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Come prenotare il vaccino Covid in Campania.

Tra code agli ingressi dei centri, furbetti in cerca della dose e fiale fornite a singhiozzo, la campagna vaccinale prosegue con numeri che sembrano finalmente essere in crescita.  Ma come prenotare il vaccino Covid in Campania?

Il piano prevede una progressiva immunizzazione dei cittadini secondo le priorità individuate. Dopo aver iniziato con le categorie cosiddette a rischio – medici, infermieri, operatori delle rsa e anziani over 80 – si è proceduto con la somministrazione ai docenti, al personale della scuola, alle forze dell’ordine per poi passare alla classe d’età compresa tra 70 e 79 anni, i soggetti cosiddetti fragili, il personale della Protezione civile.

A seguire, la piattaforma per la prenotazione dei vaccini è stata aperta, gradualmente, a tutti i cittadini residenti in Campania fino ai 12 anni di età.

Chi può prenotare il vaccino Covid in Campania?

Tutte le persone non ancora vaccinate, dai 12 anni in su, possono prenotare il vaccino collegandosi al sito dedicato di Soresa assicurandosi di avere a portata di mano il Codice Fiscale e la Tessera Sanitaria, documenti necessari all’iscrizione n piattaforma.

Le percentuali di inoculazioni, rispetto al numero di fiale consegnate, tra i vaccini Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson ed Astra Zeneca, sono abbastanza alte, con la Campania che viaggia oltre il 90% di dosi iniettate rispetto al numero di quelle consegnate.   

Un dato, però, che non va confuso con il numero complessivo di soggetti da vaccinare.

Report vaccini in Campania

Alla data del 14 luglio 2021, in Campania risultano somministrate 5.765.788 dosi su un totale consegnate di 6.195.937 con una media giornaliera di oltre 38mila dosi inoculate.

Oltre 3,4 milioni sono le prime dosi effettuate, mentre le seconde si fermano a 2,3 milioni.

I residenti in Campania sono complessivamente oltre 5 milioni ed 800mila.

Per accelerare la copertura vaccinale, tutte le aziende sanitarie locali della Campania stanno cercando di ampliare le opportunità di vaccinazione.

In tutte le province della Campania sono state sperimentate soluzioni alternative per incentivare la somministrazione dei vaccini.

Ecco allora che, ad Avellino come a Benevento, a Caserta come a Napoli e Salerno sono state avviate campagne vaccinali nelle più grandi aziende, sia pubbliche che private, per consentire ai dipendenti di vaccinarsi direttamente sul posto di lavoro.

Open Day Vaccini in Campania

Vanno avanti anche i cosiddetti Open Day aperti a tutti coloro che, per libera scelta o per problemi di carattere burocratico, ancora non hanno ricevuto la prima dose del vaccino.

Gli Open Day possono essere liberi, vale a dire che non necessitano prenotazione, oppure su prenotazione del servizio attraverso un’apposita piattaforma, sempre gestita da Soresa, sulla quale verificare le date, i luoghi e la tipologia di vaccino che sarà somministrato di volta in volta.

Adesione vaccini anti Covid in Campania

Ma qual è l’iter da seguire in Campania per iscriversi alla piattaforma attraverso la quale poter poi ricevere la convocazione al centro vaccinale territoriale di appartenenza?

Una volta accertatisi di far parte della categoria (sanitaria, professionale o anagrafica) per la quale è possibile richiedere il vaccino, occorre collegarsi al sito dedicato ed accedere alla piattaforma regionale.

Per proseguire è necessario avere a portata di mano il codice fiscale e la tessera sanitaria.

Al momento della registrazione bisognerà comunicare un indirizzo mail ed un numero di cellulare, che serviranno a ricevere le comunicazioni e la convocazione per la somministrazione della prima dose di vaccino. Per verificare l’esattezza del numero di telefono, sarà inviato un codice OTP via sms.

Per chi voglia conoscere l’andamento quotidiano della campagna vaccinale in Campania, la Regione ha messo a disposizione una pagina web dedicata, costantemente aggiornata per verificare, provincia per provincia, come vanno avanti le somministrazioni.

Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson o Astra Zeneca?

Anche in Campania, come nel resto del Paese, è scoppiata la battaglia delle “preferenze”.

Tanti coloro che rifiutano Astra Zeneca, accompagnato ancora da una diffidenza dovuta alla gestione non ottimale della comunicazione iniziale sull’efficiacia del prodotto anglo-svedese.

Ma quanto sono davvero efficaci i vaccini che vengono somministrati?

Per fugare ogni dubbio, non resta che affidarsi alla fonte primaria, l’Istituto Superiore di Sanità, (https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19) per avere un’informazione su base scientifica e non “social” sugli effetti delle diverse tipologie di vaccino anti-Covid attualmente in distribuzione.

L’attività fisica del positivo al Covid: tra sport e allenamenti, cosa fare e cosa non fare.

L’Italia torna in zona rossa ed il pensiero corre subito all’incubo lockdown e alle strette ad ogni forma di attività sociale, aggregativa e di condivisione.

Puntualmente, ad ogni cambio di colore, la domanda che risuona in ogni luogo è sempre la stessa: cosa si può fare quando si è positivi al coronavirus? Posso fare sport o allenarmi con il covid?

Ora, al di là di ciò che decreti governativi e ordinanze regionali o comunali intimano, ciò che si può continuare a svolgere, sia in casa che spostandosi nei paraggi della propria abitazione e sempre rispettando alcune semplici regole, è l’attività motoria.

Che resta un toccasana contro i fastidi che condizioni di immobilismo o di mobilità limitata potrebbero generare. Anche se si è o si è stati positivi al Covid-19.

Come regolarsi se si è stati positivi al Coronavirus  e ci si vuol tenere in forma?

Lo abbiamo chiesto al dottor Alessandro Ciarimboli, fisiatra e primario del Raggruppamento di Riabilitazione Neurologica e Ortopedica della clinica Villa Margherita di Benevento e componente dello staff medico dell’Us Avellino Calcio.

Dottore Ciarimboli, la prima domanda che in tanti si pongono è: posso fare sport se ho avuto il Covid?

«Intanto,  è sempre bene rivolgersi al proprio medico di medicina generale. In linea generale, non esistano divieti a svolgere attività motoria controllata, neanche se si è in costanza di positività al Covid. In questo caso, però, occorre sempre rispettare le misure legate all’isolamento obbligatorio».

Se si è positivi al Covid, quali attività motorie si possono fare in casa? Ci si può allenare?

«Innanzitutto, occorre sempre usare il buon senso. Ci sono tante persone, penso ad esempio agli asintomatici che sono la maggioranza dei contagiati, che manifestano una buona condizione generale di salute. In questi casi si può svolgere attività fisica in casa: cyclette, tapis roulant, attività aerobica domestica non hanno controindicazioni ma è sempre bene utilizzare alcuni piccoli accorgimenti, come il controllo della saturazione o del senso di affaticamento».

Che tipo di attività fisica può fare chi non è in isolamento o ha avuto il Covid in forma leggera?

«Camminare all’aperto, compatibilmente con le restrizioni che ci possono essere nelle varie zone, per chi non è in isolamento e non avverte fastidi è sempre suggerito. Muoversi può contrastare l’insorgere di problemi muscolari, articolari e posturali».

Stare tante ore chiusi in casa a causa della zona rossa, dello smart working o della Didattica a distanza, può provocare tanti problemi al benessere fisico.

Quali attività posso svolgere, per evitare problemi di postura alla colonna vertebrale, se sono uno studente in Dad o un lavoratore in smart working e trascorro tante ore davanti ad un computer?

«Stare tante ore seduti davanti ad uno schermo può produrre atteggiamenti scorretti alla colonna vertebrale. E’ bene concedersi un piccolo spazio ogni giorno per dedicarsi ad attività motoria, esercizi semplici, da fare almeno una volta al giorno: auto stretching, mobilizzazione della cervicale, movimento del rachide lombare».

Fin qui i suggerimenti per chi non ha contratto la malattia o è risultato positivo asintomatico, senza sviluppare particolari sintomi che ne abbiano compromesso alcuna funzione.

Ma chi, invece, la malattia l’ha affrontata in maniera più decisa, con sintomi importanti e compromissione di organi, quali accorgimenti dovrà adottare prima di rimettersi in moto?

«Il passaggio obbligato resta il confronto con il medico di famiglia e con specialisti come il fisiatra a cui affidare l’analisi e la riabilitazione degli organi eventualmente compromessi dalla malattia».

La medicina riabilitativa è fondamentale per neutralizzare le criticità insorte durante la fase acuta. Riabilitazione che sarà innanzitutto motoria dopo un periodo più o meno lungo di immobilità.

Senza trascurare la riabilitazione polmonare, utile a superare gli effetti del Covid-19, e quella neurologica per contrastare i danni prodotti dalla malattia al sistema nervoso centrale».

Coronavirus, il virus che non guarda in faccia a nessuno.

Una pandemia che, tra qualche anno, entrerà nelle pagine dei libri di storia. Il 2020 è stato l’anno del Covid-19, il virus che, partito dalla Cina, si è diffuso su tutto il globo, mietendo contagi e vittime in ogni continente.

Il Coronavirus, con cui a partire dal mese di febbraio anche in Europa ci si è abituati a convivere, si è rivelato una sorta di livella di Decurtisiana memoria, grazie alla capacità di diffondersi senza fare distinzioni di sesso, censo, età.

Numerosissimi, in tutto il mondo, i personaggi famosi colpiti dal Covid la maggior parte dei quali non ha fatto mistero del proprio status di “Positivo” facendo coming out attraverso i social network.

I personaggi contagiati dal Covid-19

In Italia e nel resto del mondo sono stati tantissimi i personaggi famosi contagiati dal Covid-19, sia nella prima ondata del bimestre marzo-aprile che nella seconda ondata conseguenza dell’estate 2020.

Gli attori e personaggi tv positivi al Covid-19

Tanti gli attori italiani e stranieri che hanno dovuto pagare dazio al Covid-19 risultando positivi al virus.

Giuliana De Sio, Valentino Picone (di Ficarra e Picone), Christian De Sica, Rocco Siffredi, Michele La Ginestra, Alba Parietti, Giacomo Poretti (di Aldo, Giovanni e Giacomo), Gino Rivieccio, i registi Gabriele Salvatores e Franco Giraldi, quest’ultimo deceduto come l’attrice Lucia Bosè.

Tra i volti della televisione, spiccano i contagi di Carlo Conti, Gerry Scotti, Mara Maionchi, Antonio Ricci, Piero Chiambretti, Nicola Porro, Alessandro Cattelan, Emilio Fede.

Tra gli attori stranieri hanno dovuto fare i conti con il Covid-19, tra gli altri, Mel Gibson, Antonio Banderas, Tom Hanks, Robert Pattinson.

I cantanti positivi al Covid-19

Il  mondo della musica, italiana ed internazionale, ha “offerto” il suo contributo con tantissime star.

L’Italia piange lo storico componente dei Pooh Stefano D’Orazio. Tra i nomi noti della muscia italiana positivi al Covid sono risultati Andrea Bocelli, Nina Zilli, Fiordaliso, Iva Zanicchi, Ornalla Vanoni, Marco Carta, Orietta Berti, Shade.

In quarantena per la positività sono stati costretti anche Madonna, Pink, Placido Domingo, Till Lindemann.

Tra gli artisti stranieri deceduti a causa del Coronavirus il rapper britannico TY, il rapper statunitense Fred The Godson, il cantautore John Prine, il jazzista Ellis Marsalis jr e il cantante country Joe Diffie.  

Gli sportivi positivi al Covid-19

Tra gli sportivi che hanno annunciato la propria positività spicca su tutti l’ex capitano della Roma, Francesco Totti al quale, tra l’altro, il Covid ha anche portato via l’amato papà.

Anche il ct della Nazionale di calcio italiana, Roberto Mancini, non è sfuggito al contagio, così come tantissimi calciatori impegnati nel campionato italiano: su tutti Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrhaimovic.

All’inizio del mese di dicembre, il pilota della Mercedes Lewis Hamilton ha annunciato la sua positività. Anche l’ex calciatore e star del jetset internazionale David Beckham ha dovuto fermarsi per il contagio.

Tra i nomi eccellenti dello sport italiano ecco Federica Pellegrini, Valentino Rossi, Fabio Fognini, Stephen Varney, Simona Quadarella.

Tra le stelle dello sport internazionale, positivi al Covid sono risultati tra gli altri il tennista Novak Djokovic e il campione olimpico Usain Bolt.

I politici positivi al Covid-19

Numerosi anche i politici che non sono riusciti a farla franca ed hanno segnato il passo dell’isolamento.

Tra i primi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, risultato positivo a marzo quasi in contemporanea con il collega della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Anche il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini non ha evitato il contagio.

Tra i casi che hanno fatto più clamore c’è senza dubbio il contagio di Silvio Berlusconi che, forse anche per l’età, ha tenuto per giorni il Paese con il fiato sospeso.

Non immuni al contagio anche il viceministro della Sanità Pierpaolo Sileri, e la collega dell’Istruzione, Anna Ascani.

Con il contagio hanno dovuto fare i conti anche il Ministro delle Autonomie Francesco Boccia (e sua moglie Nunzia Di Girolamo), Betarice Lorenzin, Maria Stella Gelmini, Andrea Orlando e la sindaca di Roma, Viriginia Raggi.

E all’estero? Da Boris Johnson e il Principe Carlo (positivo ad aprile anche il figlio William) nel Regno Unito a Donald Trump negli Stati Uniti, dal Premier Emmanuele Macron al Ministro della Cultura francese Franck Riester (la Francia piange anche l’ex presidente della Repubblica Valéry Giscard d’Estaigne morto all’età di 94 anni), da Alberto II di Monaco al leader dell’Olp Saeb Erekat, dal Presidente dell’Ucraina Volodymiyr Zelensky a quello del Brasile Jair Bolsonaro.

A Napoli e non solo, i mariuoli della spesa rubano il sacchetto del supermercato.

Disperazione ai tempi del Coronavirus ? Semplice delinquenza? Difficile saperlo in attesa degli eventuali arresti. Fatto sta che dopo i primi tentativi di assalto ai supermercati, sventati dalle forze dell’ordine in Sicilia, ora arriva “Lo scippo della spesa”.

Questione di sopravvivenza per chi ha sempre dedicato la propria vita alla delinquenza? Forse si, forse no. Comunque un gesto vile ed ignobile.

Fatto sta che con il Covid-19 che imperversa in tutta Italia, non ci sono più soldi e dopo l’assalto ai negozi che forniscono beni di prima necessità, ora viene presa di mira la gente inerme, quella che esce dal supermercato.

Succede a Napoli e ne dà notizia il Mattino di oggi con un reportage del giornalista Paolo Barbuto che racconta del caso di Vincenzo 67 anni, ben portati, scippato della busta della spesa a mezzogiorno di venerdì scorso nei pressi delle rampe di San Marcellino nel centro storico del capoluogo partenopeo.

Ma i casi si susseguono ed accade anche nella zona di Fuorigrotta anche se non si registrano segnalazioni di reato alle forze dell’ordine.

Non fioccano le denunce alle stazioni di carabinieri e polizia perchè nessuno vuole perdere tempo, soprattutto in questi giorni, compilando scartoffie per segnalare lo scippo di qualche busta di prosciutto, un chilo di pane, un po’ di latte, qualche pacco di pasta e qualche barattolo di pelate.

Un po’ per la vergogna di essersi fatto rubare la spesa, un po’ perché tutti pensano che sarebbe inutile” scrive Barbuto.

Non solo a Napoli.

Ma episodi del genere sono segnalati anche a Roma ” Trastevere, furto in diretta: ladri rubano spesa da un’auto in sosta. Residenti riprendono la scena” (il titolo di Romatoday).

Qui i ladri sono entrati in azione rubando un carico di spesa di una donna che lo aveva lasciato in auto. Fortuna ha voluto che la scena sia stata ripresa, da due residenti del quartiere sullo smartphone e la chiamata al 112 ha portato all’identificazione dei due balordi.

Ed anche il nord non è immune, accade anche in Lombardia, a Casalmaggiore in provincia di Cremona, dove una donna, dopo aver fatto la spesa all’Eurospin, è stata derubata della spesa lasciata in auto.

Sono appena tornata da Eurospin – ha raccontato la signora sulla pagina Facebook “Sei di Casalmaggiore se…” – e ho fatto la bellezza di 157 euro di spesa per evitare di tornare presto. Mi sono accorta che mi hanno rubato due buste grosse piene di spesa, mentre ho messo il carrello nel suo posto… non ho parole”. 

Che fare?

Servono ammortizzatori sociali a sostegno alla povertà così che venga assicurato l’accesso ai beni di consumo – dice all’Adnkronos il presidente nazionale Federconsumatori, Emilio Viafora – Nel sud il lavoro nero e non formalizzato poi rende la situazione più grave che nelle altre regioni”.

Il Governo ha provato a metterci una pezza con i primi 400 milioni di euro destinati ai Comuni per l’acquisto dei buoni spesa per le famiglie bisognose e con l’anticipo di 4,3 miliari del Fondo di solidarietà comunale.

Leggi di più su questi casi: