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I piatti tipici della cucina laziale: ecco cosa mangiare e bere nei ristoranti regione Lazio.

Per quanto ricca negli abbinamenti e nella sostanza, la cucina laziale, e quella romana in particolare, è una cucina tendenzialmente povera.

Nel senso che trae origini da tradizioni popolari, dove occorreva arrangiarsi con quel poco che offriva la terra per imbandire le tavole delle case e delle trattorie.

Già, la trattoria. Antenato dei moderni ristoranti, questa tipologia di locale, che rende meglio di ogni altro l’idea del “fatto in casa”, è tra le più diffuse nel Lazio.

Entrarci, per chi non le conosce, sarà una piacevole sorpresa.

Gli antipasti della cucina Laziale.

La cucina laziale non offre particolari pietanze d’entrée. D’altronde, da sempre, i romani hanno badato al sodo, concentrandosi su pietanze più sostanziose.

Nel basso Lazio, però, un bel piatto di formaggi freschi e mozzarella rappresenta un antipasto assai gustoso, così come, spostandosi in particolare nel frusinate, per cominciare è possibile farsi servire un bel piatto di verdure miste grigliate.

I Piatti Tipici Laziali.

Nei primi piatti si nasconde la vera essenza della cucina romana.

Simbolo della romanità a tavola (anche se per onor del vero traggono origine da Amatrice, piccolo centro in provincia di Rieti) sono i bucatini all’amatriciana, piatto a base di strutto, guanciale, pomodoro, peperoncino e pecorino. I buongustai sostengono che la vera amatriciana è quella in bianco. L’effetto finale è comunque sublime in entrambi i casi.

I bucatini cacio e pepe appartengono, invece, alla tradizione delle borgate della capitale, così come gli gnocchi alla romana e la pajata, ovvero un piatto di rigatoni conditi con un sugo a base di budella di vitellino da latte cotte con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco, pomodoro e peperoncino.

Diffusi ormai in tutta Italia, ma di origine romana, sono anche gli spaghetti alla carbonara.

I Secondi piatti

Tra i secondi, il piatto più caratteristico della cucina laziale è l’abbacchio alla cacciatora. Di solito, l’abbacchio è servito sotto forma di spezzatino cotto al forno con aglio, rosmarino, vino bianco, acciughe e peperoncino.

Da provare anche le “bracioline d’abbacchio” in casseruola e la coratella d’abbacchio. Altro piatto “povero” è la coda alla vaccinara, stufata in un ragù ricco di odori e cioccolato amaro.

A base di vitello è il saltimbocca alla romana, arricchito da prosciutto e salvia.

Passando al pesce, piatto tipico della cucina laziale è il baccalà in guazzetto (filetti infarinati saltati in padella con un fondo di salsa di pomodoro, acciuga, olive e pinoli).

Nella zona dei Castelli da non perdere la porchetta.

Un buon secondo di carne può essere accompagnato dai carciofi alla giudia, piatto di origine ebraica, o (specie nella zona di Velletri) dai carciofi alla matticella.

I Dolci della Pasticceria Laziale. 

 Il dolce più classico della tradizione romana è il maritozzo, morbido panino nel cui impasto sono presenti pinoli, uvetta e scorzetta d’arancia candita.

I bocconotti sono piccoli tortini di pasta frolla imbottiti di ricotta.

Particolarmente gustoso è, infine, il pangiallo, un dolce a base di noci, mandorle, nocciole, pinoli e miele.

Le strade del Vino nel Lazio

In una terra dall’antica tradizione culinaria, dove sin dall’antichità i bagordi avevano come principale alleato il nettare degli dei, non poteva mancare una vasta scelta di vini da abbinare ad ogni pietanza.

La zona dei Castelli è quella in cui si produce un ottimo bianco. Il Frascati (ma anche il Velletri e il Colli Albani), ad esempio, che ben si abbina agli ortaggi ma anche ad un buon primo.

Con il pesce, ma anche con l’amatriciana, particolarmente indicato è l’Est! Est! Est! di Montefiascone.

Tra i rossi, prodotto in provincia di Viterbo, il Genazzano è un vino che ben si sposa con i secondi di carne tipici della cucina laziale.

Trattorie e ristoranti tipici a Firenze, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina toscana.

Le Trattorie ed i ristoranti tipici dove mangiare bene a Firenze sono un po’ ovunque. Nel centro storico, tra Ponte Vecchio, Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti ma anche in periferia, dove è più facile, magari, gustare un buon piatto tipico della cucina toscana e della cucina fiorentina.

Mangiare bene e spendere poco a Firenze è possibile, se sai dove andare, un po’ come succede a Roma, a Napoli, a Milano, a Bologna o ad Avellino.

Le ricette tipiche della cucina fiorentina sono ormai note in tutto il mondo e sono sempre più i turisti che raggiungono Firenze non solo alla scoperta delle bellezze architettoniche e dei musei della culla del Rinascimento, ma anche per gustare un piatto della tradizione in una trattoria o in un ristorante tipico.

Anche l’aspetto economico, però, va preso in considerazione. Si fa presto a dire di aver pranzato o cenato da Dio a Firenze, se potete permettervi un conto a tre cifre prima della virgola.

Mangiare bene e spendere poco a Firenze, è possibile. Anche in un ristorante o una trattoria del centro storico di Firenze.

Cosa mangiare nei ristoranti e nelle trattorie di Firenze

Ci sono alcuni piatti tipici della cucina fiorentina che vanno assolutamente provati sulle rive dell’Arno.

La pappa al pomodoro, la ribollita, il lampredotto, la bistecca, il ragù di cinghiale e i crostini con il lardo di Colonnata.

Ovviamente questi piatti tipici della cucina toscana vengono proposti in quasi tutti i ristoranti e trattorie di Firenze.

Sapere dove mangiare bene e spendere poco a Firenze è quello che fa la differenza.

Dove mangiare bene a Firenze

Osteria del Cinghiale Bianco

Partiamo da Borgo San Jacopo, una strada dal fascino fiorentino, impreziosita da botteghe artigiane, a pochi metri dal Ponte Vecchio.

Troviamo l’Osteria del Cinghiale Bianco, una location sapientemente allestita dove il richiamo alla storia è costante.

Se volete subito tuffarvi nelle prelibatezze della cucina toscana non potete non iniziare dall’antipasto proposto e composto da salumi di cinghiale, salumi tipici toscani, bruschette al pomodoro, crostini toscani, fettunta, lardo con pane tostato.

All’Osteria del Cinghiale Bianco si può assaggiare la vera pappa al pomodoro fiorentina, per poi passare alle bistecchine di cinghiale alla griglia, oppure optare per la trippa alla Fiorentina.

Il Trippaio del Porcellino

In Piazza del Mercato nuovo, a 13 passi dalla statua del Porcellino, si trova l’ambulante Il Trippaio del Porcellino, che come dice l’insegna, prepara “Lampredotto senza compromessi dal 1893”.

E’ forse la massima espressione italiana della coniugazione dello street food con la tradizione.

Trippa e lampredotto, conditi con la salsa verde ed il brodo di cottura, adagiate in soffici panini, o da consumare sul posto.

Bisogna fare la fila e presidiare la cottura, perchè al Trippaio del Porcellino, solitamente il sold out è quasi immediato.

Trattoria da Ruggiero

Uscendo dal centro storico, immediatamente fuori porta Romana, è possibile assaporare i piatti tipici della cucina fiorentina in uno dei locali che rappresentano la storia delle osterie fiorentine.

In via Senese ci si imbatte nella Trattoria da Ruggero, dove la Ribollita è un rito che rispetta le antichissime tradizioni.

Si va dai classici antipasti di salumi, ai crostini toscani alle puntarelle. Tra i primi, oltre alla Ribollita ed alla Pappa al Pomodoro vale la pena provare i pici strascicati. Per i secondi si sceglie tra i 4 tipi di bollito con cimalino, lingua, zampa o palombo, oppure, se optate per la griglia, la scelta varia dalla lombatina di vitella, al piccione, e l’immancabile fiorentina.

Perseus

Se volete gustare, invece, la vera bistecca fiorentina e forse anche la più buona di Firenze, occorre spostarsi dal centro storico. Nei pressi di piazza della Libertà troviamo Perseus. La garanzia di questo locale è data dal fatto che si trova fuori dai circuiti turistici ed è frequentato per lo più dai fiorentini.

Basterebbe lasciare la parola alle immagini per comprendere di che tipo di bistecca alla fiorentina stiamo discutendo.

Ci piace segnalare che sul menù, a lettere cubitali, si avvisa la clientela che la Fiorentina “non si può fare più cotta”.

Trattoria Da Burde

Chiudiamo la selezione di trattorie e ristornati tipici di Firenze con un locale che non ha nemmeno bisogno di presentazioni.

In via Pistoiese si trova la Trattoria da Burde. E’ talmente nota che sul sito internet della Trattoria non hanno ritenuto necessario mettere in evidenza il “chi siamo”. Sarà la proverbiale spocchia fiorentina, ma se lo possono permettere.

Il menù è ricco di interessanti proposte che rispecchiano la tradizione fiorentina.

Abbiamo dovuto selezionare alcune portate da non perdere: Antipasto Toscano di affettati misti e con crostino di fegatini di pollo, Minestra di farro e fagioli, Ribollita, Pasta e fagioli, Farinata gialla con cavolo nero, Carabaccia, Cacciucco di ceci , Pappa al pomodoro, Pasta al pollo scappato, al ragù bianco di Chianina, al sugo di prosciutto, Stracotto di Chianina,  Peposo di razza Calvana, Trippa alla fiorentina, Lampredotto, Braciole rifatte in salsa con patate, pecora in umido, gallina, lesso, zampa, zampetti e codino di maiale, lingua.

Ricetta Pesto di rucola da cucinare con pasta, zenzero e citronella.

Pesto di rucola, una tipica ricetta estiva, da impreziosire con una spolverata di zenzero e foglie di citronella.

Anche se si preferisce rimanere lontani dai fornelli, la pasta al pesto di rucola è una classica ricetta fresca ed invitante per trascorrere una piacevole serata estiva.

Gli ingredienti per questa ricetta sono ricchi di benefiche sostanze nutritive e rinfrescanti.

La rucola è un’erba spontanea, che cresce lungo le strade di campagna, ma è possibile acquisatrla al supermercato o dal fruttivendolo, sebbene la rucola in busta è molto meno saporita di quella selvatica.

Anche per lo zenzero si può scegliere tra quello in polvere, oppure tra quello fresco. E’ una radice particolarmente apprezzata per i suoi effetti benefici sull’organismo.

E’ un’ottima alternativa al pesto alla genovese, per chi ama i sapori più decisi ma le note di zenzero e citronella tendono ad addolcire l’amaro della rucola.

La ricetta della pasta al pesto di rucola, zenzero e citronella prevede anche l’utilizzo di vin cotto agrumato all’arancia.

Pesto di rucola, quali ingredienti occorrono?

Passiamo ora a presentarvi gli ingredienti necessari per realizzare il pesto.

  • 100 grammi di foglie di rucola
  • 40 grammi di pinoli
  • 30 grammi di pecorino
  • 30 grammi di parmigiano reggiano
  • 10 grani di sale grosso
  • 70 ml di olio Evo

Come si prepara il pesto di rucola

Il pesto di rucola, segue quasi tutto il procedimento che si utilizza per il pesto di basilico alla genovese, ad eccezione delle fasi di pestaggio. Poiché la pianta di rucola è meno delicata, non sarà necessario utilizzare un mortaio come nel caso del basilico per il pesto alla Genovese.

In un mixer inserite le foglie di rucola dopo averle lavate ed asciugate per bene.

Aggiungete i pinoli ed i grani di sale grosso ed avviate la prima frullata a secco, senza olio.

Aggiungete il pecorino grattugiato, il parmigiano reggiano e metà dell’olio evo. Effettuate una seconda frullata fino a che il composto risulti cremoso ma denso. A piacimento, aggiungete a filo l’olio rimanente e mescolate.

Stabilite voi il grado di cremosità del pesto, aggiungendo olio se desiderate avere una crema più fluida. La consistenza ideale è simile a quella della maionese.

Il pesto si conserva per 3 giorni in frigo. E’ consigliabile consumarlo fresco, senza congelarlo.

Se avete la possibilità, utilizzate la rucola selvatica, più piccante ed amara ma molto più prpofumata ed intensa di gusto.

Ingredienti per la pasta con pesto di rucola, zenzero e citronella

Ingredienti per 4 persone

  • 400 grammi di pasta (linguine o spaghettoni, ma anche le trofie si sposano bene)
  • 100 ml di pesto di rucola
  • zenzero in polvere o in sfoglia
  • foglie di citronella
  • vino cotto agli agrumi

Preparazione della ricetta della pasta con pesto

In una padella adagiate il pesto precedentemente preparato

In abbondante acqua portata ad ebollizione scaldate la pasta a 3/4 della cottura.

Scolate la pasta a 3/4 della cottura e versatela nella padella con il pesto dove continuerete la cottura utilizzando l’acqua di cottura ed amalgamando il tutto.

Al termine della cottura aggiungete le foglie di citronella e lo zenzero in polvere dando un’ulteriore amalgamata.

Disponete nei piatti, aggiungete altro zenzero in polvere o a sfoglie sottili e cospargete con un filo di vino cotto agli agrumi. Potete anche guarnire con altre foglie di citronella.

Se al posto della pasta lunga, linguine o spaghetti, utilizzate la pasta corta, potete anche consumare il piatto freddo. Dopo aver bollito la pasta, passatela sotto l’acqua fredda e poi ripete la malgama con il pesto, senza accendere il fornello.

Il pesto può essere anche utilizzato per condire crostini di pane abbrustolito, fette di pan carrè o anche come salsina per gli spiedini.

Il pesto, seppur conservato in frigorifero, andrebbe sempre consumato a temperatura ambiente in modo da poter sprigionare al meglio il suo intenso profumo.

Vi consigliamo di non aggiungere pepe soprattutto se usate rucola selvatica già abbastanza piccante.

Facoltativa, invece, l’aggiunta di peperoncino piccante, secondo il vostro gusto.

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I piatti tipici della cucina lucana: “Tra antiche ricette e vini DOC ecco cosa mangiare e bere in Basilicata”.

Pur essendo una della regioni più piccole d’Italia, la Basilicata presenta una vasta offerta enogastronomica, differenziata per territorio.

La cucina Lucana pur identificandosi in maniera prepotente con il territorio mantiene un unico comune denominatore: l’esaltazione dei prodotti della terra.

Gli antipasti della cucina Lucana.

Il prologo ad un pasto della Lucania è rappresentato dai calzoni alle erbe, infarciti di bietoline ed uva sultanina e da un piatto dove melanzane e peperoni gialli vengono abbinati a crostini insaporiti con olio d’oliva.

Da assaggiare la Lucanica, soppressata a forma di ferro di cavallo insaporita con prezzemolo e cumino.

Il caciocavallo podolico ed i formaggi freschi, come ricotte e scamorze, costituiscono, all’occorrenza, ingredienti per gli antipasti o per saporiti secondi piatti.

Tra gli insaccati lucani più tipici, troviamo la Pezzenta, salsiccia realizzata con scarti della lavorazione degli animali da macello, mischiati a spezie e fatti essiccare.

Dalla tradizione contadina derivano anche i “crusch” peperoni cruschi fatti essiccare al sole ed all’aria aperta.

Spesso, nei paesini dell’ entroterra della Basilicata queste variopinte e profumate collane rosse fanno da scenografia alle finestre delle abitazioni rurali

I Piatti Tipici Lucani.

Nei comuni dell’Appennino Lucano, e nei due capoluoghi di provincia, Potenza e Matera, i primi piatti sono le portate più accuratamente realizzate dagli chef che esaltano la semplicità della tavola lucana, come nel caso dell’Acquasale, miscela di uova, olio e cipolla con pane raffermo.

La pasta fatta in casa è una costante e costituisce l’ ingrediente principale di numerose ricette, come le orecchiette alla materna e gli strangolapreti alla potentina (fettuccine di pasta a forma di bastoncini) e i cavatelli con le cime di rapa.

I Secondi piatti

I secondi piatti più caratteristici della Lucania sono quelli realizzati nella zona del Metaponto, striscia di terra pianeggiante bagnata dallo Ionio.

Qui il pesce è il principe della tavola. Tra i secondi più frequenti, baccalà e peperoni e il Baccalà a ciaruedda con cipolline fresche e peperoncino.

Nelle zone interne, agnello e maiale sono gli ingredienti principali delle seconde portate.

I Cutturiddi sono costituiti da agnello insaporito con cipolline, pomodori maturi rosmarino e alloro. Se si vuole gustare una delle ricette lucane più antiche occorre ordinare la pecora nel coccio, carne di agnello cotta in vasi di coccio, con patate, cipolle e pomodori.

Il pane è un altro degli elementi tipici della cucina lucana. E’ cotto nei forni a legna e lavorato con farina bianca ed integrale. E’ particolarmente fragrante ed è uno dei prodotti lucani che valica i confini regionali per approdare sulle tavole di tutta l’ Italia Meridionale.

Anche le fave, sempre di origine contadina, rappresentano uno dei pasti principali della Lucania.

Vengono cucinate in mille modi, ma la variante più gustosa è quella che prevede l’ aggiunta di cipolle, pomodori e pancetta.

I Dolci della Pasticceria lucana. 

Essendo una cucina agricola ed ancestrale, quella Lucana non lascia molto spazio alla fantasia pasticcera. Le frittelle dolci, semplici e genuine, sono tra le poche voci che si possono ascrivere al dolce tipico della Basilicata.

 A Maratea, inoltre, consigliamo di assaporare i bocconotti, biscotti con crema di amarena, oppure i dolci di noci di Trecchina, località famosa anche per il pane.

Le strade del Vino in Basilicata

La Basilicata è la terra dell’ Aglianico del Vulture, vino rosso di medio alta gradazione, di buona corposità, ideale per accompagnare cibi dai sapori semplici ma decisi.

Solo ultimamente le aziende produttrici stanno affinando i loro prodotti, ma anche i vini sfusi sono di buona qualità, anche se con una maggiore nota di tannino

I piatti tipici della cucina calabrese: tra antiche ricette e vini DOC ecco cosa mangiare e bere in Calabria.

Sembrerà un controsenso, ma la Calabria, regione tra le più torride d’Italia, offre una cucina tipica dai sapori forti, altamente caratterizzati.

Nonostante le temperature quasi tropicali in estate, il peperoncino e la cipolla rossa di Tropea, sono gli ingredienti principi della cucina calabrese.

Occorre essere predisposti per gustare a pieno l’essenza della cucina calabrese in uno dei classici ristoranti tipici della Calabria o in una delle sagre organizzate in tutta la regione.

Gli antipasti della cucina Calabrese.

La Calabria non ha una grossa tradizione di antipasti, anche se la soppressata calabrese ed il capicollo (Suppizzata e Capocollo) vengono utilizzati spesso come prologo del pasto.

Per chi ha intenzione di iniziare un pasto alla grande, si consiglia la ‘Nduja, particolare salame calabrese a pasta morbida farcito di peperoncino.

 E’ indispensabile, in questo caso, avere una soglia di sopportazione del piccante molto elevata, tanto che la ‘Nduja viene anche definita salsa atomica.

I Piatti Tipici calabresi.

La pasta occupa un posto di rilievo nella cucina calabrese. I sughi sono sempre molto strutturati, derivanti dalla cottura della carne di maiale e di capra.

Si consiglia la pasta con il sugo di maiale e di capra (Maccarruni cu’zugu ra Crapa e ru Porcu).

I Secondi piatti

In una terra che vanta la maggiore estensione territoriale di coste, dopo le isole, è doveroso abbandonarsi alle delizie culinarie dei piatti di pesce.

Il tonno ed il pesce spada sono gli elementi principali dell’offerta ittica della tavola calabrese lungo il versante tirrenico.

Sullo Ionio, a Sibari in particolare, invece, la specialità è rappresentata dai bianchetti (Jancumangiari) preparati sott’olio con abbondante peperoncino o fritti in pastella.

A Tropea sono deliziose le freselle al tonno, con inevitabile contorno di cipolle, mentre a Reggio Calabria le acciughe vengono abbinate all’immancabile peperoncino.

Il maiale, soprattutto nelle zone interne, e la capra vengono utilizzati di frequente negli abbinamenti e nei piatti a base di carne sempre insaporite dal peperoncino.

Nella Locride è possibile assaggiare il ghiro, da giugno a settembre, prima che vada in letargo. E’ un piatto per palati e stomaci forti. L’animale viene servito intero nel piatto, cucinato al sugo. L’odore è molto forte, ma vale la pena di provare.

Suggerimento: per chi vuole assaggiare il ghiro, deve prepararsi a mangiarlo tutto, lasciando nel piatto solo i denti, altrimenti si rischia di offendere irrimediabilmente il cuoco di turno.

Frittole e curcuci sono altri piatti a base di carne molto diffusi. Si tratta di vere e proprie bombe caloriche.

Le frittole sono piccole sfoglie di cotenna di maiale mentre i curcuci è la carne.

Entrambe vengono bollite nel grasso e sono tipiche delle zone interne, in particolare Sila ed Aspromonte.

I Dolci della Gastronomia Calabrese. 

Il tipico dolce calabrese è la ‘Nzuddha. Di fatto è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore.

Simile anche lo Stomatico che però è arricchito dalle mandorle.

Le strade del Vino in Calabria

Pur essendo chiamata Enotria in antichità, e cioè terra del vino, la Calabria non ha affinato la sua produzione enologica.

I vini sono rimasti quelli che si producevano in casa secondo vecchie ricette.

Pur non mancando etichette Doc e Igt, il vino calabrese, in particolare il rosso, presenta caratteristiche specifiche, con gradazioni sostenute, colore rubino intenso e gusto liquoroso. In ogni caso è ideale per accompagnare piatti molto forti e decisi.

 Tra tutti, il più famoso è il Cirò, rosso, bianco e rosato.

I piatti tipici della cucina friulana: tra antiche ricette e vini DOC ecco cosa mangiare e bere in Friuli Venezia Giulia.

Chiudete gli occhi, immaginate di prendere alcuni prodotti del mare e della montagna, aggiungete spezie piccanti e aromi forti, pensate alla grande tradizione pasticcera viennese o quella ancor più antica dei Celti nella lavorazione dei suini, immaginate il tepore dei distillati ed aprite gli occhi: siete davanti ad una tavola imbandita del Friuli Venezia Giulia.

Gli antipasti della cucina Friulana.

Iniziare un pranzo in Friuli Venezia Giulia non può prescinder da uno dei vanti della cucina regionale, il prosciutto San Daniele, il migliore d’Italia e del mondo.

Rispetto al prosciutto di altre zone italiane si caratterizza per la dolcezza delle sue carni e la perfetta stagionatura.

Da gustare un altro antipasto tipico, il Frico, misto di formaggio magro e formaggio carnico rosolato in olio e cipolla, oltre alla Granzievola a la triestina, e cioè le granceole in olio sale e pepe.

I Piatti Tipici Friulani.

Per i primi da Trieste la proposta è rappresentata dal Brodetto a la Triestina, una zuppa di pesce arricchita di molluschi e crostacei per la quale si usano pesci piccoli, chiamati minudaia.

Ottimo anche I cjarsons, ravioli con ripieno di ricotta affumicata di malga, fichi neri e amaretti conditi con burro fuso e cannella, con l’aggiunta di formaggio frant grattuggiato, un tipico piatto della cucina friulana, più precisamente della regione alpina della Carnia, ma diffuso anche nella pianura friulana.

Il formaggio carnico stravecchio è l’ingrediente principe per l’imbottitura di un altro succulento primo piatto, gli agnolotti carnici.

Tipica ed esclusiva è la Jota, una minestra di ortaggi e farina insaporita con brovade, che altro non sono che rape lasciate per un mese a macerare nel vino, mentre la paparot è una minestra di spinaci mescolati a diversi tipi di farina.

Le minestre, anche grazie all’influenza della cucina ungherese, sono i piatti principali del pasto friulano.

La maggior parte di queste utilizzano radicchio e altre verdure accompagnate spesso ad impasti con farina di mais e di grano.

I Dolci della Pasticceria Friulana. 

La pasticceria friulana subisce fortemente le influenze dell’alta scuola viennese. La Sacher e la Dobos, due torte della cucina austriaca, sono state da tempo adottate come prodotto tipico regionale.

Il più made in Friuli è la Gubana, una sorta di focaccia dolce, che nella zona di Trieste prende il nome di Putizza, per la quale, al posto dello zucchero viene usato il miele.

Per il resto gli ingredienti sono simili, ma ancora non è stato stabilito il primato di bontà delle due ricette.

Le strade del Vino nel Friuli Venezia Giulia

Vini rossi e bianchi friulani offrono una discreta scelta da abbinare alla cucina regionale.

Manca in realtà un vino rosso forte e corposo da abbinare ai piatti ed ai sapori più decisi, ma spesso, alcuni vitigni, con opportuni invecchiamenti danno ottimi risultati, come nel caso del Cabernet Sauvignon del Merlot e del Pinot nero.

Più vasta l’offerta dei vini bianchi: Si va da ottimi Tocai, ai Resling italiani, allo chardonnay.

Ottima anche la proposta riguardante gli spumanti e da non sottovalutare la produzione di grappe soprattutto a ridosso della fascia alpina.

Trattorie e ristoranti tipici a Napoli, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina napoletana.

Quando si cita Napoli, di solito, il pensiero va alla pizza.

Ma il capoluogo della Campania, da punto di vista gastronomico può vantare una antichissima tradizione che si rinnova da secoli, e che si propone nelle innumerevoli trattorie e ristoranti tipici.

Mangiare piatti tipici a Napoli non è difficile. Occorre capire quali sono le tipicità della sconfinata cucina napoletana e campana e quali sono i veri ristoranti tipici a Napoli.

Il ragù per esempio è una di queste, un culto che ha trovato spazio, a Napoli, anche in testi teatrali e rappresentazioni cinematografiche.

Cosa mangiare a Napoli

In ogni trattoria e ristorante tipico di Napoli e provincia è possibile trovare nel menù ordinario il ragù napoletano.

Insieme al ragù, altra ricetta tipico di Napoli è il ragù alla Genovese, con gli ziti, tipica pasta da abbinare alla genovese.

Proviamo a vedere dove si può assaggiare un menù tipico napoletano nelle più tipiche trattorie e nei ristoranti selezionati per voi, considerando che la cucina napoletana vanta anche il prego di non essere solo e soltanto una cucina di mare, ma arricchita da numerose ricette e pietanze di terra.

Altro pregio non trascurabile delle trattorie e dei ristoranti di Napoli è quello di offrire un tipico menù completo a cifre non vertiginose, in linea con i ristoranti e le trattorie della Campania.

Dove mangiare bene a Napoli

Di ristoranti tipici e trattorie a Napoli ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Partiamo con la trattoria Nennella, in Vico Lungo Teatro Nuovo, nel cuore di Napoli e dei Quartieri Spagnoli.

Qui si respira la chiassosa giovialità napoletana che a tavola trova la massima realizzazione.

Accoglienza e permanenza sopra le righe, piatti tipici come se foste seduti in una casa dei Quartieri Spagnoli. Da provare assolutamente la pasta e patate con la provola e la pancetta, le pennette gamberi e olive e la pasta e fagioli con i calamari. Palline di ricotta e polipo al sugo per secondo, mentre per il contorno parmigiana di melanzane, perchè a Napoli il contorno può essere davvero impegnativo. Da non trascurare il fatto che da Nennella si può mangiare un menù completo anche per meno di 20 euro.

Sempre nel cuore del centro storico di Napoli, a pochi metri dalla Chiesa di San Domenico Maggiore, nei pressi di piazzetta Nilo ci si imbatte nella Antica Spaghetteria Francesco e Mariasofia. Da 30 anni cucina casereccia, piatti tipici e una location con chiari riferimenti all’età borbonica, vanto dei proprietari. Qui la parmigiana di melanzane viene proposta tra gli antipasti, a seguire gli spaghetti Francesco e Mariasofia, con melanzane, provola, pomodorini e pecorino, ma anche linguine al nero di seppia o rigatoni alla genovese. Tra i secondi piatti segnaliamo le polpette al sugo, altra pietanza tipica napoletana.

Cambiamo zona, senza allontanarci troppo e approdiamo a Borgo Marinaro. Suggestivo ed incantato scorcio alle falde di Castel dell’Ovo. Tappa obbligata dal Ristorante Zi Teresa.

Qui la cucina di mare la fa da padrona, ma non è mai banale ed incontra spesso i sapori della terra.

Basta dare uno sguardo al menù per sapere cosa ci aspetta: Immancabile la parmigiana di melanzane ed i fiori di zucca farciti di ricotta e fritti in pastella. Poi paccheri all’astice, spaghetti a vongole, spaghetti con cozze e fiori di zucca, il classico ragù alla genovese e il ragù napoletano secondo le antiche ricette.

Dove mangiare bene a Napoli centro

Dalla meraviglia di Borgo Marinaro all’Orto botanico di Napoli il passo e breve ma la musica a tavola è sempre la stessa.

“È così che la cucina diventa una identitaria e tradizionale, semplice e genuina” recita il sito di uno dei più antichi ristoranti tipici di Napoli “A’ Figlia d’ ‘o Marenaro”.

Si trova in via Foria, una delle principali strade del centro di Napoli, nota per la presenza di botteghe di antiquariato e che è lunga giusto 1 km, come riportano annali di curiosità su Napoli.

Il menù de A’ Figlia d’ ‘o Marenaro propone la cucina tipica napoletana

Zuppa di pesce, spaghetti alle vongole, paccheri all’astice, caponata, impepata di cozze, cartoccio, fiori di zucca in pastella, frittura di pesce e linguine allo scoglio sono solo una selezione del menù de A’ Figlia d’ ‘o Marenaro.

Sempre nel centro di Napoli, in vico Alabardieri, adiacente a piazza de Martiri, è obbligatorio fare un salto all’Antica Latteria. Menù classico napoletano e rivisitazioni moderne. Qui consigliamo il sugo alla Genovese, fatto secondo antica tradizione oltre al ragù napoletano. Ma per chi vuole sperimentare la proposta è ampia, come il riso venere al pesto con scaglie di mandore e gamberetti al vapore o un tris d polpette alla Nerano.

Chiudiamo la nostra selezione di trattorie e ristoranti tipici a Napoli spostandoci nell’impareggiabile cornice di Posillipo. Qui troviamo il ristorante Reginella con la sua Terrazza Cerasa.

La vista è impagabile. Una veduta a perdita d’occhio sul golfo di Napoli ed il Vesuvio sullo sfondo.

Così come il menù ricchissimo: si va dagli agnolotti ai frutti di mare ai  paccheri con coccio e frutti di mar, passando per gli scialatielli Reginella (frutti di mare ed astice, si prosegue con il coccio all’acqua pazza, la frittura di paranza Pesce alla cardinale (con frutti di mare). 

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Tra Trattorie e Ristoranti tipici in Campania, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina campana.

La cucina in Campania, come in molte altre regioni italiane, rappresenta a pieno titolo una tipicità del territorio ed un elemento di grande appeal per i turisti, che tra musei, città d’arte e paesaggi mozzafiato dedicano una buona parte della loro permanenza alla degustazione dei piatti e dei prodotti tipici campani.

E così chi ama questi sapori, non può non andare alla ricerca dei migliori ristoranti tipici in Campania.

Ristoranti Tipici Napoli

Per chi ha gusti precisi e raffinati, tappa obbligatoria alla Trattoria Toledo, nel centro storico, dove la Genovese è un atto d’amore.

Tra gli altri piatti presenti nel menù, consigliamo lo scarpariello, la calamarata con calamaretti, gli ziti al ragù napoletano, gli spaghetti o le linguine con il pescato fresco. Tra i contorni, altre perle della cucina napoletana: zucchine alla scapece, parmigiana di melanzane, friarielli.

Una tappa obbligata va fatta anche alla Locanda del Grifo al rione San Lorenzo, dove gustare il tipico Scarpariello.

Un piatto semplice, di antichissima tradizione, cerato con prodotti sempli, tipici della Campania, inebriante nei profumi del Mediterraneo e musica per gli occhi e per il palato.

Tra gli altri piatti consigliati: paccheri con pomodorini del piennolo e gamberoni, gnocchi ai frutti di mare e paccheri con cozze e formaggio.

Ristoranti tipici e trattorie a Salerno e in Costiera Amalfitana

Tra le trattorie ed i ristoranti tipici di Salerno selezioniamo sicuramente Mamma Rosa, in via Pirro, che si propone con un ambiente accogliente e genuino. Tra le specialità è possibile gustare sia piatti di mare che di terra, in pieno stile salernitano. Tra i piatti da gustare gli Spaghettoni di Gragnano igp con broccoli saltati, filetto di baccalà, chips di baccalà, fonduta di pecorino romano dop con olio al prezzemolo aromatizzato con acqua di mare depurata. Da tenere in considerazione anche le Orecchiette con zucca, polpo verace verace, pecorino romano dop e grissini all’olio d’oliva con sesamo ed erbette aromatiche.

Tra i migliori ristoranti di Salerno, troviamo Il Gozzo , in via Largo Conservatorio Vecchio. Pesce crudo e rivisitato, ma anche pietanze di terra come parmigiana in barchetta e pesto, cavatelli con cremoso di patate, seppie e bottarga, gamberoni in guazzetto oltre al pescato del giorno.

Sempre a Salerno, alle spalle del Duomo, l’Hostaria il Brigante è uno scrigno di gusto dove poter mangiare le lasagne con ceci alla cafona ed il piatto forte del menù, la Sangiovannara, tipico primo piatto , da gustare in un ambiente raccolto e familiare, a due passi dal Duomo di Salerno.

Per finire, nel capoluogo salernitano, consigliamo, sulla strada che porta a Vietri Sul Mare il ristrorante stellato, Re Maurì con il menù gourmet dello chef Lorenzo Cuomo: Crema cotta, Fritto con Caviale e Toast con tartare, Uovo croccante, Baccalà e Provola Affumicata fresca Cubo di Genovese Napoletana con Pecorino e salsa al Taurasi. Minestra di Pasta mista con Fave e Cipollotto, Guanciale di Maialino nero, Capasanta e PecorinoRiso Carnaroli gran riserva ai Piselli, Seppioline e mantecato di Baccalà. Guancia di Vitello brasata con Fagioli misti, Spugnole e la sua Trippa, Soufflè alle Fragole e Lime con mantecato di Bufala al Pistacchio 

Sulla Costiera Amalfitana la punta di diamante è A’ Paranza di Atrani, dove i sapori del mare fanno festa.

“L’esclusività della materia prima permette la preparazione di piatti che colpiscono per l’essenzialità dei sapori, – come affermano sul sito – mai coperti o enfatizzati da condimenti non necessari. E’ la scelta dei clienti, ed è la scelta di Ristorante ‘A Paranza”. Dichiarazioni che non sono pubblicitarie, ma che davvero racchiudono il concetto di questo posto unico.

Sempre in costiera ottima l’offerta della trattoria “Il Ritrovo” di Positano che prepara una splendida zuppa saracena.

Se non ci credete, date uno sguardo e poi recatevi ad assaggiarla.

Più a Sud, sempre in provincia di Salerno, sull’altra costiera mirabile della Campania, a Marina di Camerota, nel Cilento, piatti di mare a volontà Alla vecchia Cascina.

Il pesce qui viene mostrato ancora vivo prima di prendere la strada della cucina e della tavola. Ottimo l’astice e le varianti tipiche della casa.

Ristoranti tipici ad Avellino

In provincia di Avellino l’enogastronomia è uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica.

In città, si segnala il ristorante Martella nel centro storico, capace di abbinare ai sapori della tradizione locale, (pasta patate e provola, ravioli con il tartufo, lagane e ceni scarole e fagioli) ad abili varianti ed innovazioni.

Qui è possibile gustare la tipica Rape e patate irpina, fatta secondo la ricetta tradizionale

Al centro città, nei pressi del Tribunale, si segnala La Forchetta d’Oro. Da provare le tagliatelle con Funghi porcini e tartufo, dove si racchiudono i principali sapori dei boschi irpini.

Di altissimo livello l’offerta del Megaron di Paternopoli, sapori raffinati (Polpetta con tartufo nero su crema di pomodori essiccati al sole, Crostini con crema di broccoli invernali, alici e pomodori secchi Giardiniera dell’orto di Casa Megaron con olio evo Ravece, Crema di zucca con fagioli di Volturara, pomodori secchi, tartufo nero ed olio evo Ravece, Fusilloni con Broccoli Aprilatici, Carciofi e Pomodorini del Piennolo, Fave, Pecorino e Cipolla, Stracotto all’Aglianico con broccoletti) e decisi a carattere stagionale.

Noto ai buongustai, l’Oasis di Vallesaccarda, che grazie a piatti veramente gustosi (Vellutata di cicerchie al profumo di timo con prallina di prosciutto e finocchietto; Orzo, carciofi e tartufo; Castagne del prete, fagioli quarantini di Volturara, funghi e fave di cacao; Cipolla ramata di Montoro e caciocavallo podolico; Polentina di farina di granturco, broccoli, nocciole, bottarga di tonno, colatura di alici di Cetara e provola affumicata; candele spezzate con ragù all’antica e fonduta di caciocavallo; Ravioli di burrata ed erbette, manteca campana e tartufo nero di Bagnoli Irpino; Faraona porro e arancia, Maiale bianco su papaccelle all’aceto, arance e mosto cotto di aglianico) vanta una stella Michelin.

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Ristoranti tipici a Caserta

Di particolare rilievo la cucina tipica offerta dai ristoranti del Borgo di Casertavecchia  alla La Torre dei Falchi, ristorante dove ci si può deliziare con baccalà, agnello laticauda,  pappardelle al cinghiale.

Minestra maritata e strangozzi al ragù di castrato sono due invece ottime portate del ristorante Gli Scacchi di Caserta, nella suggestiva cornice di Caserta Vecchia.

Ristoranti tipici a Benevento

A Benevento, vale la pena sostare da Nunzia, storico locale sannita per gustare un piatto di scarparielli, pasta simile alla chitarra e il cardo, pietanza natalizia della Campania, preparata in questo ristorante tutto l’anno.

Tra Trattorie e Ristoranti tipici in Emilia Romagna, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina emiliana e romagnola.

Bologna la grassa, non è un modo di dire, ma una realtà. Ma anche gli altri centri dell’Emilia Romagna non si fanno mancare nulla a tavola.

L’Emilia Romagna è per antonomasia la regione italiana della buona tavola. Ogni centro principale ha il suo piatto tipico, la sua pietanza da non perdere magari da gustare in una delle tante trattorie o ristoranti tipici dell’Emilia Romagna.

Dall’Emilia dei Tortellini e del parmigiano, al capitone e ai piatti marinari della Romagna, gli itinerari enogastronomici sono una delle chiavi di lettura turistica della regione più mangereccia d’Italia.

Andar per ristoranti tipici e gustose trattorie tra Piacenza e Rimini, passando per Parma, Modena, Forlì e Ravenna potrebbe essere un originale modo di conoscere l’Emilia Romagna.

Ristoranti tipici a Piacenza

Da Nord Ovest verso Sud Est, si incontra Piacenza dove sarebbe opportuno prevedere una sosta alla Trattoria San Giovanni e maccheroni alla bobbiese con sugo di brasato di manzo e funghi porcini oltre ai salumi piacentini dopo sapientemente preparati e rinforzati con la giardiniera. Tra i secondi piatti si può ordinare una “blanquette di vitello con funghi spinaroli

Chiamata d’obbligo per il prosciutto a Parma, seguiti da agnolini e cappelletti in brodo.

Ristoranti tipici a Parma

Tra i ristoranti e le trattorie tipiche di Parma, si può scegliere tra il Ristorante Cocchi e la trattoria del Tribunale.

Al Cocchi, fondata nel 1925 da Paride Cocchi, il menù è ampio e tipico, si va dagli antipasti a base di Culatello di Zibello al Prosciutto di Parma passando per la Spalla cruda di Palasone . 

Per i primi piatti c’è l’imbarazzo della scelta: Tortelli di Erbette, che sono a specialità della casa, i Cappellacci con asparagi e culatello oppure i Tortelli di Patate con Tartufo Nero di Fragno. Si prosegue con i secondi dalla Punta di Vitello ripiena alla Parmigiana e Patate Arrosto alla Tagliata di Controfiletto di Fassona su letto di julienne di verdure, gocce di balsamico, scaglie di parmigiano e olio extravergine di oliva.

Alla Trattoria del Tribunale, nel pieno centro storico di Parma, il menù propone vere e proprie prelibatezze.

Dagli antipasti con Torta Fritta, Culatello di Zibello e Parmigiano Reggiano, tra i primi piatti si possono scegliere i Tortelli di Zucca, Tortelli di ricotta e spalla, i Cappelletti in Brodo o alla panna, ed il Risotto alla Giuseppe Verdi oppure Risotto alla parmigiana. Infine i secondi. Tra i più succulenti Trippa alla parmigiana e Stracotto di manzo con contorno di polenta, Pesto di cavallo crudo o scottato

Da non disdegnare a Parma una bevuta di qualità nelle numerose enoteche del centro storico: segnaliamo Tabarro, Ombre Rosse e Osteria Oltrevino.

Seguendo la via Emilia del Gusto, si giunge a Modena e Reggio Emilia.

Ristoranti tipici a Modena

A Modena nel tranquillo ed ordinato centro storico da Aldina definita “il manuale vivente di tortelllini tagliatelle, bollito, frittelle di baccalà“.

Uno sguardo al menù suggerisce tortellini in brodo, tagliatelle al ragu, tortelloni ricotta e spinaci in burro e salvia o burro e pancetta, lasagne verdi classiche, gramigna e salsiccia, gnocco fritto e prosciutto crudo, filetto di maialino all’aceto balsamico, suprema di faraona al pepe verde, cestino di parmigiano con stracciatella.

Ristoranti tipici a Reggio Emilia

A Reggio Emilia un nome che è tutto un programma è il ristorante Porca Polenta.

Il Filetto di Manzo all’aceto balsamico è solo una delle proposte del Porca Polenta.

Va senza dire che lo gnocco fritto non deve mai mancare sulla tavola della cucina emiliana e dei ristoranti tipici in Emilia Romagna. L’abbinamento dello Gnocco Fritto tipico è con i saporitissimi salumi emiliani.

Ristoranti tipici a Bologna

All’ombra della torre degli Asinelli c’è l’imbarazzo della scelta. I ristoranti tipici di Bologna sono fortemente caratterizzati, ma tutti accomunati da una cucina tipica elaborata, dai sapori decisi ma raffinati.

Si può optare per un ristorante a cinque stelle o tra le decine di trattorie, bettole, localini di gran fascino.

Nei pressi di piazza Maggiore il Caminetto d’oro propone pappardelle e tagliatelle al ragù bolognese, da Gianni a la vecia Bulagna, passatelli, tortellini e cotoletta Bologna con prosciutto e parmigiano reggiano.

Ovunque, poi, è possibile gustare il vero e originale Ragù alla Bolognese.

Cantine ed osterie a Bologna

Ma la vera chicca di Bologna è rappresentata dalle cantine e dalle osterie.

Le più note sono l’Antica Drogheria Calzolari in via Petroni, la cantina Bentivoglio in via Mascarella e l’Enoteca italiana in via Marsala.

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Ristoranti tipici in Romagna

Entrando in Romagna la prima cosa da fare è dirigersi verso una delle centinaia di piadinerie, per gustare una delle tipicità locali.

La piadina classica è quella imbottita al prosciutto, si consigli di assaggiarla da Fiorenza Tarroni a Ravenna, da Simona a Rimini, o in una delle decine di piadinerie di Cesena.

Ristoranti tipici a Forlì

A Forlì vale la pena fare una visita a La cantina di via Firenze per scegliere qualche portata dal ricco menù che propone mix di saporti da tutta Italia ma anche pietanze della cucina tipica romagnola.

 Ristoranti tipici a Cesena

A Cesena consigliamo un salto all’ Osteria Michiletta in Via Strinati dove si possono scegliere numerose portate dal vastissimo menù. Noi selezioniamo le Tagliatelle verdi con ragù di Mora romagnola oppure Stringhetti con salsiccia e spinaci, Straccetti di manzo con patate e rucola ma anche Filettini di maialino alla griglia con patate al forno e per finire Pere Kaiser cotte al Sangiovese

Nelle Valli di Comacchio inutile suggerire l’anguilla, un classico, che può essere cucinata fritta, marinata o al sugo.

Ristoranti tipici a Ravenna

Ristorante tipico di Ravenna è la Trattoria la Rustica con il suo menù selezionato (Bruciatini all’Aceto Balsamico, Salumi Tradizionali con Squacquerone e Fichi Caramellati, Polentina Morbida con Formaggio di Fossa Olio di Collina e Mandorle. Per i primi Passatelli in Brodo di Manzo e Gallina, Tagliatelle con Crema di Rapa Rossa Pancetta Croccante e Fossa. Da non perdere il Coniglio alla Romagnola con Patate al Forno e la Tagliata di Manzo al Rosmarino e Sale Grosso)

Ristoranti tipici a Rimini

La Baracca, a Rimini, è un porto sicuro per chi vuol mangiar bene e tipico e magari soggiornare. “Tanto impegno e amore per il lavoro. Sana cucina fatta di piatti tipici e pasta fresca fatta in casa, rigorosamente impastata e tirata a mano. Punta all’occhiello de La Baracca è la Piadina fatta a mano, così come vuole la tradizione. Ma anche Carne di prima scelta cotta alla Brace o al Forno, da abbinare al vasto assortimento di Vini”.

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Trattorie e ristoranti tipici a Bologna, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina bolognese.

La cucina bolognese è rinomata in tutto il mondo. Bologna la Grassa, del resto, non è solo un detto, ma una reale rappresentazione del capoluogo dell’Emilia Romagna. Le Trattorie e i ristoranti tipici a Bologna sono, quindi, una vera e propria attrazione per turisti e non solo.

Cosa mangiare a Bologna

Tortellini, tagliatelle, lasagne, Ragù alla Bolognese, salumi e altre prelibatezze fanno della cucina bolognese una tradizione culinaria regionale di grande rilievo, vero e proprio vanto del territorio.

La cucina tipica dei ristoranti e delle trattorie dell’Emilia Romagna è variegata, appagante per ogni gusto ma è caratterizzata da alcuni comuni denominatori, riscontrabili in numerose trattorie e ristoranti non solo a Bologna ma anche nei locali che vanno da Piacenza a Rimini.

Dove Mangiare Bene a Bologna

A Bologna, tra trattorie e ristoranti tipici, l’imbarazzo della scelta è evidente. Si va dalle “osterie di fuori porta“, ai ristoranti e trattorie del centro storico o dell’immediata periferia.

Ristorante il Caminetto d’oro

In Via de’ Falegnami 4/A troviamo il Ristorante il Caminetto d’oro.

Il menù del Caminetto d’oro è ricchissimo. Si divide in diverse sezioni, dal pranzo alla cena e offre una selezione di pietanze tipiche, ma anche rivisitazioni moderne.

Coppa estiva della Macelleria Zivieri e crescentine fatte in casa, Fregola di grano duro con verdure primaverili, Cotoletta alla bolognese, Friggione alla bolognese e diversi altri piatti della tradizione bolognese.

Trattoria Gianni a la vecia Bulagna

Da Gianni a la vecia Bulagna, dal 1950, una garanzia per la cucina tipica bolognese.

Basta leggere la proposta dei primi piatti per capire che da Gianni si può respirare e gustare uno scorcio culinario della Vecchia Bologna (la vecia Bulagna) : Tortellini in crema di parmigiano reggiano, Tortellini in brodo, Passatelli in brodo, Tagliatelle con ragù bolognese, Taglioline al prosciutto crudo di Parma, Gramigna con ragù di salsiccia.

Trattoria da Vito

Se vi aggrada respirare il clima e la giovialità, nonchè l’estro e la compagnia tipica della tavola Bolognese, d’obbligo una sosta alla Trattoria da Vito, in via Musolesi, nella zona denominata Cirenaica.

Menù spartano, ma non manca nulla della cucina bolognese. Porzioni abbondanti, Lambrusco e San Giovese a litri. A tavola vi lasceranno la fiaschetta da due litri.

Negli anni, ai tavoli di Vito si sono visti, tra gli altri, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco Guccini.

Nella città del buon cibo e del vino a fiumi non poteva mancare una selezione di cantine ed enoteche che a dispetto del nome non propongono solo vino.

Antica Drogheria Calzolari

Partiamo da l’Antica Drogheria Calzolari in via Petroni: “Il locale è un punto di ritrovo di artisti, medici, avvocati, professionisti e semplici avventori, ma anche di ristoratori ed esperti enologi, amanti del vino, e del buon conversare“.

Qui si possono trovare tutti o quasi i vini, per ogni tasca, dal Lambusco allo Champagne e per ogni occasione. Tra una degustazione e l’altra è possibile anche acquistare, come in una classica drogheria, altri prodotti, dalla pasta, ai salumi, alle conserve, al miele.

Cantina Bentivoglio

Proseguiamo per la Cantina Bentivoglio in via Mascarella, aperta fino a tarda notte.

Cosa dire del menù della Cantina Bentivoglio? Un vero e proprio tripudio di sapori: sformatino di patate con cipolla rossa caramellata e crema di piselli, panzanella con gazpacho e straccetti di burrata uovo poché cotto a bassa temperatura su fonduta di parmigiano reggiano, stick di culatello. Tagliatelle al ragù tradizionale bolognese, taglioline con prosciutto crudo e limone spaghetti alla chitarra con crema di melanzana arrosto, pomodorini secchie straccetti di burrata, balanzoni ripieni di ricotta e mortadella con coulis di pomodorini colorati. Battuta al coltello di fassona piemontese con patata schiacciata al rosmarino, parmigiano reggiano e tuorlo fritto cotoletta con l’osso alla bolognese.

Terminamo il mini viaggio nella cucina bolognese, in una location di grande fascino, eleganza e semplicità.

Fourghetti

Stiamo parlando di Fourghetti, fino a qualche anno fa, di un tal Bruno Barbieri. A soli 2 km da Piazza Maggiore, in via Murri 71, un posto dove la tradizione strizza l’occhio all’innovazione.

Dopo una passeggiata tra i portici un salto da Fourghetti è obbligatorio.

Si può segliere tra il menù degustazione e il menù alla carta. Sicuri, in ogni caso di non sbagliare, anche grazie ad una selezione accuratissima di vini.

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