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L’acqua del rubinetto è sicura e più buona se microfiltrata.

Meglio in bottiglia o che sgorga dal rubinetto ? Liscia o frizzante ?

E ancora, la scelta va fatta in base al gusto o alle caratteristiche organolettiche.

Quando si ha a che fare con l’acqua, gli interrogativi cui ci troviamo a dover rispondere sono davvero tanti.

Ma, poi, facciamo sempre la scelta giusta?

Abbiamo provato a chiederlo a Domenico Imperatore, responsabile della comunicazione di Acquatec, azienda campana che si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di erogatori pubblici di acqua affinata e dell’installazione di sistemi di filtrazione domestici finalizzati a migliorare la qualità di ciò che beviamo.”

Dottor Imperatore, premesso che le acque che si trovano in commercio e quelle che sgorgano dal rubinetto sono tutte potabili, come ci si orienta?

“Le acque che troviamo in commercio, come quelle che fuoriescono dai nostri rubinetti, sono potabili, nel senso che possono essere bevute in tutta sicurezza.

Tuttavia la legislazione ne riconosce e regolamenta differenti tipologie, che distingue a seconda della composizione salina, dell’origine, della modalità di trasporto e degli eventuali trattamenti a cui sono sottoposte. Esistono infatti le acque destinate al consumo umano, le acque minerali, le acque di sorgente e le acque affinate”.

Come deve essere l’acqua potabile?

“L’acqua potabile, a prescindere dalla categoria alla quale appartiene, deve essere salubre e pulita ovvero non deve contenere microrganismi né altre sostanze in concntrazioni tali da rappresentare un pericolo per la salute dell’essere umano.

Per assicurare ciò, le attuali norme definiscono i requisiti di potabilità attraverso il controllo di 53 parametri per ognuno dei quali sono stati fissati dei limiti di concentrazione, attraverso il decreto legislativo 31 del 2001 con le successive modifiche e integrazioni.

Come si fa a distinguere una buona acqua da una meno buona?

“Imparare a capire come bere una buona acqua e riconoscerne la qualità è un aspetto fondamentale per la salute del nostro organismo.

E’ ormai risaputo che utilizzare acqua imbottigliata in plastica danneggia noi e l’ambiente.

Gli spot pubblicitari che guardiamo in tv o ascoltiamo in radio sono di forte impatto ma sostanzialmente ingannevoli”.

Meglio bere acqua imbottigliata o quella del rubinetto?

“Molti si pongono la domanda, ma non trovano la risposta. Il sapore dell’acqua va ad influire sulle scelte delle famiglie italiane indipendentemente dalle certificazioni, dalle fonti, dalla provenienza.

In termini di sicurezza, l’acqua che esce dal rubinetto è sicuramente più controllata anche se talvolta il sapore può risultare sgradevole.

L’acqua imbottigliata invece ha un sapore più gradevole ma può perderne in qualità, nel lungo percorso che la conduce sulle nostra tavole. Inoltre, è recente la diffusione della notizia relativa alla scoperta di presenza di microplastiche disciolte nell’acqua”.

In definitiva, lei cosa consiglia?

“Il consiglio che mi sento di dare è quello di bere acqua di rete pubblica controllata e certificata.

Magari utilizzando i nostri filtri a carboni attivi, che eliminano  il cloro residuo, i sapori e gli odori sgradevoli e trattengono tutte le impurità di dimensioni fino a 0,5 µm.

Fa bene all’ambiente, fa bene alla salute e si evita di produrre plastica”.

Differenziata ad Avellino: Tutti PAZZI per la plastica, SCOPRI che fare.

Mentre il dibattito a livello mondiale non si ferma, mentre le aziende sembrano fare orecchio da mercante, mentre i cittadini la utilizzano in modo spropositato, mentre gli incivili la buttano via dove capita, mentre gli oceani se ne riempiono e gli animali ne muoiono, la plastica continua incontrastata la sua corsa verso il disastro.

Ambientale, questo è il primo e vero problema.

Moriremo seppelliti dalla plastica: teoria apocalittica? Non proprio, stando alle statistiche di produzione e consumo, e stando agli allarmanti dati relativi all’errato smaltimento della stessa.

Ora il concetto è: si può fare a meno della plastica?

Si spera in un futuro molto prossimo, ma attualmente il discorso è ancora prematuro. Sfogliando riviste di settore e non, ascoltando dibattiti televisivi e interviste a esperti e ricercatori da tutto il mondo il pensiero verso questa direzione c’è e si immaginano strade alternative percorribili.

Ma effettivamente siamo talmente sommersi dalla plastica che, se pure se ne troverà la formula sostituta, ne passerà ancora di tempo.

Si può ridurre il consumo di plastica? Questa sì che potrebbe essere la chiave. Cercando, ognuno nel proprio piccolo, di produrne meno.

Quando si parla di questi argomenti tanto “universali” spesso si finisce per parlare solo delle problematiche più rilevanti.

Con i fatti di maggiore impatto mediatico e di maggiore gravità che, a buona ragione, fanno il giro del mondo. Ma se pensiamo anche al nostro piccolo, alla goccia di quell’oceano pieno di plastica, magari iniziando a fare critica partendo da noi stessi?

Avellino? Certo, anche Avellino è piena di plastica. Gli avellinesi? Impazziscono a stare dietro alla plastica.

Le nuove norme relative alla raccolta differenziata dei rifiuti in città hanno fatto prepotentemente tornare in auge anche il tema della plastica. Forse perché ora le discariche abusive a cielo aperto sono ancora più evidenti.

Forse perché, con l’unico giorno settimanale di consegna, ci si è resi maggiormente conto di quanta plastica viene prodotta.

E così, bustone voluminoso alla mano, ci si reca verso il determinato carrellato pensando tra sé e sé “ma che rottura di scatole tutta questa plastica”…perché?

Soprattutto perché è ingombrante: in casa da depositare e accumulare, nelle buste da trasportare.

C’è poi chi viene assalito dai sensi di colpa sul “quanta plastica produco, chi se ne era reso conto…ma quanto sto inquinando e non me ne accorgevo!”.

Sicuramente il tema ecologico è valido sia a livello macro sia a livello micro, anzi è proprio dal micro che prende il via ogni situazione più grande.

C’è ancora chi si chiede “posso farne a meno? O non c’è soluzione?”.

Se la soluzione drastica di eliminare i rifiuti plastici non esiste, ci sono alcune soluzioni che possono ridurli sensibilmente.

Le possibili soluzioni.

Alcune buone abitudini possono essere ridurre il consumo di piatti, bicchieri e posate di plastica oppure acquistare detersivi, detergenti e saponi alla spina.

Insomma partire dall’eliminazione (o quantomeno dalla riduzione) di alcuni oggetti inutili o sostituibili.

Oppure pensare al riciclo e al riuso di quanto è possibile fare con oggetti in plastica che troppo velocemente, e senza il minimo pensiero, finiscono nella spazzatura e che, invece, potrebbero servire a un altro impiego.

Bere acqua in bottiglia di plastica. Conviene ?

C’è poi la questione delle bottiglie, che solo nel 6,6% dei casi di quelle circolanti sul mercato mondiale sono fatte di plastica riciclata.

Chi ha l’abitudine di bere l’acqua imbottigliata, inoltre, si pone anche il problema del pensiero dell’acquisto, del trasporto, dell’ingombro casalingo, della spesa.

Perché continuare a consumare un’infinità di plastica quando puoi bere l’acqua di casa ?

Ed infatti in molti scelgono di bere quella del rubinetto, che ad Avellino è potabile e buona senza dubbio, ma che ha necessariamente anche una percentuale rilevante di residui, di calcare e di cloro.

Così come si può notare dalle incrostazioni sulla pentola dopo l’ebollizione, oppure dalla costante presenza di calcare su rubinetti e nelle tubature.

In Campania sta riscuotendo molto successo un’iniziativa nata come tesi universitaria di due giovani e lungimiranti studenti di ingegneria campani ormai divenuta una florida realtà industriale.

Si tratta della Aquatec, azienda specializzata, oltre che nella progettazione, realizzazione e gestione di Case dell’Acqua per Pubbliche Amministrazioni, nella produzione di impianti di filtrazione d’acqua per uso privato e uffici.

L’impianto “CASA DELL’ACQUA A CASA TUA” modello BASIC è un sistema di filtrazione sottolavello composto da un filtro a struttura composita impiegata per affinare l’acqua (Sistema di filtrazione a carboni attivi) capace di rimuovere cloro residuo, sapori e odori sgradevoli e trattenere impurità di dimensioni fino a 0,5 µm.

Sistemi come questo, che si stanno facendo strada nel panorama mondiale, consentono in maniera molto semplice di lavorare nella direzione del risparmio di consumo di bottiglie di plastica, depurando l’acqua comunale e rendendola dolce e leggera.

Piacevole e sicura da bere, economicamente conveniente e dalla parte del Pianeta.

Insomma, se la gente si lamenta della troppa plastica qualche soluzione è pur necessario trovarla.

E, pensandoci bene, con un po’ di attenzione, non tarda ad arrivare e non è difficile da attuare.

Acquatec: Risparmio,Benessere e Salute !

Da oggi puoi farlo in totale sicurezza grazie al sistema di filtraggio domestico Aquatec, per un’accurata rimozione di cloro residuo, sapori e odori sgradevoli e per trattenere le impurità fisiologicamente presenti nell’acqua potabile casalinga.

Una vera e propria “Casa dell’acqua a casa tua”, ovvero un impianto di filtrazione sottolavello formato da un filtro a struttura composita impiegata per affinare l’acqua (sistema a filtrazione a carboni attivi).

I vantaggi ? Numerosi e sorprendenti!

L’installazione è gratuita, il sistema non necessita di manutenzione (è solo necessario sostituire i filtri ogni 6 mesi in seguito a contatto preventivo da parte di un nostro operatore), si utilizza il rubinetto già esistente evitando ulteriori fori, per azionarlo basta usare l’acqua fredda, si riduce il consumo di plastica, si evita di comprare e trasportare casse di acqua imbottigliata, si può bere quando e quanto si desidera.

  • Aquatec dalla parte dell’ambiente, del risparmio, del benessere e della salute di tutta la famiglia ! 

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