZIENDA VITIVINICOLA
  96. TENUTA RUSSO BRUNO Srls SOC. AGRICOLA
  97. TENUTA SARNO 1860 di MAURA E ADELE SARNO S.S.
  98. TENUTA SCUOTTO – AZIENDA AGRICOLA EDUARDO SCUOTTO
  99. TENUTE CASOLI di Casoli Antonella
  100. TERRE DEL VESCOVO AZIENDA VITIVINICOLA di MOLETTERI GIUSEPPA
  101. TERREDORA DI PAOLO S.S.A.
  102. TORRICINO AZIENDA AGRICOLA di STEFANO DI MARZO
  103. TRAERTE S.r.l.
  104. URCIUOLO VINI S.A. S.r.l.
  105. VESEVO S.r.l.
  106. VIGNA DEI LUPI S.r.l. SOCIETA’ AGRICOLA
  107. VIGNA VILLAE – GIUPI 18 S.r.l.
  108. VIGNE GUADAGNO SOCIETÀ AGRICOLA S.r.l.
  109. VIGNE IRPINE AZIENDA AGRICOLA
  110. VILLA DIAMANTE AZIENDA AGRICOLA di Renna Diamante Maria
  111. VILLA RAIANO S.r.l.
  112. VINICOLA CARDINALE di CARDINALE ALESSANDRA
  113. VINOSIA AZIENDE AGRICOLE S.r.l.

In Irpinia cantine vinicole troppo piccole per essere competitive sul mercato.

Uno sguardo a trecentosessanta gradi sul panorama vitivinicolo irpino, con l’occhio attento di chi, sulla scorta di una lunga esperienza nel settore marketing e comunicazione, non si accontenta di ciò che osserva ma prova ad approfondire.

Mario Marciano, contitolare dell’agenzia Grafistudio Associati, fa una lettura critica del fenomeno vino in Irpinia.

E lo fa partendo dall’analisi dei numeri che, come sottolinea, “non tradiscono mai”.

“La comunicazione ha il potere di affabulare e convincere, ma nella realtà quali sono i numeri di questo successo? Oltre la copertina non sarebbe il caso di conoscere anche i contenuti di questa nostra favola per giustificare tutto l’orgoglio e lo spirito di appartenenza che viene spesso stimolato in occasioni vetrina, come è successo anche per l’Expo”?

Quindi secondo lei è tutto un bluff?

Mario Marciano

“Sgombero subito il campo, non sono un detrattore, credo fortemente nella vocazione vitivinicola della nostra terra, così come sono convinto che produciamo vini di grande pregio grazie anche all’impegno di famiglie che hanno conferito lustro a questa storia. Dubito però che la strada intrapresa per la promozione sia quella giusta.
Incuriosito dall’enfasi post Vinitaly, mi sono messo alla ricerca di statistiche produttive, dati di mercato e di consumo, risultati economici per capirci qualcosa, ogni cosa che potesse giustificare un’azione e un investimento anche prospettico”.

E cosa ha scoperto leggendo i numeri?

“L’ISTAT ogni anno fa un resoconto dei dati di produzione e trimestralmente una statistica sulle esportazioni di vino italiano per regione. Nel 2015, ad esempio le medesime sono cresciute del 5% e il maggior apporto per l’Italia è stato dato da due delle tre regioni più importanti per il vino italiano, il Veneto e la Toscana con rispettivamente un +10% e un +19%.

Il volume complessivo dell’export italiano è stato di 5.4 miliardi di euro. Fa notizia sapere che il 70% di questo export è fatto da tre regioni Veneto, Toscana e Piemonte, alle quali se aggiungiamo Trentino, Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia arriviamo a circa il 90%.

La Campania ha una quota risibile sul dato nazionale, solo 43 milioni di euro che vanno ripartiti per le rispettive quote provinciali (i dati per singola provincia mancano) ma possono essere di aiuto le rispettive quote di produzione”.

E quali sono i numeri relativi all’Irpinia?

“L’Italia ha prodotto nel 2015 48,2 milioni di ettolitri + 15% rispetto all’anno precedente, la Francia ne ha prodotti 47,8 – la Spagna 36,6. Il sud Italia incide per il 9% sull’intera produzione nazionale. La Campania assorbe una minima fetta di questa percentuale con i suoi 1,166 mil. ettolitri (dato ISTAT 2014), la provincia di Benevento con 581.000 ettolitri copre il 49% della produzione regionale, quella di Salerno con 194.000 ettolitri il 17%, Avellino con 180.000 ettolitri solo il 15%, seguono Napoli con 129.000 ettolitri pari all’11% e Caserta con 98.000 ettolitri con l’8%.

Da questi numeri si evincono subito alcune cose: non siamo i primi produttori della regione, come erroneamente qualcuno poteva pensare; non siamo significativamente presenti sul mercato, è una logica conseguenza. Qualcuno obietterà che facciamo vini di nicchia, di alta qualità. Certo questo è vero, però nella classifica della produzione Doc e Docg (dati ISTAT 2013) non veniamo neanche rilevati come tipologia di vini, perché il dato non è significativo.

Della nostra regione troviamo solo la Falanghina del Sannio Doc e il Sannio Doc.

L’Irpinia è una parte infinitesimale nel panorama produttivo italiano con una quota di mercato dello zero virgola”.

La presenza sul territorio di circa 230 produttori, secondo lei rappresenta un punto di forza o di debolezza?

“I numeri dicono che in Irpinia abbiamo tre o quattro aziende che producono più di un milione di bottiglie, altre tre o quattro che vanno da 100 a 500 mila bottiglie e il resto delle circa 200 cantine ne producono da 5.000 a 100.000.

La produzione minima è più o meno la quota di consumo di un grande ristorante, la domanda è: per stare sul mercato a quanto deve vendere una’azienda le sue 5.000 bottiglie?

L’attuale polverizzazione di micro cantine familiari non ci porta da nessuna parte.

Ogni cantina ha delle macchine per produrre che usa una settimana all’anno. Chi ha la responsabilità di incidere sui processi di sviluppo, lo faccia magari con un poco di scenografia in meno e con la regia del Consorzio di tutela dei vini irpini. Rendere sostenibili i nostri vini da un punto di vista commerciale, significa creare condizioni di vera economia diffusa sul territorio e non illusioni. Questa economia potrebbe contribuire significativamente a bloccare lo spopolamento in atto dei piccoli paesi della nostra provincia. A mio avviso il nostro modello di sviluppo va rivisto”.

Slow Food Avellino – Tanta Qualità, la ricetta vincente per i vini Irpini.

L’Irpinia, per conformazione e tradizione, è terra naturalmente vocata a produzioni agroalimentari.

Non sempre di qualità ma con prospettive che potrebbero diventare interessanti se solo si potenziasse il sistema di rete, a partire da quello delle infrastrutture, condicio sine qua non per una reale possibilità di crescita.

E proprio sui concetti di qualità e rete si basano le riflessioni del delegato della Condotta di Avellino di Slow Food, Carlo Iacoviello, impegnata da anni sul territorio a promuovere le tipicità locali.

Come si sposa il territorio dell’Irpinia con la cultura del vivere slow, alla base della filosofia dell’Associazione Slow Food?

“Innanzitutto con il fatto che un territorio impervio e in certi casi irraggiungibile, come quello della provincia irpina, permette un rallentamento dei tempi.

Anche se è evidente che tali “rallentamenti” non sempre fanno bene all’economia dei luoghi, troppo limitata dalla disorganizzazione della logistica locale, come l’accesso ai musei, ai siti culturali, o le carenti condizioni delle vie di comunicazione.

Mi viene in mente il caso di Monteverde, borgo tra i più belli d’Italia, che ha la sua unica via di accesso completamente sconnessa.

E’ chiaro che in queste condizioni tutto l’incoming viene fortemente compromesso”.

Slow Food promuove la cultura del mangiare (e bere) di qualità. In quest’ottica qual è secondo lei lo “stato di salute” della produzione, in particolare quella vitivinicola, irpina?

“Qui il discorso da fare è un po’ più articolato. Occorre partire da quelli che sono i concetti base di Slow Food, il buono, il pulito e il giusto. La declinazione di queste tre parole, se applicata al settore vitivinicolo può incontrare qualche difficoltà”.

In che senso?

“Il buono a volte si allinea a un cliché di gusto internazionale, che magari cerca di omologare la produzione con lieviti non autoctoni o con produzioni non tradizionali, anche se ci sono in Irpinia ottimi produttori che difendono le tipicità del territorio.

Il pulito, nel settore vino, si scontra con la chimica, che è entrata prepotentemente nella filiera produttiva con l’abuso dei trattamenti nei vigneti che, alcune volte, crea danni notevoli.

Penso per esempio agli alveari e a tutto quello che è il mondo naturale che gravita intorno ai vigneti che inevitabilmente subisce delle conseguenze negative.

Infine il concetto di giusto: a volte si registra una sproporzione tra chi è produttore di uve e chi è solo un venditore finale, quindi tra chi coltiva presidiando il territorio e chi propone solo come venditore i vini sul mercato”.

La presenza di un numero importante di cantine disseminate sul territorio, a volte con una produzione limitata di bottiglie, è da considerare un punto di forza o un punto di debolezza?

Il vino prepara i cuori
e li rende più pronti
alla passione.
(Ovidio)

“Potrebbe essere un punto di forza se la rete di comunicazione tra le aziende fosse più forte e mediata, attraverso quell’organo naturale che dovrebbe essere il Consorzio di Tutela. Visto, però, che non si riesce a fare squadra, allora diventa un punto di debolezza.

Le singole cantine sostengono spese esagerate, hanno visibilità ridotta e talvolta propongono vini che non sono all’altezza del nome che portano.

Solo un Consorzio critico, capace di escludere chi non produce qualità potrebbe dare, senza bandiere o stendardi, uno slancio anche alla piccola cantina, come accade per esempio nelle Langhe, dove si fa sistema e si riesce sempre a vendere il prodotto l’anno prima per l’anno dopo.

Qui da noi abbiamo ancora in botte il vino degli anni precedenti. E non certo per per farlo invecchiare…”.

Perché non si riesce allora ad uscire da questa impasse?

“Perché il nostro è un territorio troppo politico, qualunque cosa diventa motivo di scontro politico e ciò non porta a niente. Bisognerebbe mettere davanti il territorio, invece c’è sempre un interesse di bottega.

E naturalmente tali interessi non possono coincidere, tra chi magari si è costruito la cantina con soldi non suoi e chi lo ha fatto invece con i suoi sacrifici.

E’ chiaro che, a un certo punto, quest’ultimo per stanchezza abbandona. Insomma, sintetizzando, è un mercato drogato, non basato sulla meritocrazia”.

Qual è secondo lei la percezione che si ha, nel resto del Paese, della produzione vitivinicola irpina?

“La percezione è alta anche grazie all’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dalla Camera di Commercio per promuovere il brand Irpinia.

Il nome della singola cantina non collocato o legato a una storia e a un luogo diventa un marchio che non dà altra possibilità di crescita.

L’Irpinia si è fatta conoscere e può sfruttare le sue qualità naturali.  Non deve perdere l’ennesimo treno, che è quello del riproporsi sul mercato come territorio e non come singolo soggetto”.

Qual è il vino che l’ha sorpresa di più e quale il suo preferito?

“Amo l’aglianico nelle sue varie declinazioni. Ma il vino che mi ha sorpreso di più è il Fiano, perchè sta dando un messaggio a tutti gli amanti dei bianchi come l’unico in Italia che ha capacità di invecchiamento, struttura e profumi ineguagliabili, con potenzialità ancora inespresse”.