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Menù di Pasqua in Italia: cosa non deve mancare a tavola.

Campania e Sicilia le regioni italiane con la tradizione più grassa Pasqua e Pasquetta sono le festività più grasse dell’anno.

Anche perché in pochi giorni si concentrano le “grandi abbuffate” e la tavola risplende di prodotti tipici stagionali.

E’ il Sud Italia, in particolare la Campania e la Sicilia, ad offrire il più ampio panorama di prodotti tipici pasquali.

Sapori forti e salati si confondono e si sposano con le delizie dolci.

E’ difficile, comunque, definire un menù tipico della Pasqua, anche perché di solito a tavola ci si riunisce per assaggiare un po’ di tutto, senza definire le portate.

Le specialità del menù di Pasqua

L’antipasto del menù di Pasqua di solito è a base di uova sode, insaccati di vario genere, tra cui spicca la soppressata.

In Calabria le uova vengono inserite in un pezzo di pasta di pane cavo all’interno. Questa è la Sguta.

Nell’Italia centro settentrionale, si è soliti iniziare il pranzo pasquale con la Torta Pasqualina, una sfoglia salata farcita di spinaci, bietole o carciofi.

La tradizione vorrebbe che la sfoglia sia costituita da 33 fogli, in onore agli anni di Cristo.

Tipico della Campania, ma ormai patrimonio di tutta la gastronomia italiana, il Casatiello napoletano, che non può mancare su nessuna tavola della regione nei giorni di pasqua, anche nella variante del Tortano.

Il primo è farcito di cicoli, formaggi ed altri insaccati. L’impasto esterno, di solito racchiude uova che vengono poi cotte direttamente al forno.

 Il Tortano, solitamente vede l’aggiunta di pepe e sugna all’impasto. C’è anche una variante dolce del casatiello, confezionata con glassa esterna e i diavulilli a guarnizione, tipici confettini colorati.

Nell’entroterra Campano la tradizione guarda alla Pizza Chiena. L’impasto per la sfoglia è quello tipico del pane. All’interno si usa inserire gli “avanzi” di formaggio e insaccati, con aggiunta di uovo e pepe.

Usanza tipica Campana, anche quella dei carciofi arrostiti, farciti di un condimento fatto di mollica di pane, gambo dei carciofi stessi, sugna e pepe.

Con antipasti così pesanti e insolitamente lauti, il primo piatto di solito è suggerito dal gusto personale.

Il pranzo pasquale continua con la pizza con l’erba, ancora una chicca della Campania.

A Napoli la farcitura di questa gustosa torta salata è fatta con le scarole, nell’entroterra, arricchita di uva sultanina, capperi e acciughe, vede la presenza di scarole, cerfogli, borraggine e cardi.

Per il secondo piatto non si sfugge dalla tradizione: è l’agnello al forno o alla brace ad essere onnipresente nel menù della Pasqua in Italia.

La coda nel menù pasquale è immersa nel dolce, oltre alla famosissima pastiera napoletana, e la Sicilia a correre in supporto, con il Marzapane lavorato a forma di agnello pasquale e la classica colomba pasquale, che ormai è prodotta in tutte le regioni italiane per i più grandi e l’uovo pasquale per la gioia di tutti i bambini.

Per i vini, gli abbinamenti sono suggeriti in maniera fisiologica. Aglianico e nero d’Avola a tutto pasto, passito di Pantelleria per il dolce.

Le specialità del menù della pasquetta.

Per la giornata di Pasquetta si predilige, per comodità, la pasta al forno, la lasagna o i maccheroni alla siciliana, con melanzane.

Usanza, ancora una volta Campana, è la torta o frittata di maccheroni, per la quale si usano mezzani scaldati e poi fritti in una colata di uova e pepe.

Il Menù di Pasqua napoletano per sorprendere i tuoi ospiti.

Cerchi idee per portare a tavola un vero menù di Pasqua napoletano? Ecco qualche utile consiglio sui piatti da proporre ad amici e parenti.

La Campania è certamente una delle regioni dove la tavola della Pasqua beneficia delle diverse “sfumature” territoriali, dal mare alla montagna, anche se proprio per questa festività, i sapori e gli odori del mare, vengono sopraffatti da quelli dell’entroterra, anche nella cucina napoletana.

Pasqua con chi vuoi, ma soprattutto con quello che vuoi. Per fortuna il rito religioso della Pasqua impone il digiuno o quasi già dal Venerdì Santo perché la festa della resurrezione ed il lunedì in Albis mettono a dura prova anche chi è solito vincere la “sfida con il cibo”.

Il Menù di Pasqua a Napoli ed in campania.

Il menù di Pasqua napoletano che si rispetti non può fare a meno di una decina di portate tipiche, in termini numerici forse la Pasqua a tavola, a Napoli ed in Campania, supera finanche il Natale, per varietà, tradizione e storia.

Anche perché, alcune delle portate pasquali, come la pizza o pastiera di grano, la pizza chiena, la pizza con l’erba, il casatiello, i taralli di Pasqua e la pigna, vengono preparate con giorni di anticipo rispetto alla domenica della resurrezione ed al lunedì in Albis.

La Pastiera Napoletana.

La regina, di antichissima tradizione, è certamente la Pastiera Napoletana, dolce tipico pasquale ma che non manca nemmeno a Natale sulle tavole partenopee, mentre nelle più rinomate pasticcerie di Napoli è ormai un dolce perenne, anche da esportazione oltre i confini regionali.

La Pizza Chiena

Vetrina nella quale non sfigura certo la pizza chiena, della quale la tradizione gastronomica partenopea se n’è appropriata ma la cui origine è ascrivibile alle aree interne delle province di Avellino e Benevento.

La Pizza con l’erba

A contendere il primato alla pizza chiena, tra le portate salate e rustiche, la pizza con l’erba, tipica della cucina irpina, mentre a Napoli e nel resto della regione si limitano ad una più modesta pizza con le scarole.

La differenza è dovuta alla disponibilità della verdura, l’erba appunto

La pizza con l’erba, infatti, oltre alla scarola prevede anche l’impiego dei cerfogli, della borraggine e dei cardilli. Sono tutti e tre verdure spontanee, anche se negli ultimi anni sono meno rare perché coltivate dagli agricoltori.

Rispetto alla pizza chiena ha il vantaggio che anche nei giorni che precedono al Pasqua, può essere addentata senza venir meno al precetto cattolico di non consumare carne.

“Dalle reazioni e dai comportamenti che ognuno manifesta rispetto alla pizza chiena, alla pizza con l’erba, al casatiello, alla pastiera di grano, potete capire a quale profilo di “mangiatore” della Pasqua appartenete voi ed i vostri commensali”

Pranzo di Pasqua, fai il test del mangiatore seriale e scopri che tipo sei.

Il Casatiello

La ricetta del Casatiello per la tavola di Pasqua

Sulle tavole pasquali partenopee, non può mancare il Casatiello, rustico della tradizione seicentesca. Simile, ma più robusto, alla pizza chiena si differenzia per l’aggiunta dei cigoli di maiale nell’impasto e di un quantitativo di pepe maggiore. Altra differenza l’assenza della ricotta ed un ripieno che si unisce all’impasto che diventa mollicoso e farcito ed solitamente è a forma di ciambella.

Potrebbe essere considerato il pane di Pasqua, con l’aggiunta di uova lungo tutta la circonferenza che fuoriescono dall’impasto stesso e che vengono sormontate da strisce di sfoglia a croce, richiamando simboli religiosi della festività.

I carciofi alla brace

Immancabili anche i carciofi alla brace, che valicano i confini regionali e vengono preparati per la Pasqua in tutte le regioni del Centro Sud Italia.

La Pigna

La ricetta della Pigna di pasqua

Nella vetrina dei dolci pasquali trova spazio la Pigna, tipico dolce della festa della Resurrezione, con numerose varianti regionali. A Napoli viene detto anche Casatiello dolce e ha la caratteristica di poter essere conservato anche dieci giorni, perché il progressivo indurimento non ne pregiudica il gusto.

Solitamente l’impasto è particolarmente profumato, per l’aggiunta di buccia di agrumi, talvolta frutta candita e liquori aromatizzati. Il dolce dopo la cottura, che avviene in ruoti dai bordi molto alti, previa lievitazione che costituisce un passaggio fondamentale, si presenta spugnoso ma compatto e viene impreziosito con una colata di glassa. La consistenza al palato è notevole, non soffice ma nemmeno friabile, piuttosto asciutta.

L’antipasto è composto dalla tipica soppressata, insaccato stagionato, la cui consistenza, rispetto al salame classico è più corposa, essendo la lavorazione rigorosamente artigianale. Non mancano, inoltre, le uova sode o infornate in gran quantità.

Il Primo Piatto di Pasqua

Il primo piatto del menù di Pasqua napoletano non ha una tradizione consolidata, la scelta è lasciate alle usanze delle famiglie, si va dai bucatini con lo spezzatino di agnello, alla pasta al forno, utile anche il giorno dopo per la gita fuoriporta, al pastiere di maccheroni.

Il Secondo Piatto di Pasqua

Il secondo piatto, tra una fetta di pizza chiena ed una di pizza con l’erba, normalmente è costituito dall’agnello alla brace.

E per finire, nel menù di Pasqua napoletano, tra una fetta di casatiello ed un carciofo, si arriva ai dolci, con la pigna e la pastiera di grano, oltre all’immancabile cioccolata delle uova.

La ricetta della pastiera napoletana, la regina dei dolci della Pasqua in Campania.

Oggi come ieri, la pastiera napoletana è un classico della tavola della Pasqua, ma in tutta l’area partenopea, grazie all’ampia diffusione che ha avuto, viene praticamente realizzata tutto l’anno e nelle pasticcerie napoletane più rinomate è disponibile sempre nonché “esportato” con spedizione in tutta Italia.

La ricetta della pastiera di grano è lunga e laboriosa, a partire dalla realizzazione della pasta frolla, per finire alla creazione della farcitura ed infine alla cottura.

*Nel video di copertina Impastatrice Tuffantina Mamy, Mecnosud.
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Sito web

Tra storia e legenda, le origini della pastiera napoletana

Si narra che una delle più antiche ricette fosse proposta dalle suore del convento di San Gregorio Armeno nel cuore del centro storico di Napoli. La nota di colore a questa narrazione, vuole che per lavorare la pasta frolla, le suore più corpulente fossero solite sedersi sull’impasto per renderlo morbido e malleabile.

Addirittura qualcuno fa risalire l’origine della ricetta della Pastiera di grano a riti pagani che si perdono nella notte dei tempi e nella legenda della dea Partenope.

Oltre la storia, la Pastiera di Grano napoletana è sicuramente uno dei dolci più conosciuti al mondo.

Come ogni ricetta della lunghissima tradizione, ha subito numerose modifiche e varianti , ma alcuni ingredienti  ed alcuni passaggi della preparazione della pastiera di grano restano immutati ed immutabili.

Come preparare la pastiera napoletana

La pastiera di grano è un dolce costituito da una base di pasta frolla circolare adagiata in unostampo, sulla quale viene introdotta una crema di latte e grano (per il 75/80% frullato e per la restante parte a chicchi interi) cotti insieme allo zucchero ed alla ricotta ed alle uova, insaporiti da frutta candita a pezzettini (in prevalenza o esclusiva cedro e arancia canditi) e inebriata dall’aroma di fiori d’arancio.

Dopo aver disteso l’impasto sul cilindro di pasta frolla, questo viene ricoperto con strisce di pasta frolla sovrapposte diagonalmente a creare dei rombi, e cotto in forno.

La pastiera di grano, che va assaporata oltre che fredda, almeno 12/24 ore dopo essere stata sfornata, per consentire alla farcitura di assestarsi ed ai profumi ed ai sapori di sprigionarsi.

Risulterà un dolce con una friabile consistenza nella sfoglia, ma se lo volete più croccante basterà aggiungere una noce di strutto all’impasto della sfoglia, ed una accattivante cremosità per quanto riguarda la farcitura, che dovrà risultare compatta ma non secca, con un discreto grado di umidità, che dovrà essere conservato per parecchi giorni, considerando che la pastiera di grano può essere consumata fino ad una settimana dopo essere stata realizzata.

E’ sicuramente la portata della Pasqua più costosa anche se fatta in casa.

Tra le varianti più utilizzate, l’utilizzo della crema pasticciera per la farcitura come nella videoricetta di Sal De Riso che proponiamo, anche se la ricetta napoletana non sempre contempla l’uso della crema.

Ingredienti per la pastiera napoletana

Per la pasta frolla

  • 400 g di farina
  • 160 g di burro
  • 220 g di zucchero
  • 2 uova intere
  • 1 tuorlo d’uovo
  • Un pizzico sale

Per la farcitura

Per la cottura del grano

  •      Latte intero 250 g
  •     Grano cotto 350 g
  •     Scorza di limone 1

Per la crema

  •     Ricotta di mucca 200 g
  •     Ricotta di pecora 200 g
  •     Zucchero 350 g
  •     Uova 3
  •     Cedro candito 50 g
  •     Arancia candita 50 g
  •     Acqua di fiori d’arancio 15 g

Pastiera Napoletana: la Video Ricetta di Sal de Riso

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La ricetta della pizza Chiena, piatto rustico della Pasqua della Campania. – Videoricetta.

Tra le tante prelibatezze della tavola della Pasqua, un ruolo primario lo assume la pizza chiena, un rustico dal sapore forte, che viene preparato nei giorni precedenti alla festività della Resurrezione e che accompagna i piatti della domenica e della Pasquetta.

La pizza chiena è tipica della tradizione gastronomica delle aree interne della Campania, ma è diventata un must anche nell’area partenopea.

Le varianti sono molte, e ogni zona ha il suo segreto per impreziosire ed arricchire un rustico che già di per sè è una bomba calorica.

Il ripieno della Pizza Chiena

Come dice il nome, ripiena, ma davvero. La pizza chiena è veramente chiena. Le uova, in abbondanza, fanno da collante del ripieno, costituito per lo più da ricotta, meglio se di pecora, formaggio fresco e stagionato grattugiato, salsicce secche, pepe, e non di rado altri salumi e formaggi a piacimento, come la pancetta tagliata a cubetti o strisce. La sfoglia, in alcuni casi fragrante e croccante, se all’impasto di farina e uova si aggiunge la sugna (strutto), in altri casi morbida come quella del pane, costituisce un gustoso involucro, in grado di preservarsi anche per una settimana, ammesso che resti.

Le varianti della Pizza Chiena

In alcuni comuni della Campania, il ripieno della pizza chiena non prevede l’utilizzo della ricotta, una versione, si fa per dire più light, anche se di leggero la pizza chiena non ha davvero nulla.

La tradizione vuole che la pizza chiena venga cotta, nel forno a legna (preferibilmente) o elettrico come nella maggior parte delle case campane, il giovedì o il Venerdì Santo, va consumata fredda.

Ancora in uso, in molte zone regionali, la tradizione di preparare la pizza chiena in casa e poi chiedere di effettuarne la cottura in forno a legna a parenti o conoscenti che ne sono muniti.

La pizza chiena è’ una portata da antipasto della Pasqua, che di solito accompagna le uova sode e la soppressata ad inizio pranzo.

Nel giorno di Pasquetta, invece, la pizza chiena solitamente accompagna l’intera giornata a tavola, dall’antipasto alla fine, e talvolta sostituisce il pane.

Non di rado, quando ci si riunisce tra parenti ed amici, per la gita fuori porta della Pasquetta, la pizza chiena diventa un elemento di confronto, in quanto ognuno ha la sua ricetta segreta ed è possibile apprezzare varianti e confrontarne le diverse manifatture.

Ingredienti per la pizza chiena

Per la sfoglia

  • 500 gr Farina 00
  • 250 g Acqua
  • 80 grammi di Strutto (o burro o margarina vegetale)
  • 15 grammi Lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino raso di Sale fino

Per il ripieno

  • 150 grammi di Salame (sostituibile anche con capicollo)
  • 150 grammi di formaggio fresco Primosale
  • 150 formaggio stagionato grattugiato anche misto (parmigliano, pecorino)
  • 300 grammi ricotta (preferibilmente di pecora)
  • 6 Uova

Pepe nero a piecere nell’impasto

Videoricetta Pizza Chiena

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Pizza con l’erba o con la scarola, ecco la regina rustica della tavola di Pasqua in Campania. – Video Ricetta

La pizza con l’erba, tipica della cucina irpina, mentre a Napoli e nel resto della regione si limitano ad una più modesta pizza con le scarole, è la regina rustica della tavola di Pasqua in Campania.

La differenza tra la pizza con l’erba e la pizza con le scarole, è dovuta alla disponibilità della verdura, l’erba appunto. Nell’entroterra campano, infatti, nelle province di Avellino e Benevento e nel Cilento, nel periodo primaverile, molti degli ingredienti necessario al ripieno della pizza con l’erba crescono spontanei.

La pizza con l’erba, infatti, oltre alla scarola prevede anche l’impiego dei cerfogli, della borraggine e dei cardilli. Sono tutti e tre verdure spontanee, anche se negli ultimi anni sono meno rare perché coltivate dagli agricoltori.

Nelle aree interne, non di rado, è possibile trovare la borragine ed i cardilli, semplicemente passeggiando lungo le strade di campagna. Più difficile rinvenire i cerfogli (cirifuogli in dialetto) che spesso vengono messi a coltivazione per renderli poi disponibili sul mercato a ridosso della Pasqua.

L’impasto della pizza con l’erba

Come per la pizza chiena, anche la pizza con l’erba prevede un impasto che fa da involucro del ripieno, solitamente sottile e croccante. Il ripieno oltre alle verdure già citate , ma che vanno preventivamente scaldate, si ottiene con un soffritto con olio, cipolle, e acciughe al quale va aggiunta la verdura bollita, opportunamente privata quasi del tutto dell’acqua di cottura. A questi ingredienti si devono aggiungere i pinoli, il pepe, e facoltativamente l’uva passa.

Il ripieno, così preparato andrà adagiato su una sfoglia di pasta e ricoperto con un’altra sfoglia.

La cottura della pizza con l’erba

La pizza con l’erba può essere cotta nel forno elettrico o nel forno a legna. Diverse le varianti anche sulla sfoglia utilizzata per la pizza con l’erba. Molte ricette prevedono, infatti una predominanza della sfoglia, realizzata come l’impasto del pane, altre varianti, invece, prediligono una sfoglia più sottile e friabile.

In entrambi i casi la pizza con l’erba può essere conservata per diversi giorni, rimanendo sempre gsutosa e fragrante.

La variante napoletana si limita, generalmente all’utilizzo della sola scarola, risultando meno profumata per l’assenza dei cerfogli, ma per il resto ricalca il procedimento della ricetta delle aree interne.

Rispetto alla pizza chiena, la pizza con l’erba ha il vantaggio che anche nei giorni che precedono la Pasqua, può essere addentata senza venir meno al precetto cattolico di non consumare carne.

INGREDIENTI PER LA PIZZA CON l’ERBA

Per la sfoglia

  • 1 kg farina grano tenero
  • 500-600 g Acqua
  • q.b. Sale
  • 50 g Strutto
  • 15 g Lievito di birra fresco

Per il ripieno

  • 3 kg erba (scarole, cardilli e borragine)
  • 1 kg di cerfoglio
  • Olio extravergine d’oliva
  • 150 granmmi filetti di acciughe
  • 50 g Olive (facoltativa)
  • 50 g Pinoli
  • Sale (solo all’occorrenza)
  • 50 g Uva passa (facoltativa)

Videoricetta pizza con la scarola

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Carciofi alla brace, il piatto che unisce il centro sud Italia. – Video Ricetta.

Una pietanza unisce l’intera regione Campania ma che si può trovare anche in altre regioni del centro sud Italia è rappresentato dai carciofi arrostiti, alla brace.

Lazio, Abruzzo e Campania sono le regioni dove il carciofo alla brace è una portata immancabile della tavola pasquale, ma di fatto è disponibile quasi tutto l’anno.

In alcune aree regionali, come l’agro nocerino, è un piatto consumato tutto l’anno ed ancora oggi, in strada è possibile trovare chi prepara i carciofi alla brace per l’asporto o addirittura per essere consumati sul luogo.

Si tratta, di un carciofo, che nel periodo di Pasqua è particolarmente saporito nonché morbido, le cui foglie vengono leggermente aperte, per favorirne l’introduzione del ripieno.

La ricetta del carciofo alla Brace

Il ripieno è composto dalla parte del gambo del carciofo più vicina alle foglie, tagliato finemente, unito a pecorino e parmigiano grattugiato e mollica di pane. A ciò vanno aggiunti cubettini piccoli di pancetta, pepe, prezzemolo sale e olio, procedendo a creare una malgama che andrà poi introdotta nel cuore del carciofo fino a riempimento. Sul colmo del ripieno, prima di adagiare i carciofi sulla brace, va posata una noce di strutto, che col calore della brace si scioglierà andando ad insaporire ulteriormente il trito interno.

Questa è la ricetta tipica della Pasqua, ed è sicuramente la variante di carciofo alla brace più robusta. Negli altri periodi dell’anno, i carciofo alla brace può essere preparato anche in versione leggera, con una farcitura di solo mollica di pane, odori, spezie e olio extravergine di oliva, sempre utilizzando il gambo del carciofo triturato.

La cottura del carciofo alla Brace

La cottura del carciofo è determinante, infatti occorrerà coprire i carciofi sulla brace con un foglio di carta di alluminio ed attendere che le foglie più esterne, tra l’atro più dure e poco commestibili si brucino, lasciando le foglie più interne, cotte e umide e con il ripieno sufficientemente caldo.

La parte più gustosa del carciofo alla brace, è sicuramente il cuore, la parte più interna, che dopo la cottura è particolarmente morbido e avrà acquistato il sapore rilasciato dagli ingredienti dell’imbottitura che grazie al calore si saranno sciolti ed amalgamati.

Il carciofo alla brace, tra l’altro, è una delle portate più salutari della tavola della Pasqua, grazie alle proprietà benefiche del carciofo.

Video Ricetta Carciofi alla brace

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La Pasqua in Irpinia è un pranzo con piatti da acquolina in bocca!

Si avvicina la Pasqua, uno dei momenti dell’anno che, al netto degli aspetti liturgici e religiosi, costituisce la festa dello stare insieme per eccellenza.

Il periodo dell’anno in cui cade, la primavera piena, favorisce il clima di aggregazione. E dove si celebra l’aggregazione se non a tavola?

Come buona trdizione vuole, la gastronomia pasquale ha in ogni regione italiana un menù particolarmente ricco e calorico.

L’Irpinia ovviamente fa la sua parte, con piatti che, nel rispetto di usi che affondano le radici nella notte dei tempi, non possono mancare sulla tavola di Pasqua (e di Pasquetta).

I Carciofi Arrostiti

Carciofo

Come i carciofi arrostiti, un must tra le pietanze da degustare il giorno di Pasqua.

I carciofi vengono arrostiti alla brace, dopo essere stati imbottiti con con un impasto a base di pane, prezzemolo, aglio, pepe e parmigiano ed irrorati con olio rigorosamente extravergine di oliva.

La cottura è fondamentale: la brace deve essere viva ma senza fiamma, onde evitare di bruciare il carciofo. Il risultato? Una delizia per il palato.

La soppressata

Tra le pietanze che di norma si servono come antipasto nel giorno di Pasqua, nel segno della tradizione è anche l’apertura della prima soppressata dell’anno, che proprio nei giorni di primavera raggiunge il giusto livello di stagionatura.

La soppressata, insaccato affumicato di maiale realizzato artigianalmente seguendo ferree regole (si utilizzano due parti magre, prosicutto e filetto, ed una parte grassa e l’affumicatura avviene bruciando legna di quercia), si accompagna di solito a formaggi stagionati, al classico casatiello e, naturalmente, al vino aglianico.

La pizza con l’erba.

Preparazioni tipiche del periodo pasquale, che si consumano come antipasto anche se, per la loro ricchezza di ingredienti, possono essere considerate un pasto completo (!!!) sono poi le celebri pizze: la pizza con l’erba e la pizza chiena.

La pizza con l’erba

La prima è una delle eccellenze della tavola irpina e prevede un ripieno composto da quattro differenti erbe soffritte: la scarola, la borragine, il cardillo ed il cerfoglio.

La Pizza Chiena

La pizza chiena

Anche la pizza chine non può mancare su una tavola pasquale che si rispetti: una torta rustica al cui interno vengono mixati ingredienti vari come il formaggio della Piana, soppressata e uova.

Pasta al forno

Per chi riuscisse ad arrivare al traguardo del primo piatto le varianti sono molteplici, anche se per lo più si preferisce optare per una pasta al forno, magari a base di fusilli avellinesi conditi con il più classico dei ragù.

Anche la lasagna è un primo piatto particolarmente gettonato il giorno di Pasqua al pari delle prelibate tagliatelle ai funghi porcini da spolverare, naturalmente, con il tartufo nero di Bagnoli.

Carne alla Brace

Pochi dubbi, invece, sul secondo piatto: a Pasqua è d’obbligo la carne alla brace, in particolare quella di agnello o capretto, a cui si accompagnano le patate al forno.

E per finire in dolcezza? Suà maestà la pastiera di grano, ca va sans dire.

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