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Il programma del Carnevale di Paternopoli, tra Sfilate, Balli e Spettacoli musicali.

Paternopoli si riappropria del suo Carnevale, uno dei più antichi e coinvolgenti della provincia di Avellino.

Anche quest’anno, il Carnevale Paternese torna a colorare l’Irpinia con i suoi carri allegorici.

In principio fu una nave. Un mezzo marittimo realizzato con materiali di risulta da Alfonso Basile, un paternese che così volle rendere omaggio ai tanti compaesani che su una nave vera erano saliti per cercar fortuna in America.

Era la fine del XIX secolo. La sua nave fu esposta in paese nei giorni del Carnevale. E chissà se è solo un caso che il primo tentativo di allestire carri allegorici a Paternopoli, sul finire degli anni ’40 del Novecento, avesse come tema proprio l’America: tre caravelle allestite su dei camion attraversarono le vie del paese raggiungendo Piazza XXIV Maggio, con un improvvisato Cristoforo Colombo ad inneggiare alla nuova terra scoperta!

Ed, allora, ecco spuntare le prime maschere del Carnevale Paternese, dai Pellerossa ai reali di Castiglia, tutti interpretati rigorosamente dagli uomini del paese che parteciparono ad una messa in scena che registrò tanti consensi al punto da richiedere un bis anche nella vicina Mirabella Eclano.

Da allora a Paternopoli il Carnevale è diventato un must.

Un evento che ha sempre coinvolto l’intero paese, dai più piccoli agli anziani, sempre pronti a raccontare le avventure, gli aneddoti, gli episodi accaduti nel passato.

Una trasmissione orale delle tradizioni che con il trascorrere del tempo ha finito con il generare una cospicua letteratura arricchitasi anno dopo anno.

Il Carnevale a Paternopoli è stato per anni il collante della comunità, l’obiettivo cui concentrarsi nel tempo libero per un anno intero.

Un coinvolgimento così forte e, soprattutto, con risultati talmente eccellenti, da far meritare a Paternopoli l’appellativo di Viareggio dell’Irpinia, grazie agli splendidi carri allegorici realizzati in carta pesta che per anni hanno richiamato nel piccolo centro irpino migliaia di appassionati del genere provenienti da tutta l’Italia meridionale.

Il Carnevale Paternese 2020

Evidentemente, a Paternopoli la “morte” del Carnevale nel 2017 (per un anno la comunità è rimasta senza il suo Carnevale) ha scosso la popolazione locale che, dall’anno successivo, sembra aver ritrovato lo slancio e l’entusiasmo del passato facendo rivivere una delle più antiche tradizioni del paese.

Un programma ricco ed articolato, quello messo in piedi dal Comitato Carnevale per l‘edizione 2020, con la sfilata dei carri allegorici in carta pesta che si terrà in due occasioni, domenica 23 febbraio (ore 15.30) e martedì 25 febbraio (ore 15.30).

Ed ancora, sfilate di gruppi di ballo, spettacoli musicali serali all’interno della tendostruttura di Piazza Kennedy e stand per la degustazione di prodotti tipici locali.

Il programma del Carnevale di Montemarano, tra sfilate, tarantella e corteo funebre.

In Irpinia se dici Montemarano la mente corre subito al Carnevale e alla tarantella, due marchi di fabbrica di uno dei comuni della provincia di Avellino più vivaci in quanto a tradizioni popolari.

Come ogni anno, il periodo del Carnevale a Montemarano vede coinvolto tutto il paese per quella che è un’antica tradizione che si tramanda da generazioni.

Per l’edizione 2020, i riti del Carnevale Montemaranese prenderanno il via il 22 febbraio,  per concludersi domenica 1 marzo con il consueto corteo funebre.

E già, perchè a Montemarano il Carnevale si divide in due momenti.

Il primo è quello che parte dal giovedì che precede l’ultima settimana di Carnevale per concludersi il martedì grasso.

Dal 22 febbraio 2020, tanti appuntamenti con la storia, la cultura e le sfilate della maschere, ovviamente nel segno della tarantella, il ballo che proprio tra le strade di Montemarano ha visto i natali.

Sfilata di Carnevale a Montemarano

Domenica 23 febbraio, a partire dalle ore 15, la tradizionale sfilate delle maschere attraverserà, a suon di musica, le strade del paese, coinvolgendo le migliaia di persone che raggiungono il piccolo centro per alimentare le fila festanti. Una lunga giornata di canti, balli e scherzi che si concluderà, come al solito solo a tarda sera.

La sfilata dei cortei mascherati sarà ripetuta sia lunedì 24 che martedì 25 febbraio, quando si chiuderà la prima fase del Carnevale Montemaranese.

La seconda parte si svolge, invece, la domenica successiva, che quest’anno cade il 1° marzo, quando per le vie del paese sfilerà il corteo funebre in maschera che piange la morte del Carnevale.

Al termine del corteo, il “notaio” leggerà il testamento, una commemorazione in rima che è un po’ l’essenza di ciò che rappresenta il Carnevale per tutta la comunità, un testo in chiave satirico che racchiude quella che è una vera vocazione di tutti i montemaranesi per il Carnevale.

Il Carnevale Morto a Montemarano

Con la lettura del testamento e l’esplosione del Carnevale morto si dà il via alle danze che andranno avanti fino a notte inoltrata.
Proprio la partecipazione popolare, il coinvolgimento di tutto il paese, dai bambini fino agli anziani, uniti ai ritmi travolgenti e contagiosi della tarantella sono l’elemento di distinzione del Carnevale di Montemarano, che richiama ogni anno visitatori provenienti da tutto il sud Italia.

La tarantella montemaranese ha origini antichissime e, in principio, aveva funzioni terapeutiche: serviva a tirar fuori gli spiriti maligni dai posseduti che entravano in trance grazie ai ritmi scanditi dagli strumenti.

Oggi, a scandire i ritmi sono la fisarmonica, il clarinetto (che ha preso il posto della ciaramella) ed il tamburello.

Durante le sfilate del Carnevale, la popolazione si dispone su due file ed avanza danzando e lanciando confetti. A mettere ordine e a controllare gli spiriti più allegri, evitando pericolosi eccessi, ci pensa il Caporabballo, la guida del Carnevale, la cui autorità viene riconosciuta da tutti i figuranti ed i partecipanti alla festa più attesa dell’anno.

Il Programma del Carnevale Montemaranese 2020

Di seguito il programma completo del Carnevale Montemaranese 2020

  • Venerdì 21 Febbraio 2020
    • Ore 21:30 “Carnevale delle culture” concerto “Alla Bua” presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
  • Sabato 22 Febbraio 2020
    • Ore 10:30 Incontro sul tema: “Montemarano ed il suo carnevale. Tradizioni e radici” a cura dell’Amministrazione Comunale presso Il Palazzo Castello
    • Ore 17:30 “Caporabballo d’argento” a cura dell’Associazione Pro-Montemarano presso Il Palazzo Castello
    • Ore 19:30 “Lezioni di Tarantella” a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
    • Ore 22:00 “O vanto e sfida”sfilata in notturna per le vie del paese
  • Domenica 23 Febbraio 2020
    • Ore 10:00 Sfilata dei bambini del locale plesso scolastico a cura della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria dell’Istituto Comprensivo A. Di Meo e del centro per l’Infanzia Comunale di Montemarano. Interverrà il gruppo folcloristico “Zompa Cardillo” dell’Associazione Pro-Montemarano per le vie del paese
    • Ore 11:00 “Apertura del Carnevale. Saluto e discorso augurale del Sindaco di Montemarano” presso Piazza del Popolo
    • Ore 15:30 “Tradizionali sfilate dei cortei mascherati” per le vie del paese
    • Ore 21:00 Serata danzante con “Simpatici Italiani” presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
  • Lunedì 24 Febbraio 2020
    • Ore 16:30 “Tradizionali sfilate dei cortei mascherati” per le vie del paese
    • Ore 21:00 Serata danzante con “Simpatici Italiani” presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
  • Martedì 25 Febbraio 2020
    • Ore 10:00 “Lezioni di Tarantella” a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese presso la Tendostruttura – piazza del Popolo (oppure Palazzo Castello)
    • Ore 15:30 “Tradizionali sfilate dei cortei mascherati” per le vie del paese
    • Ore 21:00 Serata danzante con “La musica Montemaranese di Achille D’Agnese & C. Sas” presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
  • Sabato 29 Febbraio 2020
    • Ore 21:30“Carnevale delle culture” concerto “I Cantori di Carpino” presso la Tendostruttura – piazza del Popolo
  • Domenica 1 Marzo 2020
    • Ore 10:00 “Lezioni di Tarantella” a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese presso la Tendostruttura – piazza del Popolo (oppure Palazzo Castello)
    • Ore 16:00 “Carnevale Morto. Corteo funebre di carnevale e successiva lettura del testamento” per le vie del paese
    • Ore 21:00 Serata danzante con “Melodia Mediterranea” e tradizionale rottura della pignata
      presso la Tendostruttura – piazza del Popolo

Cena di San Valentino ad Avellino? Tra Ristoranti ed Agriturismi ecco dove andare.

La sera di San Valentino è alle porte e dove andare a cena ad Avellino è il quesito del momento per le coppie.

Per non arrivare all’ultimo minuto e trovare i locali pieni, però. occorre informarsi per tempo.

Non è facile orientarsi tra le centinaia di ristoranti ed agriturismi della provincia di Avellino che organizzano una cena per festeggiare San Valentino, ecco la nostra guida per celebrare degnamente a tavola la ricorrenza più amata dagli innamorati.

Articolo in continuo aggiornamento

Segnala il tuo ristorante a info@linosorrentini.it 

Il Mulino della Signora a Sturno

il mulino della signora

La sera di San Valentino, Il Mulino della Signora, luxury country house situata a Sturno in provincia di Avellino celebre in tutto il mondo per la sua produzione di olio, si presenta come la scelta ideale per trascorrere una serata romantica in irpinia

E naturalmente, per una cena di San Valentino che si rispetti, ci sarà anche l’antica posteggia napoletana con voce, chitarra e mandolino.

Per chi intende scegliere la formula week end, sarà possibile pernottare in una delle camere nel corpo centrale della struttura o in uno dei quattro chalet ad uso esclusivo.

Il menù di San Valentino de Il Mulino della Signora.

Dopo l’aperitivo di benvenuto, lo chef Antonio Guacci con il suo alter ego Christian Atruda, reduci dall’esperienza a Casa Sanremo, hanno ideato un antipasto composto da Baccalà in umido, cime di rapa e crema di patate, Perla di radicchio ripiena di ricotta e salame nostrano, in pastella delicata, salsa agrodolce e petali di cipolle rosse al lampone.

Il rosso, il colore dell’amore, sarà il liet motiv anche del primo piatto: un Risotto rapa rossa e salsa di caciocavallo irpino.

Un vero sfizio il secondo piatto ideato dallo chef, un Filetto di vitello, pompelmo, pinoli e cavolo verza.

Il dessert, opera di Antonio Guacci jr, sarà a base di mousse di cioccolato fondente, lampone e mandorla.

Per informazioni:

  • Il Mulino della Signora: Contrada Sterparo, 83055 Sturno Telefono 0825 437207
  • La luxury country house dista appena 9 km dall’uscita del casello autostradale Grottaminarda della Napoli-Bari.

Agriturismo Ricciardelli a Contrada Avellino

Una veduta dall’alto dell’Agriturismo Ricciardelli a Contrada Avellino

L’Agriturismo Ricciardelli ti attende il 14 febbraio 2020 in un’incantevole location nel verde per farti vivere una serata davvero speciale tra piatti gustosi accompagnati dal music live show di Marco Ortenzo.

Il menù che per la cena di San Valentino lo chef Emilio Carpenito ha immaginato, punta sulle prelibatezze del territorio

Menù di San Valentino all’Agriturismo Ricciardelli

Antipasto: Roselline di Prosciutto nostrano; ricottina mantecata con granella di nocciole, miele e speck; Pignatiello di provola con porcini e guanciale tostato; Fritto misto dell’azienda (arancino, crocchè di rape e patate, verdurine alla julienne); focaccia piena con ricotta e cigoli tostati; verdurine grigliate; tortiera di melanzane al salto con piennolo, pesto al basilico e stracciata di bufala.

Primo piatto: Ravioli dal cuore morbido con pomodorino giallo, ricotta salata e pistacchi

Secondo Piatto: Tagliata di Vitello con rucola selvatica, scaglie di grana e ristretto di balsamico, con Patate Bravas di contorno.

Dessert Tortino dal cuore caldo, pronto ad addolcire il palato e a riscaldare l’atmosfera.

  • Costo € 35 a persona con acqua e vino inclusi.

Week end di San Valentino in agriturismo ad Avellino.

Per chi vorrà pernottare durante il week end di San Valentino, l’Azienda Agrituristica Ricciardelli offre anche la possibilità di dormire in struttura, con una doppia formula, a seconda se si vorrà rimanere a dormire una sola notte o due.

Offerta 1: dal 14 al 16 febbraio 2020 con arrivo il venerdì sera (cena con bevande, pernottamento e colazione), sabato (cena, pernottamento e colazione), domenica ( pranzo).

  • Costo a persona 150 €

Offerta 2: dal 14 al 15 febbraio 2020 con arrivo il venerdì sera (cena con bevande, pernottamento e colazione)

  • Costo a persona 75€

Per informazioni e prenotazioni 0825 674371

L’Azienda Agrituristica Ricciardelli è ubicata in provincia di Avellino nel comune di Contrada in via Pastenate 3 a 550 m sul livello del mare tra colline boscose e paesaggi stupendi a pochi chilometri da Avellino e a soli 23 Km da Salerno. Napoli e Caserta distano invece circa 50 Km.

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Notte dei Falò di Nusco, c’è la data del 2020.

Organizzata dal Comune di Nusco e dalla Pro Loco Balcone dell’Irpinia, l’evento, che si svolge nel centro storico del paese altirpino, si rifà ad antiche tradizioni etniche e contadine.
Quella dell’accensione dei falò è un’antica usanza diffusa in tutta Italia ed anche in alcuni Paesi del nord Europa in segno di purificazione.

Soprattutto nelle regioni meridionali, i falò sono associati ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, che il calendario fissa al 17 gennaio, per ricordare, secondo una leggenda, la sfida vittoriosa del santo nei confronti del demonio per salvare alcune anime dagli inferi.

Programma Notte dei falò di Nusco 2020

Tre giorni, quelli in programma quindi  il 17, 18 e 19 gennaio 2020, tra passato e modernità per quella che è una rivisitazione della memoria secolare della comunità di Nusco, che si riuniva intorno ai falò durante i festeggiamenti in onore di “Sant’Antuono”.

Con la Notte dei Falò, il cuore antico di Nusco si trasforma in un grande laboratorio enogastronomico, artigianale e musicale, con i visitatori, in arrivo da tutto il sud Italia, che vengono catapultati in un percorso attraverso il folklore e gli antichi usi popolari, grazie alle performance di artisti di strada e spettacoli musicali che trasformano i vicoli del paese in un grande palcoscenico all’aperto.

La Notte dei Falò è anche una grande occasione di promozione del territorio attraverso i valori identitari che esaltano la genuinità e la tipicità dei luoghi.

Ed allora, ecco che in primo piano assurgono i piatti della tradizione locale, che sarà possibile assaggiare nei numerosi stand dislocati lungo le strade del paese, ma anche i prodotti della terra e dell’artigianato, punto di forza dell’economia di tutta l’area che gravita intorno al comune di Nusco.

L’Irpinia dei falò, una tradizione secolare tra sacro e profano.

Nel cuore dell’inverno, un tour tra l’Irpinia dei falò.  Rituali, tra il sacro e il profano, che si rinnovano da secoli.

La tradizione del fuoco e dei falò abbraccia ogni angolo d’Irpinia. Al centro della scena il fuoco, la luce, come simbolo per esorcizzare il male, le tenebre, ma anche come elemento primario intorno al quale l’intera comunità ritrova la sua unità e invoca il soprannaturale auspicando benefici per il futuro (e un po’ di calore per riscaldarsi dalle rigidità dell’inverno).

Ed intorno al fuoco, ecco la cultura popolare, con i suoi canti, i suoi balli e le sue tipicità gastronomiche, che accoglie, include ed unisce.

In Irpinia, gli eventi legati alla “luce” dei falò si susseguono per tutto l’inverno.

Il falò di Sant’Andrea a Gesualdo

Come ogni anno,  saranno le “vampalerie” di Sant’Andrea a Gesualdo, sabato 30 novembre 2019, ad inaugurare la stagione dei falò d’Irpinia. La tradizione è nata nell’Ottocento in onore di Sant’Andrea Apostolo.  Il Rito di Sant’Andrea prevede un banchetto arricchito da spaghetti aglio e olio, salsicce e la carne di maiale arrostite, castagne e tanto vino aglianico.

Il falò di Castelfranci

Da Gesualdo a Castelfranci, dove il 7 dicembre 2019 prenderà il via la “Notte re la Focalenzia”: fino all’8 dicembre, due giorni di festa, tra folklore, degustazioni, musica ed un anticipo del Natale. quando lo splendido borgo altirpino offrirà ai visitatori un affascinante spettacolo messo in scena dai fuochi dei falò. Il tutto condito dalle eccellenze territoriali del food&wine.

Il 6 dicembre 2019, in diversi centri dell’Irpinia, i falò saranno accesi in onore di San Nicola.

I Falò della Baronia.

Il 6 e 7 dicembre 2019, l’appuntamento con i falò in provincia di Avellino è a San Nicola Baronia, dove andrà in scena un’antica tradizione che abbraccia tutta quella fetta d’Irpinia. 

Numerosi gli eventi che in quei giorni  si terranno tra San Nicola Baronia, San Sossio Baronia e Carife.

Il falò di Volturara.

A Volturara Irpina, andrà in scena la gara delle “vampalorie” tra i quartieri del paese, con il premio che sarà appannaggio del falò più grande. L’evento è organizzato ogni anno dal Comitato Festa S. Nicola di Bari nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Volturara.

Il falò di Luogosano.

Per il Falò dell’Immacolata, tappa a Luogosano, con il rito dei “Fuochi Allavorati” una tradizione che nasce in onore alla Madonna ed affonda le sue radici nel lontano 1854, quando la popolazione locale, in attesa della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus” del Papa Pio IX, in preghiera all’aperto per difendersi dal freddo e dal buio, accese dei fuochi.

L’appuntamento con i Fuochi Allavorati di Luogosano è per il 7 e 8 dicembre 2019 per un evento che abbraccia Fede, Tradizione, Cultura ed Enogastronomia.

Il falò di Lioni

Il 7 e l’8  dicembre 2019 è tradizione a Lioni onorare la Vergine con la manifestazione Madonna de lo fuoco,evento organizzato dalle varie associazioni lionesi, unite per riportare in luce le vecchie tradizioni locali. Sono previsti numerosi eventi enogastronomici e momenti musicali, come quello che vedrà l’8 dicembre esibirsi in piazza Pietra Montecorvino.

I falò di Mugnano del Cardinale, Baiano e Pago Vallo Lauro

Il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, la luce brillerà a Mugnano del Cardinale mentre la notte di Natale sarà accolta da un grande Falò a Pago Vallo Lauro.

Il 25 dicembre, invece, toccherà alla comunità di Baiano accendere il tradizionale “focarone” per Santo Stefano, patrono del centro della Bassa Irpinia.

Nel 2020 spazio ai falò di Nusco, Quindici e Solofra.

Tra gli eventi legati alla tradizione dei falò, il più famoso in Irpinia resta quello che si celebra a gennaio a Nusco, “La Notte dei Falò” che nel 2020 si terrà il 17, 18 e 19 gennaio, dedicato a Sant’Antonio Abate,  ricordato con eventi legati al fuoco anche a Quindici e Solofra (17 gennaio 2020).

La Festa del Maio nel Mandamento.

Come da tradizione, nel Mandamento la Festa del Maio è tra le più sentite nei comuni al confine con la provincia di Napoli.

Nel 2020, il primo appuntamento è con il Maio di Mugnano del Cardinale il 10 gennaio, cui farà seguito il Maio di Quadrelle il 17 gennaio, il Maio di Avella il 20 gennaio e il Maio di Sperone il 20 febbraio.

Canalarte, dietro il festival una storia di donne e uomini.

C’è la storia di donne e uomini che hanno sempre creduto nelle potenzialità della propria terra dietro il successo di Canalarte, il festival di artisti di strada che nel 2019 compie 22 anni e tornerà a far brillare la frazione di Canale di Serino il 19, 20 e 21 luglio prossimi.

A firmare la regia due amiche, Laura Rocco e Franca Filarmonico, divenute presidente e vicepresidente dell’associazione Canalarte, che in origine individuarono nell’arte portata in strada il veicolo più rapido per trasmettere un messaggio positivo di promozione del territorio.

Le singole storie dei protagonisti si fondono in un unica grande storia, che è quella che dal 1997 vede giovani, anziani ed anche bambini dare corpo alla rivoluzione di Canalarte.

Una rivoluzione che, per tutto il periodo della progettazione e della programmazione, diventa complicità, impegno spassionato, volontariato, solidarietà.

E passione, tanta passione.

“C’era una volta… Canalarte”

Come, ad esempio, quella che anima “C’era una volta… Canalarte”, da sempre definito un evento nell’evento, rappresentato da un progetto scenografico portato avanti da un talento serinese, Antonio Filarmonico, che attualmente lavora tra Roma e Milano per conto di Cromia e Scervino.

La scenografia è punto di forza e di ritorno della manifestazione, che incuriosisce ogni anno le aspettative della gente grazie a una nuova idea per ogni edizione.

«Verranno esaltati i sentimenti del vicinato, della comunità, della solidarietà, della generosità, dell’aiutarsi l’un con l’altro, dell’uguaglianza, dell’amicizia, della semplicità, della ruralità sana, quei sentimenti che lasciamo in sospeso troppo spesso, ma che invece si vivono appieno nei piccoli borghi come Canale» spiega Laura Rocco.

Le date

Il 19, 20 e 21 luglio 2019 saranno tante le attrazioni che trasformeranno il piccolo borgo irpino nella capitale del divertimento e del sogno.

«La nostra vuole essere una felice provocazione sui sentimenti che il più delle volte non abbiamo il coraggio di vivere. La rappresentazione dell’inverno, poi, riserverà una sorpresa: un altro evento che si troverà nel grande cappello magico di Canalarte è “Non cambiate Canale” con Carmine Losco, Ottavio Giordano e Luca Preziosi».

Dopo il grande successo dell’anno scorso, nella stessa location di una corte antica seicentesca proporranno “Una radio fa” con musica anni ’70, ’80, ‘90.

Venerdì Santo in provincia di Avellino: tutti gli eventi del 2019.

Si avvicina la Settimana Santa ed in provincia di Avellino ci si prepara a quelli che, per i cristiani, sono gli eventi clou del calendario liturgico che culmineranno con le celebrazioni della Pasqua.

Tra i momenti più sentiti, in cui tra l’altro la fede abbraccia le tradizioni e la cultura delle singole comunità, ci sono le celebrazioni in programma il Venerdì Santo.

Processioni e Via Crucis in provincia di Avellino

In alcuni centri dell’Irpinia la Passione di Cristo e la via crucis assumono una vera e propria rappresentazione spettacolare, con tanto di scenografie e figuranti in abiti d’epoca.

Via Crucis Atripalda

Venerdì 19 aprile 2019, ad Atripalda, a partire dalle ore 19 con partenza dalla Chiesa di San Nicola da Tolentino si svolgerà la tradizionale Via Crucis, con la Devozione dell’Incappucciato.

Via Crucis Calitri

A Calitri, il 19 aprile 2019  è di scena la Processione dei Misteri mentre a Frigento prenderà vita la processione del Cristo morto.

Via Crucis Paternopoli

Anche a Paternopoli il 19 aprile 2019 andrà in scena la Via Crucis animata attraverso le strade del centro, a partire dalle 18.

Via Crucis Cervinara

A Cervinara il 19 aprile 2019è il giorno della Via Crucis vivente: ad organizzarla la Pro Loco “A. Renna” con il coinvolgimento dei giovani delle parrocchie cittadine.

Processione Cesinali

A Cesinali  la via crucis vivente, una delle più antiche della provincia di Avellino che quest’anno giunge alla sessantaduesima edizione, prenderà il via alle 20 di Venerdì Santo 19 aprile 2019) e toccherà l’intero centro storico del paese.

Passione di Cristo a Gesualdo.

Tra gli appuntamenti più attesi nel giorno di venerdì santo in Irpinia c’è quello con la Passione di Cristo a Gesualdo. Un’ambientazione unica, nel centro del paese, con giochi di luce e le splendide musiche tratte dalle opere del principe dei madrigali, Carlo Gesualdo. Una manifestazione molto suggestiva che ogni anno vede crescere il numero degli spettatori.

Via Crucis Rivottoli di Serino.

Particolarmente suggestiva è la Via Crucis che si svolge, ormai da tredici anni, alla frazione Rivottoli di Serino. L’evento, che tradizionalmente si svolge il giorno della Domenica delle Palme, quest’anno, a causa del maltempo, è stato posticipato a domenica 5 maggio, a partire dalle 17.

Dopo la sfilata di tutti i partecipanti, inizia la parte scenica della rappresentazione, con tutte le fasi della Passione di Cristo rievocate da figuranti in abiti d’epoca che si muovono sulla scena ricavata dai luoghi simbolo della frazione.

Via Crucis Vallo di Lauro

Nel Vallo di Lauro, il Venerdì Santo (19 aprile 2019) si apre al mattino presto con i gruppi dei Biancovestiti che già alle 6.30 partono dai diversi centri del Vallo fermandosi nelle varie chiese parrocchiali per intonare le strofe dei loro canti.

Tra le 10 e le 13 è previsto l’arrivo dei gruppi a Lauro, preceduti da un corteo che rappresenterà le scene della Passione in Piazza Municipio. Nel pomeriggio, alle 18.30, si svolgerà la tradizionale Processione del Gesù morto e della Madonna Addolorata.

Processione Manocalzati

A Manocalzati la Via Crucis prenderà il via alle 19.30 da Piazza del Seggio, con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza.

Processione Sant’Angelo dei Lombardi

A Sant’Angelo dei Lombardi, a partire dalle 19, ecco la processione del Miserere, con una croce in legno senza ancora il Cristo crocifisso. Alcuni uomini trasportano uno splendido ed antico “Gesù Morto” di dimensioni naturali, mentre le donne, vestite di nero, trasportano la Madonna Addolorata. Entrambi i simulacri, insieme alla rappresentazione dell’”Ecce Omo”, furono recuperati e tratti in salvo dalla devastazione del terremoto dell’80.

Via Crucis Vallata

A Vallata,  i riti del Venerdì Santo cominceranno già dalla sera del giovedì, con la Processione aux flambeaux (ore 20), che anticiperà quella del Cristo Morto in programma venerdì alle 11.

Volo dell’Angelo San Mango sul Calore

Infine, a San Mango sul Calore l’appuntamento da non perdere è nel giorno di Lunedì in Albis (22 aprile 2019) con il Volo dell’Angelo in programma nella chiesa rurale della Madonna del Carmine alla frazione Carpignano, in mattinata e alle 18: sospeso nell’aria, scorrendo su una salda fune posta tra la chiesa e una quercia secolare, un bambino-angelo reciterà l’augurale preghiera alla Vergine il cui testo, affidato a scrittori locali, varia di anno in anno.

La Notte dei Falò di Sant’Antonio Abate in Campania.

Ogni anno, da diversi secoli, una delle feste più amate e sentite in Campania è quella dedicata alla celebrazione di Sant’Antonio Abate: ecco dove trovare le sagre più belle della regione legate a questa ricorrenza.

Nella settimana del 17 gennaio 2019 molti cieli della Campania saranno illuminati da fiammeggianti colori.

Si festeggia Sant’Antonio Abate e sono diversi i comuni disseminati sul territorio regionale che ne tramandano da tempi molto remoti la tradizione. 

La festa in onore di sant’Antonio

Sant’Antonio Abate è il protettore degli animali domestici, del lavoro del contadino, del fuoco e delle malattie della pelle (ad esempio l’herpes zoster, chiamato “fuoco di sant’Antonio” appunto), e per questo motivo, oltre a essere legati alla fiera e alla benedizione degli animali, i festeggiamenti in suo onore sono associati all’elemento fuoco.

Da tradizione infatti, alla vigilia della sua festa si accendono i cippi o falò (alimentati da rami d’ulivo o da alberi di Natale come si usa ad esempio nei quartieri Spagnoli di Napoli).

La notte dei falò di Nusco

Sono davvero numerosi i luoghi che celebrano il Santo, ma tra quelli più suggestivi troviamo Nusco in Irpinia, che dal 18 al 20 gennaio 2019 illumina il suo centro storico con i falò sparsi in diversi luoghi del comune.

Qui la tradizione nasce in tempi molto lontani. Si collegherebbe infatti alla devastante peste del 1656 che solo in questo piccolo comune contò circa 1200 vittime.

Accesi per la prima volta a Nusco, i falò rappresentavano un rimedio per allontanare l’infezione del “fuoco di Sant’Antonio” e per poter richiamare la protezione del “Sant’Antuonu” raffigurato con un porcellino, simbolo di benessere.

Per l’occasione, a Nusco sono previste giornate di convegni, spettacoli folkloristici, musica popolare ed enogastronomia tipica del territorio.

I Fuochi a Sant’Antonio Abate

Nel comune di Sant’Antonio Abate, invece, facile comprendere come i festeggiamenti possano durare ben più a lungo.

Fino al 20 gennaio 2019, infatti, si fa festa con la “Sagra della porchetta”. Si aspettano oltre 150 stand espositivi, diversi punti vendita di porchetta e tanti ospiti. Durante la notte tra il 16 e il 17, inoltre, si svolge il tradizionale corteo di fuoco lungo le vie del paese napoletano.

La sagra è aperta tutti i giorni dalle 16:30 alle 22:30 nei giorni feriali. Nei giorni festivi, compreso il 17 festa del santo patrono, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 22:30 ed è sempre in concomitanza con la fiera

Fuochi di Sant’Antonio Abate a Cicciano

Sempre in provincia di Napoli altri due eventi. La Festa a Cicciano si terrà  il 19 gennaio e sarà caratterizzata dalla tradizionale processione e benedizione degli animali, a seguire messe, balli e canti popolari, tammurriata, processioni e falò coinvolgeranno cittadini e turisti presenti all’evento in onore di un Santo venerato da oltre un secolo. Grande festa la sera con la notte dei falò e tanta musica.

Fuochi di Sant’Antonio a Somma Vesuviana

Tradizione e rituali anche a Somma Vesuviana, con la
O Fuoco ‘e Sant’Antuono dint’ ‘a curtina e Zi’ Riccard’. Anche qui la celebrazione ha inizio il 17 gennaio con la benedizione dei pani, degli animali e il ritiro del numero per partecipare alla gara. Intorno alle ore 16 ha inizio la processione del Santo con a seguito la banda musicale e gli animali. Alle 19, premiazione di alcuni di essi da parte di una giuria. Dopo la premiazione, in Piazza Collegiata, si prosegue con la preparazione di panini salsiccia e friarielli, vino locale e tammurriate.

Fuochi di Sant’Antonio a Campagna

Anche in provincia di Salerno infine un evento da sottolineare. A Sant’Antonio a Campagna, il 17 gennaio si svolge la festa con l’accensione dei fuochi nelle principali piazze e una sagra gastronomica di piatti tipici tra cui la tipica “matassa e fasule”, “’a pulenta” nelle sue varie specialità, “cascavall ‘mbiccat”, salsicce e “vruoccoli” con ottimo vino locale.

Presenti anche angoli espositivi di artigianato, spettacoli, artisti di strada.

Week end a Bagnoli Irpino, non solo sagra e tartufo nero.

Le temperature che cominciano ad annunciare le rigidità dell’inverno spalancano le porte alla faccia più autentica e genuina di luoghi che, con i primi freddi, acquisiscono carattere e unicità.

L’inconfondibile profumo della legna che arde nei camini, il ritrovare gusti e sapori che ben si addicono al clima, il riscoprire il tepore dello stare insieme intorno a un desco sono tutte esperienze che fanno parte di un patrimonio culturale di cui la provincia di Avellino è da sempre ricco e che si rinnova ogni anno.

Tra i borghi irpini che in autunno si presentano sotto una luce accattivante c’è senza dubbio Bagnoli Irpino, ultimo avamposto nell’area dei Monti Picentini prima dell’ascesa verso l’Altopiano del Laceno.

La Sagra di Bagnoli Irpino

La fama di Bagnoli Irpino è legata principalmente al tartufo nero, il tubero che da queste parti è motivo di vanto ma anche fonte di sostentamento economico.

Una fama che è andata crescendo negli anni anche grazie a quello che è l’appuntamento clou del comprensorio di Bagnoli, la Sagra del Tartufo Nero, che nella seconda metà di ottobre richiama ben oltre 100.000 persone provenienti da tutto il meridione.

Un numero di presenze che dà la misura di quanto questo piccolo paese, abitato da poco più di 3000 persone, abbia saputo legare la sua promozione ad una delle principali ricchezze naturali della zona.

Ma Bagnoli Irpino non è solo tartufo nero.

Prima i Sanniti poi i Longobardi successivamente i Normanni ne colsero le potenzialità, lasciando un’impronta a futura memoria ancora oggi ben visibile nell’attraversare i vicoli del centro storico.

Il Castello quattrocentesco, che fu dimora della famiglia Cavaniglia, è un po’ il cuore del paese.

Attorno al maniero si sviluppa un intricato percorso di viuzze che contribuisce a conferire un’aura quasi di magia ad un luogo che va apprezzato con lentezza.

Una predisposizione che consente di ammirare e di apprezzare piccoli gioielli architettonici, come la Chiesa di Santa Margherita, la Chiesa di San Domenico o il Chiostro Rinascimentale al cui interno è conservato il dipinto di una Madonna con Bambino attribuito a Marco Pino da Siena.

E, poi, la Collegiata di Santa Maria Assunta con la sua intrigante scala a tenaglia, l’incantevole portale ed il coro ligneo con gli intarsi realizzati da alcuni artisti locali, assurto a monumento nazionale nel 1912.

Tra i simboli di Bagnoli Irpino spiccano la Fontana del Gavitone e la Torre dell’Orologio, le cui pareti sono state arricchite direttamente dalla natura con un albero di carpine i cui rami fuoriescono direttamente dalle mura.

Il Lago Laceno e Bagnoli Irpino

Bagnoli Irpino è anche il comune che ospita il Laceno, la più famosa e frequentata stazione sciistica della Campania.

Un tempo il Laceno era sinonimo di neve e di sci e punto di ritrovo per gli amanti degli sport invernali, con i suoi impianti di risalita e le piste di diversa difficoltà, purtroppo, ormai da diversi anni, gli impianti sono chiusi.

Un’oasi naturalistica che in ogni stagione dell’anno offre un panorama invidiabile con i suoi boschi, i corsi d’acqua, le straordinarie Grotte del Caliendo, la ricca fauna e, inevitabilmente, la gustosa cucina, incentrata su prodotti dai sapori forti (oltre al tartufo, funghi porcini, pecorino bagnolese, castagne).

E’il giorno di Canalarte. Da Stasera a Domenica a Canale di Serino.

Da oggi fino a domenica inclusa le strade del borgo di Canale (borgo del comune di Serino in provincia di Avellino)  intratterranno visitatori da tutta Italia, richiamati da un appuntamento ormai tradizionale per la comunità serinese, campana e nazionale.

Anche quest’anno un tema nuovo senza discostarsi dalle tipicità della tre giorni serinese: innanzitutto la scenografia a firma Filarmonico, a ogni edizione ideatore e progettatore di un nuovo tema, senza mai discostarsi dai valori e dalla filosofia che Laura Rocco e Franca Filarmonico, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione Canalarte, vogliono conservare nell’evento.

Le quattro Stagioni di Canalarte

«Le Stagioni dei Sentimenti Sospesi rappresentano quei sentimenti che riusciamo a  vivere solo ancora nei piccoli borghi come Canale di Serino. Ed ecco che nella zona dedicata alla stagione dell’inverno le vie si illumineranno, letteralmente, del sentimento del Natale con le “Luci d’artista” della Artlux di Paternopoli. Creeremo uno spettacolo nello spettacolo.

Il Natale in effetti rappresenta il sentimento della famiglia, il sentimento religioso, la meraviglia dei bambini quando vedono gli addobbi natalizi. Naturalmente anche le altre stagioni ci riserveranno delle sorprese che fanno di questo festival un evento unico nel suo genere, tanto da attrarre l’interesse di numerose associazioni e amanti del Festival», affermano Rocco e Filarmonico.

«Ospitiamo quest’anno una ditta che darà prestigio a una manifestazione che ha sempre riscosso un successo enorme, basti pensare che è tra le organizzatrici e fornitrici delle Luci d’Artista di Salerno, evento che è ben noto qui in Campania. Ancora una volta sento di ringraziare l’Associazione Canalarte per l’impegno profuso e come amministrazione metteremo tutto in campo, come abbiamo sempre fatto, per far sì che ancora una volta tutto funzioni correttamente» ha concluso il Sindaco di Serino Vito Pelosi.

L’evento, dunque, darà il via oggi a una tre giorni di tipicità e innovazione artistica, di partecipazione e spettacolo.

Il tutto reso possibile grazie a numerosi artisti che rinnovano volentieri la loro partecipazione e grazie all’ospitalità degli abitanti del posto, parte attiva nella realizzazione e nell’accoglienza che ogni ospite vedrà posta nei propri confronti.

(ufficio Stampa Canalarte)

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