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Da oltre 200 anni, la Reggia di Caserta incanta il mondo.

Un complesso monumentale maestoso e sfarzoso, che si distingue per la sontuosità degli ambienti interni e per la cura del suo immenso parco, realizzato in base agli schemi delle migliori regge europee settecentesche: è il Palazzo Reale di Caserta che, insieme all’Acquedotto del Vanvitelli e al borgo manifatturiero di San Leucio, è fin dal 1997 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Il Progetto

Il progetto della reggia casertana fu voluto da Carlo di Borbone nel 1750, quale simbolo di potere del suo regno che potesse competere per importanza e sfarzo con la Reggia di Versailles. Incaricato della realizzazione fu il Maestro Luigi Vanvitelli.

I numeri del Palazzo Reale sono davvero esorbitanti: 1742 finestre, 1200 stanze, 34 scale interne per cinque piani che si allargano su una superficie di 50.000 metri quadrati. La maestosità degli interni eguaglia quella degli spazi esterni.

I giardini della Reggia di Caserta

Il Parco

Il parco, anch’esso opera di Vanvitelli, sebbene terminato e in parte modificato dopo la sua morte, è strutturato con un asse principale lungo tre chilometri e scandito da fontane barocche e gruppi statuari che terminano con la Grande Cascata, altamente scenografica.

Il Giardino all’Inglese

Sulla destra si aprono i venticinque ettari di Giardino Inglese, in cui trovano luogo piante esotiche, vegetazione rara, statue e ruscelli.

Il suo volume (oltre due milioni di metri cubi) ha decretato la Reggia di Caserta la più grande residenza reale al mondo.

Essa rappresenta inoltre un importante polo attrattivo del Meridione d’Italia, visitata ogni anno da turisti italiani e stranieri.

Insieme alla Reggia, sono inclusi tra i Patrimoni dell’Umanità casertani anche San Leucio e l’Acquedotto.

L’Acquedotto di Vanvitelli

Quest’ultimo, i cui lavori coordinati dal Vanvitelli presero il via nel 1753, nacque per fornire il giusto apporto idrico alla Reggia e al complesso di San Leucio prelevando le acque dalla fonte del Monte Taburno.

Esso è ancora oggi un magnifico esempio di ingegneria idraulica e di architettura.

Il Complesso di San Leucio

Nel borgo di San Leucio troviamo infine il complesso tessile per la lavorazione della seta voluto da Ferdinando IV.

Era da qui che partivano un tempo per tutto il mondo alcune delle migliori lavorazioni in seta mai realizzate, che conquistarono presto la fama internazionale.

Ancora oggi nel Museo della Seta è possibile ammirare i macchinari del Settecento adoperati e, visitando il borgo, apprezzare questo gioiello dell’archeologia industriale.

Notte dei Musei a Caserta: ecco eventi e luoghi con apertura serale.

La notte dei musei è un modo per avvicinare anche il pubblico con diverse necessità di orario, magari a causa degli impegni lavorativi, al mondo della cultura offrendo visite guidate e iniziative di notevole interesse.

Alife, Maddaloni, Succivo, Teano, Santa Maria Capua Vetere, con le loro bellezze storiche e artistiche, sono i palcoscenici di altrettante manifestazioni di ampio respiro culturale.

Anche la Reggia di Caserta resterà aperta in orario notturno con la possibilità di visitare gli appartamenti reali. (Info)

  • Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Allifae ALIFE 19.30 – 22.30 (ultimo ingresso ore 22.00)
  • Reggia di Caserta CASERTA 20.00 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)
  • Museo Archeologico di Calatia MADDALONI 20.00 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30)
  • Anfiteatro Campano SANTA MARIA CAPUA VETERE 19.30 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30)
  • Museo Archeologico Statale dell’Antica Capua e Mitreo SANTA MARIA CAPUA VETERE 19.30 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30)
  • Teatro romano e Domus di Confulejus SESSA AURUNCA 19.00 – 22.00
  • Museo Archeologico dell’Agro Atellano SUCCIVO 19.30 – 22.30 (ultimo ingresso ore 22.00)
  • Museo Archeologico di Teanum Sidicinum TEANO 19.30 – 22.30 (ultimo ingresso ore 22.00)

Ecco le iniziative organizzate in provincia di Caserta per la Festa dei Musei.

  • Il racconto del patrimonio-Maggio dei Libri. Lettura ad alta voce
    Santa Maria Capua Vetere, Anfiteatro campano
    Incontro/Presentazione – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 11.00
  • Il racconto del patrimonio-Maggio dei Libri – Lettura ad alta voce
    Santa Maria Capua Vetere, Museo archeologico dell’antica Capua e Mitreo
    Incontro/Presentazione – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 16.00
  • Il racconto del patrimonio-Amuleti, maledizioni e riti di guarigione. Le offerte votive di Teanum Sidicinum
    Teano, Museo archeologico di Teanum Sidicinum
    Visita guidata – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 20 maggio 8.30-22.30; 21 maggio 8.30-19.30
  • Il racconto del patrimonio-Amuleti, maledizioni e riti di guarigione
    Santa Maria Capua Vetere, Museo archeologico dell’antica Capua e Mitreo
    Visita guidata – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 20 maggio 9.00-23.00;21 maggio 9.00-19.30
  • Dietro il patrimonio-Magister Coquus. Un assaggio di storia alla tavola di Apicio
    Maddaloni, Museo archeologico dell’antica Calatia
    Incontro/Presentazione – Il 20 maggio 2017 Orario: 18.00-22.00
  • Il racconto del patrimonio-Amuleti, maledizioni e riti di guarigione
    Succivo, Museo archeologico dell’Agro atellano
    Visita libera – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 8.30 – 22.30
  • Il racconto del patrimonio-Amuleti, maledizioni e riti di guarigione. Sepolture di piccoli sanniti
    Alife, Museo archeologico dell’antica Allifae
    Visita guidata – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 20 maggio, 8.30-22.30; 21 maggio, 8.30-19.30
  • Il racconto del patrimonio-Amuleti, maledizioni e riti di guarigione
    Maddaloni, Museo archeologico dell’antica Calatia
    Visita guidata – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 9.00 – 22.30
  • l racconto del patrimonio-Il Teatro romano
    Teano, Teatro romano di Teanum Sidicinum
    Visita guidata – Dal 20 maggio 2017 al 21 maggio 2017 Orario: 10.30–13.00 e 15.00-17.30
  • Lo spettacolo della cultura-Anfiteatro narrato
    Santa Maria Capua Vetere, Anfiteatro campano
    Visita guidata – Il 20 maggio 2017 Orario: 20.00 e 21.00
  • Il patrimonio per tutti-Passeggiata da Capua antica ai luoghi di Diana Tifatina
    Santa Maria Capua Vetere, Museo archeologico dell’antica Capua e Mitreo
    Manifestazione sportiva – Il 21 maggio 2017 Orario: 8.30

Alla Reggia di Caserta, in mostra la pittura di Josè Molina.

Saranno le sale della Reggia di Caserta ad ospitare, dal 4 maggio al 3 giugno 2017, la personale dell’artista spagnolo Josè Molina dal titolo “Paesaggio dopo la battaglia”, a cura di Lorenzo Canova.

L’esposizione presenta 30 opere tra dipinti, disegni e sculture in cui vengono enucleati i linguaggi e i temi cari all’artista e comprende un nucleo di lavori inediti, il ciclo Paesaggio dopo la battaglia, da cui la mostra prende il titolo.

La Mostra di Caserta

Il comune denominatore della mostra è l’uomo con il bagaglio di sentimenti, tensioni, inquietudini che lo caratterizzano e in ogni opera assume sembianze diverse, divenendo la personificazione di uno stato d’animo o di un particolare momento della vita. Una narrazione trasparente, dove convivono ed emerge un senso di speranza e di rinascita, come si osserva nelle opere Il Grande Fratello e La bontà è una caramella dalla quale tutti vogliono strapparne un pezzo, due ritratti in cui le espressività dei visi deformi descrivono i moti interiori rintracciabili non solo nella totalità dell’opera, ma anche nei dettagli degli occhi, delle rughe, nella luce che illumina i volti.

Molina, estremamente attento alla ricerca psicologica e antropologica, sonda l’inconscio e attraverso un personalissimo codice simbolico traduce le pulsioni, gli istinti e compie un viaggio senza tempo che connette passato e presente. I suoi lavori popolati da uomini, demoni, animali, personaggi mitici ed eroi svelano l’identità dell’uomo, ciò che si tende a mostrare e ciò che si è spinti a nascondere. Viene ricomposto un universo fatto da frammenti enigmatici e contrastanti, da soggetti mostruosi e talvolta grotteschi, che ritraggono le innumerevoli sfaccettature dell’umanità.

Nello sguardo di Molina sul genere umano non manca l’analisi dei peccati e delle virtù, rivisitati in chiave personale e attuale, con esasperazioni di gesti o elementi allegorici che riconducono ai vizi capitali.

Così l’Ira è un volto aggrottato con due braccia alzate a pugni chiusi, la Gola diviene il ritratto di un uomo nell’atto di divorare un arto e la Lussuria è rappresentata da numerose lingue che lambiscono il corpo di una donna sdoppiata e coperta da veli leggeri.

Ad essi, nella serie Peccati e Virtù, si aggiungono “nuovi vizi” legati alla società contemporanea fra cui l’indifferenza nei confronti delle responsabilità ben riprodotta nel volto di Un altro giorno in paradiso, e l’avidità di potere ritratta in Il guardiano delle chiavi attraverso una figura dalle sembianze mostruose che sfoggia un’aggressività estrema nel difendere i propri privilegi.

L’opera Pelle fredda ritrae invece chi subisce il peccato e non colui che lo compie, l’uomo rappresentato ha perso tutte le forze e di conseguenza la testa crolla all’indietro in uno stato di totale abbandono.

Un po’ di Biografia

Nato a Madrid nel 1965, José Molina dall’età di undici anni frequenta diverse scuole d’arte e in seguito, parallelamente agli studi presso l’Università delle Belle Arti di Madrid, lavora nella pubblicità fino all’età di trentacinque anni, quando decide di dedicarsi totalmente alla pittura.

La prima mostra è nel 2004 presso la Galleria Rubin di Milano; tra il 2005 e il 2010 tiene una personale al Museo della Scienza e della Tecnologia e all’Acquario Civico di Milano a cura di Vittorio Sgarbi e espone in altre sedi tra cui la Ca’ di Fra’, Mc2, Fondazione Stelline e Fondazione Mudima.

Il 2013 è per Molina un anno di grandi mostre personali e collettive, le sue opere sono infatti esposte a Milano presso il Museo Poldi Pezzoli, lo Spazio Oberdan e la Triennale.

Nel 2014 a Roma alla Real Academia de España ha luogo la sua prima antologica, nel 2015 presenta “Humanitas” il volume che raccoglie la produzione dell’artista dal 2002 e nel 2016 espone con una personale presso il Museo del Mare di Genova e alla Galleria Deodato Arte di Milano. Attualmente vive e lavora a Gravedona, sul lago di Como.

La mostra, organizzata da Deodato Arte di Milano, coordinata da Augusto Ozzella, condivisa e ospitata dalla Reggia di Caserta, si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Instituto Cervantes di Napoli.

Dove e come visitare la mostra di Josè Molina a Caserta

  • Sede Retrostanze del ‘700, Reggia di Caserta, via Douhet 2/A – 81100 Caserta
  • Date 4 maggio – 3 giugno 2017
  • Orari Appartamenti storici: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19 – uscita dal museo 19.25) – Parco: dalle 8.30 alle 19 (ultimo ingresso ore 18) – Giardino Inglese: dalle 8.30 alle 18 (ultimo ingresso ore 17) – MARTEDÌ CHIUSURA SETTIMANALE

Ingresso mostra compreso nel biglietto della Reggia

Appartamenti storici, Parco e Giardino Inglese € 12,00 intero – € 6,00 ridotto

Solo Appartamenti Storici (acquistabile quando il parco è chiuso) € 9,00 intero – € 4,50 ridotto

La prima domenica di ogni mese Appartamenti storici gratuito

Parco della Reggia € 5,00 intero – € 2,50 ridotto – gratis fino a 18 anni

Terrae Motus: il terremoto 1980 raccontato alla Reggia di Caserta

Dal 1° giugno 2016 il terribile terremoto che devastò l’Irpinia nel 1980 raccontato attraverso un’intensa mostra alla Reggia di Caserta: 72 opere che racchiudono il drammatico evento e importanti artisti coinvolti. 

E’ opera del gallerista napoletano Lucio Amelio, il quale per lungo tempo si era adoperato nel coinvolgere illustri nomi dell’arte per descrivere e riportare, sotto forma di arte, la testimonianza della propria reazione personale al terribile evento naturale del 1980 che scatenò l’inferno in terra irpina.

Da allora la raccolta si è riempita di tante testimonianze, le quali compongono oggi una bella mostra visitabile nella maestosa cornice della Reggia di Caserta.

Fulcro della collezione le due opere di Andy Warhol e di Joseph Beuys, i primi artisti a rispondere alla chiamata del gallerista napoletano che proprio pochi mesi prima del terremoto li aveva fatti incontrare sotto il Vesuvio.

L’opera di Warhol riprende in serigrafia la prima pagina del “Mattino” di Napoli intitolata “Fate presto”, mentre l’installazione di Beuys “Terremoto in Palazzo” propone mobili e oggetti recuperati sui luoghi colpiti dal sisma.

Tra le altre opere è possibile trovare quelle di Miquel Barcelò, Keith Haring, Mimmo Palladino, Ernesto Tatafiore e Sergio Fermariello.

Terrae Motus”, tramite la cessione al MiBACT da parte dell’Aeronautica e della Scuola di Amministrazione di notevoli spazi al piano nobile del complesso vanvitelliano, viene esposta per buona parte nella grande sala che, dietro la Cappella Palatina, segue gli appartamenti storici aperti al pubblico.

Essa si configura dunque come loro proseguimento nei nuovi spazi della Reggia disponibili per l’arte e la cultura che in futuro saranno destinati, oltre che a Terrae Motus, a mostre temporanee, laboratori d’arte e al nuovo centro congressi della Reggia.

L’allestimento è provvisorio e permette di vedere tutte le opere senza attendere che sia completato il percorso che richiederà almeno due anni.

Ma non solo: la riconsegna immediata alla comunità della collezione fa sì che l’allestimento permanente e l’ordinamento finale delle opere venga elaborato nel vivo di un confronto critico aperto, trasparente e allargato, capace di coinvolgere anche il grande pubblico.

Quando aprirà il cantiere per realizzare la presentazione finale di Terrae Motus negli spazi restaurati, per un anno la collezione potrà essere esposta in alcune capitali in giro per il mondo, contribuendo all’arricchimento della cultura figurativa internazionale e alla fama della Campania e dell’Italia oltre confine.

All’esposizione permanente si può accedere utilizzando il biglietto della Reggia, senza alcuna maggiorazione, ed è aperta tutti i giorni, a eccezione del martedì, dalle 09.30 alle 17.30.

Da Pompei a Paestum alla Reggia di Caserta, metti un sabato notte al museo.

Promuovere e valorizzare le bellezze storiche, artistiche ed archeologiche italiane attraverso aperture straordinarie notturne a prezzi ridotti, per consentire una serata all’insegna della cultura a tutti coloro che, per impegni lavorativi o familiari, non possono godere delle tante attrattive di cui è disseminato il Belpaese durante i classici orari di apertura.

E’ con questo obiettivo che, già da qualche anno, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha lanciato una serie di iniziative che hanno incontrato, come testimoniano i numeri, il favore del pubblico e che, per il 2016, torna da maggio ad ottobre.

Fino al prossimo 1 ottobre, ogni sabato, alcuni tra i principali siti museali e archeologici saranno visitabili in orari insoliti e a prezzi simbolici.

In Campania è il caso, ad esempio, degli Scavi di Pompei (da sabato 21 maggio), degli Scavi di Ercolano, della Reggia di Caserta e del Parco archeologico di Paestum, che hanno aderito al progetto del Ministero.

Le rovine romane di Pompei  ed Ercolano saranno visitabili ogni sabato sera al prezzo speciale di 2 euro (il 21 maggio, in coincidenza con la Notte europea dei Musei si pagherà solo 1 euro), con una serie di visite speciali ed eventi ad hoc appositamente predisposti dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.

A Pompei sarà visitabile l’Antiquarium, riaperto dopo 36 anni, e potranno essere ammirate una serie di installazioni multimediali per un perfetto mix tra passato e presente.

Gli scavi di Ercolano saranno visitabili con il supporto del  Gruppo archeologico vesuviano, che accompagnerà il visitatore alla scoperta dei reperti conservati nel Padiglione della Barca, dove è anche esposta l’imbarcazione ritrovata sulla spiaggia antica di Ercolano.  Da qui si raggiungerà l’area dei Fornici, sfortunato ricovero per i circa 300 fuggiaschi e  da dove è possibile osservare la linea dell’antica costa. Il percorso si conclude sulla terrazza di Nonio Balbo, un tempo affaccio privilegiato sul mare.

Tra le curiosità da vedere ad Ercolano, oltre ai reperti marinari, da non perdere l’antica imbarcazione nel Padiglione della Barca.

L’ingresso è da Corso Resina, con apertura dei cancelli alle ore 20.05; l’ultimo ingresso alle ore 22.05. Le visite saranno organizzate per gruppi. Il Comune di Ercolano renderà disponibili due aree di parcheggio accessibili da via IV Novembre.

Anche la Reggia di Caserta resterà aperta, ogni sabato, fino alle 22.30 (l’ultimo ingresso è previsto alle 20), con la possibilità di visitare gli appartamenti reali, la collezione “Terrae Motus” e la sezione “Disegni & Modelli”.

Paestum il programma delle visite notturne si preannuncia ricco di sorprese ed eventi.

Il 21 maggio, in occasione della Notte europea dei Musei, l’Accademia Magna Grecia porterà in scena lo spettacolo “Medeae, da Eurpide in poi”.

Il 28 maggio prenderanno il via invece le celebrazioni per i 200 anni della pubblicazione del volume “Viaggio in Italia” di Gohete.

Musei in Campania: boom di visitatori per Pompei e Reggia di Caserta.

Il 2016 si è aperto con un risultato straordinario per la cultura in Campania: i suoi musei e siti turistici sono tra i più visitati d’Italia. Campania in seconda posizione dopo il Lazio.

Nell’ambito della classifica stilata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, basata sul numero di turisti che hanno visitato i musei italiani nell’arco del 2015, una menzione speciale la ottiene la Campania.

La regione, già apprezzata in tutto il mondo per il suo inestimabile bagaglio culturale, folkloristico ed enogastronomico, si è infatti aggiudicata la seconda posizione anticipata solo dal Lazio. Ponendosi davanti a regioni italiane anch’esse molto note al turismo internazionale.

I risultati della classifica vedono il Lazio al primo posto con 19.750.157 ingressi e 62.838.837 euro di introiti, a seguire la Campania con 7.052.624 visitatori e 35.415.022 euro di introiti; distanziata al terzo posto la Toscana con 6.738.862 visitatori e 29.890.419 euro di introiti. Oltre il podio ci sono il Piemonte (1.903.255 visitatori e 10.829.653 euro di introiti), la Lombardia (1.552.121 visitatori e 5.656.677 euro di introiti) e in quinta posizione il Friuli Venezia Giulia (1.194.545 visitatori e 1.151.233 euro di introiti).

Per la regione Campania questo è un dato che fa evincere un’evidente crescita in termini di attrazioni e turismo: si tratta infatti di un +7% di visitatori e di un +13% in termini di introiti.

Quali sono i siti turistici più visitati d’Italia?

Nella top ten ben due posizioni sono occupate da luoghi di alto valore culturale campani.

Dopo il Colosseo, che detiene il primato con i suoi 6.551.046 visitatori (con un +6% rispetto al 2014, pari a +369.344 ingressi), si piazzano infatti gli Scavi di Pompei con ben 2.934.010 visitatori (+12% pari a +312.207 ingressi). A seguire sul podio gli Uffizi (1.971.596, +2%  pari a +35.678 ingressi) e poi Gallerie dell’Accademia di Firenze, Castel S. Angelo, Circuito Museale Boboli e Argenti, Museo Egizio di Torino, Venaria Reale e Galleria Borghese.

A chiudere le prime dieci posizioni c’è la Reggia di Caserta con 497.158 visitatori nel 2015, +16% pari a +69.019 ingressi.

Ma entro i primi trenta luoghi turistici più visitati d’Italia per la Campania ci sono anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli al quattordicesimo posto, gli Scavi di Ercolano al sedicesimo, gli Scavi di Paestum al ventesimo, la Grotta Azzurra di Anacapri al venticinquesimo.

Il Parco di Capodimonte, infine, è il secondo sito tra quelli gratuiti.

Un successo, quello campano, che si inserisce in ciò che è stato definito dal ministro Dario Franceschini “l’anno d’oro dei musei italiani”, con un record assoluto di quarantatré milioni di visitatori nei musei italiani nel 2015, generando incassi per circa 155milioni di euro.