Archivi tag: Feudi di San Gregorio

La rivista Forbes promuove il Taurasi DOCG: ecco i 10 vini migliori.

Il Taurasi tra i migliori vini italiani. La rivista statunitense Forbes ha pochi dubbi.

Accanto al Barolo, al Barbaresco, all’Amarone della Valpolicella, al Brunello di Montalcino, un posto di rilievo spetta proprio alla Docg irpina, un vino che “non solo offre una qualità eccezionale, ma può invecchiare con grazia per decenni”, proprio come i più celebri competitor.

L’endorsment al rosso avellinese per eccellenza porta la firma di Tom Hyland, considerato l’ambasciatore dei vini italiani negli Stati Uniti d’America.

“Il Taurasi è chiaramente la migliore espressione dell’uva Aglianico in Campania, e qualsiasi discussione su questo vino deve iniziare con Mastroberardino scrive Hyland su Forbes -. Fondato nel 1878, fu il produttore che per decenni rappresentò il vino campano in tutto il mondo, e fu proprio il loro Taurasi ad attirare l’attenzione necessaria all’industria vinicola della regione.

Antonio Mastroberardino, che ha supervisionato una grande quantità di reimpianti e altri lavori nei vigneti locali a partire dalla fine degli anni ’40, ha prodotto vari tipi di Taurasi. Le sue riserve del 1968 sono diventate leggende, e oggi, circa cinquanta anni dopo, questo vino – e anche alcune vecchie annate – si mantiene ancora bene”.

La longevità è tra i punti di forza del Taurasi, un vino che, come racconta Piero Mastroberardino a Forbes, “ha bisogno di molta pazienza. I vini Taurasi di solito iniziano a mostrare il meglio in 10 o 15 anni. Il tempo ammorbidisce la struttura tannica e l’acidità del vino, rivelando una complessità di frutta e aromi floreali secchi mescolati a sapori speziati di fumo”.

Eppure, nonostante gli ampi consensi, secondo Tom Hyland il Taurasi non ha il giusto riconoscimento da parte del mercato.

Secondo Antonio Capaldo di Feudi di San Gregorio “la qualità media può ancora migliorare in modo significativo e i produttori devono cooperare per capire meglio ogni sotto-area produttiva, come nel Barolo”.

Infine, la rivista americana stila un elenco di quelli che considera i migliori dieci Taurasi

  1. Mastroberardino Radici Taurasi 2012
  2. Feudi di San Gregorio Piano di Montevergine Taurasi 2011
  3. Antonio Caggiano Taurasi “Vigna Macchia dei Goti” 2013
  4. Luigi Tecce Taurasi “Poliphemo” 2013
  5. Contrade de Taurasi 2011
  6. Donnachiara Taurasi Riserva 2012
  7. Pietracupa Taurasi 2011
  8. Terredora Taurasi “Fatica Contadina” 2011
  9. Tenuta Cavalier Pepe Taurasi “Opera Mia” 2012
  10. Vinosia Taurasi “Santandrea” 2013

Feudi di San Gregorio e Boizel, un brindisi nel segno dello champagne.

Un filo di seducenti bollicine lega Sorbo Serpico, borgo irpino inserito nel territorio del Fiano di Avellino Docg, e Epernay, uno dei luoghi simbolo della regione Champagne-Ardenne in Francia.

Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio e Evelyne Roques-Boizel, omologa della Maison Boizel,  hanno siglato l’accordo che vedrà l’azienda irpina, tra i brand di punta del vino made in sud, rivestire un importante ed esclusivo ruolo, quello di importatore e distributore esclusivo per l’Italia dello champagne Boizel, uno dei marchi storici della produzione francese per eccellenza.

La collaborazione tra l’azienda irpina e quella francese fondata nel 1834 da Auguste Boizel è nata a seguito di una visita nella cantina francese da parte di Antonio Capaldo, rimasto folgorato dalla grande cultura del lavoro che sottende la produzione dello champagne e dalla continua innovazione che ben si sposa con la forza del territorio, valori a cui da sempre Feudi si ispira.

Impegno familiare ed attenzione alla propria terra, a Sorbo Serpico come a Epernay.

Sono diversi i punti in comune tra le due case di produzione che hanno facilitato l’accordo tra le parti.

“Abbiamo in comune l’importanza dei valori familiari, la passione per le eccellenze e la ricerca costante di innovazione, aspetti che guidano la famiglia Boizel sin dalla prima generazione nel 1834″ osserva Madame Boizel.

“Uno champagne al femminile e di classe – secondo Antonio Capaldo –, con la qualità e la tenacia di chi ha prodotto anche durante la Grande Guerra e di chi per quasi due secoli si è sporcato le mani sempre sullo stesso vitigno, sullo stesso prodotto. Una dinastia che racconta al meglio un territorio e permette ai nostri venditori un’offerta ancora più prestigiosa. Con ottime vendite per l’intera gamma Feudi a Roma, Milano e tutta la Campania”.

Sono otto le etichette Boizel distribuite in Italia da Feudi: Blanc de Noirs (100% Pinot Nero), Blanc de Blancs (100% Chardonnay), Brut Rosé (50% Pinot Nero – incluso un 8% vinificato in rosso- 30% Pinot Meunier e 20% Chardonnay), Brut Réserve (55% pinot Nero 30% Chardonnay 15% Pinot Meunier), Joyau de France 2000 65% Pinot Nero e 35% chardonnay, Grand Vintage 2004 (50% Chardonnay 40% Pinot Nero 10% Pinot Meunier), Ultime Extra Brut (50% Pinot Nero 37% Chardonnay 13% Pinot Meunier), ed infine Cuvée Sous Bois 2000 (50% Pinot Nero 40% Chardonnay 10% Pinot Meunier).

A Milano,Feudi e Mastroberardino sfidano il tempo con i loro vini d’annata.

Sei etichette irpine sfidano la Milano da bere in un evento d’antan.

La manifestazione, denominata “Vintage. I vini che sfidano il tempo”, terzo appuntamento delle Cinque Giornate di Milano di Civiltà del bere, è fissata per martedì 24 maggio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” (dalle ore 16 alle 22)

Qui 41 cantine italiane proporranno oltre duecento vini di pregio accomunati da un comune denominatore: il tempo.

Proprio il tempo è l’elemento su cui gli organizzatori hanno puntato per evidenziare il pregio che riesce a far assumere ai vini di qualità, migliorandoli, rendendoli imponenti e facendoli evolvere in una dimensione straordinaria.

Obiettivo di Vintage è quello di dimostrare come il trascorrere degli anni trasformi in un’esperienza subliminale l’assaggio, facendo esplodere quel piacere sensoriale che, tra i prodotti della natura, soltanto il vino riesce a regalare.

Per evidenziare le trasformazioni che i vini subiscono con il trascorrere del tempo e la forza che i prodotti di qualità riescono ad acquisire anche dopo un lungo periodo di conservazione, durante la manifestazione saranno messi a confronto, della stessa etichetta, almeno due annate, una più recente l’altra più datata.

Tra le 41 cantine che proporranno vini d’annata figurano anche due storiche cantine irpine, Mastroberardino e Feudi di San Gregorio.

L’azienda del presidente Antonio Capaldo presenterà al pubblico meneghino tre etichette, ciascuna in due diverse annate, per porre in evidenza le trasformazioni acquisite con l’invecchiamento.

Il confronto verrà fatto tra il Pietracalda (Fiano di Avellino Docg), del 2015 e del 2009, il Serpico, (Aglianico Irpinia Doc), del 2011 e del 2009 ed il Taurasi Docg, (Aglianico 100%) del 2011 e del 2007.

Sulle sue eccellenze d’antan punterà anche l’azienda di Piero Mastroberardino, che proverà ad incantare i palati lombardi con il Fiano di Avellino Docg (Fiano 100%) del 2015 messo a confronto con la linea vintage del 2009, il Greco di Tufo Docg (Greco 100%) del 2011 e quello del 2007 per finire con il colpo ad effetto del Radici, Taurasi Riserva Docg (Aglianico 100%) del 2009 che sarà confrontato con una bottiglia del 1998.

Per Feudi di San Gregorio e Mastroberardino si tratta di una conferma nel gotha delle cantine italiane, al fianco di marchi affermati quali Donnafugata, Cantine Ferrari, Marchesi di Barolo, Marchesi Antinori, Santa Sofia, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, Tenute Sella, Cecchi e Bertani Domains ed altri ancora.

L’ingresso al museo, la degustazione di tutti i vini e la partecipazione ad una verticale guidata ha un costo di 30 euro (ridotto a 15 per gli abbonati a Civiltà del bere e professionisti, operatori e sommelier con business card o tessera associativa in corso di validità).

 

OperaWine: Mastroberardino, Feudi e Terredora tra i migliori vini d’Italia

Ci sono anche tre grandi vini irpini tra i 101 migliori vini d’Italia selezionati dalla redazione di Wine Spectator in occasione della quinta edizione di OperaWine,

Si Tratta dell’appuntamento in programma il prossimo 9 aprile 2016 a Verona nell’ambito della cinquantesima edizione del Vinitaly, il più importante salone dedicato al mondo del vino.

Si tratta dell’Irpinia Serpico 1999 di Feudi San Gregorio, del Radici Riserva 2006 di Mastroberardino e del Fiano di Avellino CampoRe 2011 di Terredora, che confermano il loro appeal internazionale in grado non solo di esaltare le grandi Docg ma anche di raccontare l’intero territorio irpino.

Le tre aziende selezionate della provincia di Avellino sono, insieme a Galardi Roccamonfina con il Terra di lavoro 2011, le uniche a rappresentare la Campania nell’elenco stilato, a conferma dell’attenzione che anche a livello internazionale l’Irpinia è riuscita a ritagliarsi tra gli amanti del vino.

OperaWine è uno degli eventi più attesi all’interno di Vinitaly, un appuntamento in cui i produttori incontrano importatori ed esperti di settore, una vetrina selezionata che consentirà ai tre winemaker irpini non solo di rafforzare i rispettivi brand ma anche di porre l’accento sui punti di forza, in tema di vini, di una terra che si pone con sempre maggiore autorevolezza tra le eccellenze produttive italiane.

Mastroberardino, Feudi di San Gregorio e Terredora sono stati confermati nella lista dei migliori 100 vini italiani e, al Palazzo della Gran Guardia di Verona, saranno al fianco delle storiche famiglie italiane produttrici di vino, dai Biondi Santi con il loro Brunello agli Antinori, dai Frescobaldi ai Lunelli di Ferrari, senza dimenticare le altre grandi etichette apprezzate in tutto il mondo, come quelle degli Allegrini con l’Amarone 2010, Mascarello con il Barolo Monprivato 2001, Bologna con il Bricco dell’Uccellone 2010, Bruno Giacosa e il suo Barolo Le Roccche del Falletto, versione Riserva 2007, Donnafugata con il Ben Ryé 2010, Gaja con il Sperss 2011, Gianfranco Fino con l’Es 2012, Masi con il Mazzano 2007, l’Ornellaia con l’annata 2002.

Tra le curiosità, nella classifica dei 100 migliori vini italiani stilata da Wine Spectator, l’ingresso della Tenuta Il Palagio del cantante Sting che dal Chianti guarda verso Firenze.

L’ex dei Police sarà a Verona con il suo Sister Moon del 2011.