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C’era una volta, tanti anni fa…il Kiwi Club di Avellino.

Il Kiwi Club di Avellino negli anni 90

Si trattava di una piccola discoteca situata in una traversa di via Colombo ad Avellino che, fondata a metà anni 80, visse dal 1989, un periodo di esaltanti successi.

Fu quello l’anno in cui, chi scrive, reduce da una serie di eventi culturali e ricreativi organizzati con un’ associazione giovanile “ Il President Club”, prese le redini del locale ed organizzò la più alta sequenza di appuntamenti danzanti del sabato sera.

Durarono una decina d‘anni, senza mai un’interruzione.

Oggi restano una pagina ufficiale ed  gruppo su facebook con oltre 1.000 iscritti, i ricordi e tanta nostalgia per quella spensieratezza di ragazzi che il sabato sera, in una città in cui non c’era nulla da fare, andavano in discoteca o meglio come dicevano le mie amiche storiche, da Lino, in cerca di un’emozione.

Quante storie d’amore sono nate e poi sono anche finite in quel locale e quante sono finite anche su un altare.

Abito scuro, era scritto in bella evidenza sui biglietti , sempre molto eleganti, curati per anni da Mario e Gerardo dell’agenzia Grafistudio, che ti arrivavano direttamente per posta a casa.

Gli invitati erano selezionati all’ingresso dal mitico Marcantonio, un gigante dal cuore buono ma energico nei momenti più…intensi.

Alla cassa, un piccolo sgabuzzino, si alternavano Adriana, Ombretta e Sonia, mentre il ragioniere Picillo in disparte controllava che tutto filasse liscio, al guardaroba, tra i tanti studenti universitari che lavorarono in questo locale, la più brava fu sicuramente Adele.

Al bar, un mito, Gianni, ora volato in cielo. RIP.

Fu il nostro mentore, ci insegnò a gustare sofisticatissimi cocktail. Di volta in volta, fu affiancato da Massimo, Michele, Pasquale e Aurelia.

Nelle consolle allestite da Rino Pesca, affianco al dj-light Antonio Salomone si alternarono in tanti.

Da Giuliano Granata, ora bancario negli USA, a Bruno Barra a Dario Guida, una leggenda nel panorama del by night campano, da Angelo Mazzeo a Luca Aurigemma.

Come facciamo ad esempio a non menzionare il mitico tuttofare Faustino ? 

Comunque, difficile ricordarli tutti.

E poi VOI, la gente, la gente del Kiwi Club. Quelli che hanno fatto la storia del locale.

Uno spettacolo di animazione del Kiwi Club di Avellino negli anni 90

Un filo indissolubile che legherà tre generazioni di avellinesi.

Oggi, i ragazzi di allora sono diventati attempati professionisti ed impiegati, avvocati ed operai, ingegneri ed architetti, assessori comunali e politici, deputati e ministri della repubblica, brillanti commercianti e costruttori, imprenditori e direttori d’aziende, splendide segretarie ed onesti lavoratori, papa e mamme di marmocchi che non di rado, dopo aver orecchiato qualcosa ti chiedono:

“ Papà cos’era il Kiwi Club ? ”

Tu ti fermi un attimo, pensi e sorridi, e poi dici

“ Caro Luca,  il Kiwi club era una discoteca bellissima dove il tuo Papà organizzava delle feste con tanti, tantissimi amici …”

Lino Sorrentini P.R.

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Quelli del Kiwi Club: Angelo Mazzeo, una vita da DJ.

Premessa. In una città come Avellino è inevitabile che la cerchia di conoscenze finisca per l’essere inversamente proporzionale alla dimensione della città.

In altre parole: ci si conosce un po’ tutti.

Di alcune persone si può non conoscere il volto, ma il nome almeno una volta lo si è sentito, specie quando questi è associato a un evento, ad un’attività, ad una specificità.

Il Kiwi Club di Avellino negli anni 90

E’ il caso di Angelo Mazzeo, dj per passione, che alla soglia dei 50 anni non solo continua a far ballare con la sua musica i figli di coloro che ha fatto divertire agli albori della sua carriera ma è senza dubbio una di quelle figure che, complici esperienze fortunate, si è indissolubilmente legato al mondo del divertimento e al tempo libero ad Avellino.

Il suo rapporto con mixer e piatti cominciò nel 1986. A raccontarlo è lo stesso protagonista.

“Avevo 19 anni e avevo appena conseguito la maturità. Come regalo chiesi ai miei genitori due piatti ed un mixer. Mio padre mi chiese a cosa servissero, forse si aspettava, vista la mia passione per la musica, che gli chiedessi una chitarra. Nemmeno un anno dopo facevo già le prime serate ad Avellino”.

Prima il Cristal a Mirabella Eclano, poi il Willys a Chiusano San Domenico, quindi lo Sciarada a Mercogliano, prima di incrociare il Kiwi Club.

E qui comincia una nuova storia. Di musica, cultura, costume.

“Il Kiwi, di cui sono stato dj resident per anni,  è stato tra i primi locali, in Campania, a portare la moda, lo spettacolo, il cabaret in discoteca. Il Kiwi fu il perfetto mix tra domanda ed offerta e non a caso sia il sabato sera che la domenica pomeriggio avevamo persone che arrivavano anche dalle altre province, non solo da Avellino”.

A proposito di domenica pomeriggio, si trattò di un vero e proprio colpo a effetto. Con i pomeriggi danzanti dedicati ai giovani, il Kiwi anticipò le tendenze nazionali.

“Avevamo fatto un test durante l’estate, in un piccolo locale, un circolo in cui ascoltavamo musica e ballavamo. Alla riapertura della stagione lanciammo la discoteca alle tre del pomeriggio della domenica.

E c’era la fila per entrare che iniziava a via Colombo! Avere la possibilità di andare a ballare a 15 anni, in un locale che aveva una storia ed una autorevolezza era il massimo.

Trend Discoteque, una rivista di settore, ci pose ai vertici del panorama regionale.

Angelo Mazzeo con Luca Aurigemma ed Antonio Salomone.

Divenne talmente un fenomeno, che ospitammo grandi nomi della musica e dello spettacolo, da Claudio Coccoluto alle ragazze di Non è la Rai ed ai ragazzi della trasmisisone “Amici ” di Maria De Filippi, che per i ragazzini dell’epoca era come avere oggi Fiorello!”

Angelo, cosa chiedeva il pubblico avellinese che facevi ballare tra gli anni’80 e gli anni’90?

“Chiedeva divertimento: era questo il liet motiv, sia il sabato che la domenica.

La discoteca era un vero luogo di aggregazione, con la musica che non era assordante e consentiva di intrattenere rapporti, di conoscere gente, di parlare.

Oggi si va in direzione diametralmente opposta. Il paradosso? La silent disco, dove si balla ascoltando la musica in cuffia, con buona pace della socializzazione”.

Come è cambiato il mondo delle discoteche negli anni secondo Angelo Mazzeo?

Angelo Mazzeo e Lino Sorrentini

Il primo vero cambiamento c’è stato a metà degli anni ’90, con le discoteche settorializzate, dove trovavi solo house, solo techno, solo commerciale. Prima, invece, si andava a ballare e stava alla sensibilità del dj trovare il dosaggio giusto tra i generi.

Oggi, invece, prima scegli il genere e poi il locale. Tornando al Kiwi, era famoso il break anni ’80, che era molto richiesto, con il quale si faceva un tuffo nel passato.

Poi, sul finire degli anni ’90 si è passati dal boom delle piccole discoteche da 500/600 persone, che lavoravano tutte, alla moda dei grandi locali da 2000/3000 persone, come l’East Side, il Big Ben a Montemiletto o il Pala 3 B a Summonte.

Il problema, però, è che non c’erano più le serate che attraversavano vari generi ma tanti mondi paralleli. La logica conclusione è stata quella di ritornare a locali di dimensioni più piccole”.

Alla luce della tua esperienza, un locale come il Kiwi potrebbe tornare di moda oggi ad Avellino?

“Non penso. Sono cambiate troppe cose. Sicuramente è piacevole ritrovarsi per un revival, un po’ come per le rimpatriate tra compagni di scuola, ma penso che quella esperienza così come fu allora difficilmente potrà ritornare. Sarebbe complicato ricreare quell’atmosfera perchè sono cambiati i tempi. Allora chi andava a ballare il sabato sera era maggiorenne, il pubblico aveva un’età compresa tra i 22 ed i 40 anni. Oggi un 40enne in discoteca incontra i 14enni. E’ cambiato il mondo!”

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Quelli del Kiwi Club di Avellino: Marcantonio.

Correva l’anno 1979. Ad Avellino si sognava con i gol di De Ponti e Mario Piga.

Da qualche anno, sull’etere viaggiavano le onde di Radio Avellino, Radio Irpinia, Radio Alfa, prime esperienze di radio libere in cui tanti giovani avellinesi con la passione per la musica portarono il loro contributo, sia in termini tecnici che artistici.

Tra questi, ad essere folgorato sulla via delle onde radio, un giovane con la passione per la musica ed il karate: Marcantonio Lallo. Pomeriggi interi trascorsi tra tatami e vinili e, poi, quella gran voglia di coinvolgere e far divertire i suoi coetanei.

In una città di provincia, ancora non ferita dal terremoto, bastava davvero poco per essere spensierati.

Un piccolo locale, qualche buon disco ed il resto veniva da sé.

Dal Black Angel al Kiwi Club, la storia di Marcantonio.

Uno dei punti di ritrovo di quello che oggi si chiamerebbe by night era in Via Serafino Soldi.

In realtà, poco più di un by afternoon: il Black Angel.

Il Kiwi Club di Avellino

“Un club privato più che una discoteca – racconta Marcantonio Lallo, protagonista in quegli anni con un gruppo di amici composto da Mario Di Lauro, Enzo Arricale, Giannantonio Oliva, Lucio De Stefano, Gianni Mura del tempo libero in città – un punto di ritrovo per il divertimento più sano e pulito che potesse esserci all’epoca. Si cominciava a ballare alle 18.30 e alle 21.30 tutti a casa. La trasgressione massima era bere un Martini, ma erano aranciata e coca-cola a scorrere a fiumi. Insomma, a raccontarlo oggi sembra davvero preistoria. Eppure, ci si divertiva e pure tanto”.

Il Black Angel chiuse le porte nel 1983. Fu una delle tante chiusure che si registrarono in Italia a seguito della tragedia del Cinema Statuto di Torino dove, a causa di un incendio, persero la vita 64 persone.

Un episodio, quello della tragedia di Torino, che fu uno spartiacque per tutti i locali di intrattenimento, molti dei quali che si rivelarono praticamente privi di qualsiasi misura di sicurezza.

Dal club Sciarada di Mercogliano al Cactus di Monteforte

Marcantonio Lallo, animato da una grande passione per la musica, portò così la sua esperienza di DJ allo Sciarada di Mercogliano.

“E qui già possiamo parlare di un locale che si avvicinava al concetto di discoteca nell’accezione moderna, anche se di fatto era un club frequentato quasi sempre dalle stesse persone, cerchie di amici – racconta – che si ritrovavano per ascoltare buona musica e per qualche lento, allora tanto di moda”.

La prima vera discoteca avellinese moderna fu il Cactus a Monteforte Irpino, assai in voga nei primi anni ’80.

Ecco il Kiwi Club di Avellino

Il Kiwi Club di Avellino negli anni 90

Ma è con la nascita dal Kiwi Club che, secondo Marcantonio, cambiò il modo di intendere il divertimento e la sala da ballo.

E cambiò anche il suo ruolo: da DJ a responsabile della sicurezza e selezionatore all’ingresso.

Ad aiutarlo nel nuovo ruolo, le phisique du role e la sua esperienza maturata con le arti marziali, di cui ancora oggi è cultore, insegnante e arbitro.

“Quella del Kiwi è stata l’avventura più bella. Centinaia di ragazzi e ragazze affollavano il locale ogni sera con il solo scopo di divertirsi. Un locale “pulito” dove ognuno faceva la sua parte per far star bene e tranquille le persone. In fondo – ricorda – , al Kiwi si andava anche perchè tutti sapevano di poter trascorrere una serata in completa sicurezza”.

Marcantonio Lallo in breve tempo divenne una figura carismatica. Amico di tutti, rispettato da tutti.

Anche (e soprattutto) da qualcuno un po’ più “caldo”.

“Qualche animo un po’ più esagitato c’era, qualcuno magari l’ho anche strattonato, ma posso assicurare che con l’arte della diplomazia, con la sola parola si risolvevano tutti i problemi. Oggi non credo funzioni più così e onestamente avrei difficoltà a ritrovarmi a svolgere lo stesso ruolo. E, poi, c’era una selezione forte, curata da Lino Sorrentini, che faceva si che il locale fosse frequentato solo da persone perbene”.

Tanti gli aneddoti che Marcantonio ricorda con estremo piacere, lui che ha conosciuto almeno tre generazioni di avellinesi avvezzi al ballo e al divertimento (non è un caso che in occasione del raduno C’era una volta il Kiwi club organizzato qualche anno fa, fu il più gettonato della serata).

Marcantonio Lallo con Lino Sorrentini

“Ancora oggi mi capita di essere fermato da padri e madri di famiglia che mi ringraziano per l’atteggiamento che avevamo al Kiwi per farli sentire a proprio agio. I nomi magari non li ricordo più, ma posso assicurare che ho ben stampate in mente le facce dei tanti ragazzi che incrociavo la sera, molti di loro oggi stimati e affermati professionisti.

Tra gli episodi più simpatici, ricordo la fatica che dovevo fare per calmare gli ardori dei giovani avellinesi quando arrivavano le animatrici da Napoli, i loro tentativi di raggiungerle nei camerini. Il tutto però sempre nella massima correttezza. Che dire, poi, di quei ragazzi che si presentavano alla porta in abiti casual quando era previsto un abbigliamento elegante e che ero costretto a respingere: quanti di loro correvano a casa a cambiarsi per poi ritornare!

E, poi, c’erano le feste della domenica pomeriggio, un evento per tutta la Campania, non solo Avellino. Gli anni del Kiwi sono stati uno dei momenti più belli per la città di Avellino. Terminata quell’esperienza nessuno è stato più in grado di ripeterla. Che peccato”.

Qualche anno fa il revival “C’era una volta il Kiwi club” organizzato da Lino Sorrentini, storico PR del locale di Via Colombo 16, riscontrò un grande successo tra gli habitué di un tempo.

Tra un amarcord ed un come eravamo. Un evento che si concluse con un arrivederci.

Che potrebbe presto ritornare.

Magari tra Natale e Capodanno quando “Quelli del Kiwi Club” ritorneranno ad Avellino da città e paesi lontani.

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Meet Eventi, quella vecchia falegnameria che accoglie il by night avellinese.

Da luogo in cui prendeva forma la legna a spazio in cui prende forma il “MEET EVENTI” l’incontro nel segno della cultura e del divertimento.

In meno di due anni di attività (il prossimo 28 novembre festeggerà il suo secondo compleanno) il Meet Eventi di Atripalda è diventato un punto di riferimento per il by night nella provincia di Avellino, grazie alle intuizioni di Antonio Aquino e della sua famiglia, che lo ha supportato in quell’idea inizialmente considerata forse un po’ bislacca e che, invece, si è rivelata vincente.

Musica dal vivo, concerti, cinema, teatro, serate a tema, feste private: il Meet Eventi è le tante facce che il tempo libero può assumere racchiuse in un unico spazio.

Antonio Aquino

Dopo un’estate in cui lo staff del Meet Eventi ha riavvolto il nastro dell’ultima stagione per rivivere e rinnovare un anno di successi, ecco che sabato 15 ottobre 2016 si riparte con il live numero zero.

A raccontare l’anno che verrà è Antonio Aquino, deus ex machina del Meet Eventi di Atripalda.

Quali sono le novità che attendono il pubblico avellinese?

“Se è vero che squadra che vince non si cambia, allora nel nostro caso format che vince non si cambia ma si rafforza. La stagione, che andrà avanti da ottobre fino al prossimo mese di maggio, sarà in linea con quella dello scorso anno ma con qualche piacevole novità. Spazio dunque all’intrattenimento in tutte le sue forme, con concerti dal vivo combinati con serate disco, appuntamenti dedicati ai balli caraibici e latino americani. In fase di sviluppo, poi, ci sono eventi dedicati al cinema ed al teatro.

L’obiettivo è far incontrare e divertire le persone di ogni fascia di età.

“Sarà una programmazione come al solito molto ricca, che vedrà la conferma di ospiti quali Fabio Grillo con il suo movimento DISLIKE e Gianpietro Verosimile ma anche la presenza di tanti artisti e dj internazionali, a cominciare da John Gomez che, direttamente da Madrid, sarà la guest star nella serata di Halloween. Rispetto allo scorso anno ci sono tante novità tutte da venire a scoprire, a cominciare dalla nuova cucina con cui proveremo a prendere anche per la gola i nostri amici”.

Gli Ospiti dei Prossimi Eventi.

Come nasce l’idea di un locale come il Meet Eventi?

“Intanto bisogna partire da cosa era questo posto prima: una falegnameria. Fu costruita negli anni ’60 ed è rimasta in funzione fino alla metà degli anni ’90.

Poi rimase un luogo vuoto e senza una sua funzione. Qualche anno fa, osservando il panorama del tempo libero avellinese, mi resi conto che mancava un luogo di incontro polivalente, che non fosse solo una discoteca o una sala concerti.

Una parte dello Staff

Parlai della mia idea con mia sorella, che di professione fa l’architetto, ed insieme a lei, a mio cognato e alla mia ragazza ci siamo rimboccati le maniche per creare ciò che oggi è il Meet, ossia uno spazio aperto al territorio, alle associazioni, alle persone che abbiano voglia di fare e fruire cultura”.

Quali sono i momenti nei primi due anni di attività che ricordi con maggiore piacere?

“I primi sei mesi sono stati sicuramente i più difficili. Poi c’è stata la prima vera stagione con una programmazione definita e intrigante.

I ricordi più belli sono legati ad alcune feste in particolare, all’Avellino Beat Festival, alla festa organizzata in occasione della Candelora, ai concerti live Raiz&Almamegretta presents Sanacore Dub Train, all’esibizione dei Toys Orchestra.

Ed ancora gli spettacoli teatrali in collaborazione con l’Arpa, il cineforum organizzato insieme a Monica Rosapane, insomma tanti momenti che hanno ampliato l’offerta culturale”.

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

“Che il Meet Eventi diventi sempre più luogo di aggregazione e punto di riferimento non solo per i giovani ma anche per gli adulti”.

 

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Prossimi Appuntamenti 

  • Sabato 15 Ottobre, Meet Eventi Open Music Season 16/17 – Yombe + Maiole Live – INGRESSO LIBERO su prenotazione
  • Sabato 29 OTTOBRE, Meet Eventi Serata Latina – Free Bar & Free Buffet In consolle: DJ Tony M e DJ Eryan!
  • Lunedì 31 ottobre – Dislike meet Halloween – In consolle: John Gomez – Fabio Grillo – Giuseppe Lombardi

Per informazioni e prenotazioni  0825 622680 – Il Meet Eventi è in via Fiumitello, 3 ad Atripalda