Alessandro Mannarino

C’è un volto, una voce e uno sguardo che riconosciamo subito, anche al buio. Alessandro Mannarino, nato a Roma il 23 agosto 1979, è molto più di un cantautore: è un narratore di emozioni, un artigiano di storie cantate che, ogni tanto, lascia il microfono per apparire sullo schermo, portando con sé quella sua inconfondibile aura poetica.

Negli anni ha saputo costruire un linguaggio musicale unico, mescolando folk urbano, suggestioni esotiche e un’ironia tagliente che racconta il mondo dal basso.

Ogni canzone è una storia. Un frammento di vita vissuta o immaginata, sempre abitata da personaggi ai margini: prostitute, mendicanti, poeti sgangherati e amanti perduti. Lontano dalle mode, Mannarino ha fatto della contaminazione il suo tratto distintivo, riuscendo a far dialogare la Roma di Trastevere con l’Amazzonia, il Sudamerica con i vicoli italiani.

Poliedrico e teatrale: la forza del live

Sin dagli esordi, Mannarino si è mostrato artista poliedrico e profondamente teatrale. Non a caso il suo rapporto con il palco è simile a quello di un cantastorie antico, che usa voce, corde e corpo per evocare emozioni.

Il progetto più recente, “Corde – Concerto per sole corde”, è stato definito dallo stesso Mannarino come una “messa in scena senza orpelli”. Uno spettacolo volutamente spoglio, in cui la musica diventa rito e ogni strumento – chitarre, bassi, archi – racconta qualcosa in più delle parole.