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Avellinesi nel mondo, ecco chi sono gli irpini più famosi.

C’è chi ha vinto una Champions League e chi possiede una squadra di calcio, chi ha partecipato all’ultima edizione del Festival di Sanremo e chi, all’Ariston, qualche anno fa ha addirittura ottenuto il successo.

E, a scorrere l’elenco, si scopre che sono in buona compagnia, di musicisti, magistrati, generali e addirittura di un aspirante primo ministro!

Cosa hanno in comune le persone citate? Una riga sulla carta d’identità: nato a Avellino.

Forse non tutti sanno che nel mondo dell’imprenditoria, dello sport, della cultura, della musica, del cinema e della politica ci sono tanti esponenti di primo piano che condividono il luogo di nascita, pur non potendosi considerare avellinesi al 100%, perchè magari nel capoluogo irpino hanno solo visto la luce o ci hanno vissuto pochi mesi.

Gli Avellinesi più famosi nel mondo

Luigi di Maio

E’ il caso, ad esempio, di uno dei personaggi politici più in vista negli ultimi anni, l’esponente del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, cresciuto e vissuto a Pomigliano d’Arco ma nato, appunto ad Avellino.

Valentina Tirozzi

Come Valentina Tirozzi, capitano della Nazionale femminile di Volley e schiacciatrice del Volley Casalmaggiore, compagine con cui ha vinto uno scudetto ed una Champions League, che pur non avendo di fatto mai vissuto ad Avellino, alla città è legata a filo doppio per i suoi natali.

Clementino

Nato ad Avellino il 21 dicembre 1982 figura anche sulla carta d’identità di Clemente Maccaro, in arte Clementino, il rapper napoletano protagonista all’ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano Ragazzi fuori.

Roberto Casalino

Chi ad Avellino ci è nato e vissuto solo un anno è Roberto Casalino, cantautore e compositore, che dopo aver vissuto in Germania è tornato in Italia per stabilirsi a Latina.

Ha legato il suo nome a numerosi successi della musica leggera italiana, per i quali ha scritto tantissimi successi discografici, da Tiziano Ferro a Syria, da Giusy Ferrero a Emma, da Alessandra Amoroso a Francesco Renga, Fedez, Antonello Venditti e Marco Mengoni, per il quale ha scritto nel 2013 il testo di L’essenziale, che trionfò al Festival di Sanremo.

Enrico Preziosi

Nato (e vissuto fino all’adolescenza) ad Avellino è il presidente del Genoa calcio, nonché fondatore di uno degli imperi industriali legati al mondo dei giocattoli, Enrico Preziosi.

Ettore Scola

Ad Avellino è nato anche uno dei più grandi scenografi italiani, Franco Velchi, che ha firmato tante pellicole di successo, da Il medico della mutua con Alberto Sordi a Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola (altro figlio illustre dell’Irpinia, nativo di Trevico), dalla serie televisiva Marco Polo a quasi tutti i film di Carlo Verdone con cui ha lavorato fino al 2000, sette anni prima della sua scomparsa.

Carlo Palermo

Natali avellinesi anche per l’ex magistrato Carlo Palermo, che negli anni ’80 ebbe un duro scontro con l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi a causa di una indagine in cui compariva proprio il nome del leader socialista, che solo molti anni dopo fu investito dal ciclone Tangentopoli.

Bruno Loi

Anche il generale Bruno Loi, che fu al comando in Somalia del contingente militare italiano nell’operazione Ibis di UNOSOM II nel 1993, ha emesso il suo primo vagito ad Avellino.

Da comandante del contingente dovette fronteggiare la cosiddetta battaglia del pastificio a Mogadiscio, tra le truppe italiane ed i ribelli somali, che costò la vita a tre militari italiani.

E’ la campana Inès Trocchia la playmate di ottobre su Playboy

Per il numero commemorativo della scomparsa del suo fondatore, Hugh Hefner, l’edizione di ottobre di Playboy Portogallo lancia in copertina la campana Inès Trocchia, dedicandole al suo interno un servizio fotografico di 16 pagine.

Non solo modella, non solo volto noto di alcune delle più prestigiose emittenti televisive nazionali, non solo playmate: la giovane Inès Trocchia, originaria di Nola, residente in provincia di Avellino e da tre anni e mezzo spostatasi a Milano, vive il mondo dei riflettori a 360°.

Volto Noto in TV

Dopo shooting fotografici, campagne pubblicitarie e ed esperienze in diversi settori, in estate l’abbiamo vista impegnata prima su SportItalia dell’irpino Michele Criscitiello, poi su Rai Sport (in entrambi i casi in trasmissioni sul calcio mercato), dove prosegue la sua esperienza nel programma “In zona 11” con la rubrica “Spy Sport”.

Attualmente continua gli studi per lavorare in campo televisivo e cinematografico, impegnandosi a tutto tondo nel mondo patinato dello spettacolo.

La Copertina su Playboy

Raggiunta telefonicamente, ci parla in modo particolare della sua recente esperienza come volto di una delle riviste che ha fatto più scalpore di tutti i tempi, tra arte e sensualità: Playboy.

<<La rivista è uscita nelle edicole portoghesi ieri, ma è acquistabile online in tutto il mondo – ci spiega la Trocchia – Si tratta dell’edizione del mese di ottobre che il Portogallo ha redatto per ricordare la figura dell’editore Hefner, mancato di recente all’età di 91 anni>>.

Com’è stato posare per un numero storico come questo?

<<E’ stata una bellissima soddisfazione, mi reputo onorata di essere stata scelta per rappresentare un’uscita tanto importante, nonostante la tristezza per il doloroso decesso. La cover e le 16 pagine che mi sono state dedicate rappresentano un ulteriore motivo di orgoglio per me che, nonostante la giovane età, faccio il lavoro di modella e fotomodella con grande passione da diversi anni>>.

Nel numero appari senza veli. E’ stato imbarazzante ?

<<Non è questa la mia prima esperienza con Playboy (sono apparsa già su cinque Playboy diversi), ma effettivamente questa è stata la prima volta con pose fotografiche più esplicite. Posso dire che non ho sofferto la situazione e il tutto è avvenuto in maniera molto naturale. A partire dalla bravissima fotografa Ana Dias, una persona squisita, che mi ha messo a mio agio creando un set altamente professionale, con un clima divertente e piacevole. È proprio questa la discriminante, ritengo: la professionalità. In set così importanti i fotografi sono talmente professionali da evitare inutili imbarazzi. La fotografia e l’anatomia del corpo sono arte da comunicare nella maniera più empatica ed esteticamente gradevole>>.

L’altro lato della medaglia, però, è il fatto che spogliarsi può portare con sé qualche critica. Tu come hai vissuto questo aspetto, se si è presentato?

<<Non parlo solo a titolo personale, ma per tutte le donne che svolgono professioni che le mettono molto in mostra. A chi spara sentenze in questa direzione direi di riflettere un attimo su quante donne importanti, icone di tutti i tempi, da Marylin Monroe a Kate Moss a Cindy Crawford, siano comparse su una rivista come Playboy piuttosto che abbiano mostrato sé stesse dimostrando al contempo il loro valore in tante altre specialità e situazioni della vita. Reputo questa gente che accusa senza cognizione di causa “ignorante”, poiché ritengo che non si veda da ciò il rispetto e il pudore di una donna. Il nudo artistico è storico, nasce nella notte dei tempi, e mi risulta strano che se ne debba ancora parlare con tanto clamore nel 2017>>.

Quindi non ti senti “mercificata”?

<<Assolutamente no. Al massimo direi “emancipata”, di fare ciò che mi piace e mi appassiona>>.

Per concludere, giudichi la bellezza di una donna un’arma o una zavorra?

<<Essere apprezzati per le proprie forme estetiche è senza dubbio una cosa piacevole, ma purtroppo ci sono ancora molti pregiudizi e in molti ambienti vige ancora il binomio: bella uguale stupida. La bellezza diventa così una colpa, perché ci si ferma alle doti fisiche e non si arriva al contenuto. Per cui bisogna sempre lottare per dimostrare cosa c’è oltre lo stereotipo. E questo si fa continuando a studiare sempre e a impegnarsi duramente: nonostante dall’esterno si vedano soltanto aspetti positivi, il lavoro legato al mondo dello spettacolo in generale è di per sé molto duro e richiede costanza, passione e impegno>>.

INCREDIBILE AD AVELLINO – Si Sposa a 100 anni !

Se non è un evento da Guiness dei Primati poco ci manca. Quando si dice: l’amore non ha età.

L’annuncio nella bacheca delle pubblicazioni di matrimonio del comune di Avellino.

Centosessantatre anni in due ed un sogno comune: giurarsi amore eterno.

Ad ogni costo, ad ogni età.

Entrambi vedovi, hanno deciso di suggellare il loro legame, andando oltre il pregiudizio.

E sfidando il giudizio di quanti, leggendo quella pubblicazione di matrimonio affissa all’albo del municipio di Avellino, avranno fantasticato e magari sorriso.

Lo Sposo

Lui, lo sposo, di anni ne ha appena compiuti 100. A luglio la festa per il raggiungimento della tripla cifra, a breve quella per il coronamento del suo sogno d’amore.

Al suo fianco l’adorata compagna, di 37 anni più giovane.

Lui, nato nel pieno della Prima Guerra Mondiale, pochi mesi prima della Rivoluzione d’Ottobre, è originario di Bisaccia in provincia di Avellino.

Cento anni di vita, significa un grande bagaglio di esperienza, attraverso quel Secolo Breve che di prove ne ha presentate, eccome.

Le cose della vita lo hanno portato a lasciare la sua terra d’origine, per trasferirsi nella capitale.

Il ritorno nella verde Irpinia ha portato in dote all’uomo il regalo più grande che potesse attendersi, quello più spontaneo, che in fondo non conosce regole e non ha istruzioni particolari da seguire.

Un regalo che gli ha fatto battere il cuore al punto da non fermarsi di fronte ad una scelta così importante come quella di risposarsi.

La Sposa

Lei, invece, di anni ne ha “appena” 63. Ad Avellino è nata e vi risiede. Anche lei ha avuto una sua vita, un amore, un marito.

Rimasta vedova, ecco l’incontro che le cambia la sua vita.

Per sempre. Perché non c’è un’età per resistere al richiamo del cuore.

E a quelle due parole che emozionano al punto da far tornare ragazzini: vuoi sposarmi?